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La chiusura di NCAR danneggerà gravemente la ricerca climatica

Il centro di Boulder ha guidato per 60 anni la modellistica climatica e meteorologica usata da governi e istituti di ricerca in tutto il mondo.

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Avatar di Antonello Buzzi

a cura di Antonello Buzzi

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 19/12/2025 alle 08:45

La notizia in un minuto

  • L'amministrazione Trump ha ordinato la chiusura del National Center for Atmospheric Research (NCAR) di Boulder, un'istituzione con 830 dipendenti che dal 1960 coordina ricerche atmosferiche fondamentali per i modelli climatici globali e le previsioni meteorologiche utilizzate in tutto il mondo
  • I modelli sviluppati da NCAR, come il Community Earth System Model e il Weather Research and Forecasting Model, costituiscono il fondamento dei rapporti dell'IPCC e sono utilizzati quotidianamente per previsioni meteorologiche, studio degli uragani e preparazione agli eventi estremi
  • La chiusura rischia di compromettere irreversibilmente decenni di progressi scientifici, bloccando ricerche critiche su clima, sicurezza aerea, inquinamento atmosferico e geoingegneria proprio mentre gli eventi meteorologici estremi diventano più frequenti

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

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La chiusura del National Center for Atmospheric Research (NCAR) di Boulder, in Colorado, rappresenta un colpo senza precedenti per la scienza del clima e la meteorologia globale. Il centro, fondato nel 1960 per coordinare ricerche atmosferiche su scala troppo vasta per le singole università, ha contribuito in modo determinante allo sviluppo dei modelli climatici e delle previsioni meteorologiche utilizzate in tutto il mondo. Con i suoi 830 dipendenti e una missione scientifica che spazia, secondo il suo motto non ufficiale, "dal fondo degli oceani al nucleo del Sole", NCAR è stato per decenni un pilastro della ricerca atmosferica internazionale.

La decisione dell'amministrazione Trump è stata comunicata attraverso una dichiarazione a USA Today del funzionario della Casa Bianca Russ Vought, che ha definito il centro una fonte di "allarmismo climatico". Secondo le intenzioni dell'esecutivo americano, verranno eliminate le ricerche definite "green new scam research", mentre le cosiddette "funzioni vitali" come la modellistica meteorologica e il supercalcolo verranno trasferite altrove. Tuttavia, gli scienziati avvertono che smantellare un'istituzione di questa complessità potrebbe compromettere irreversibilmente decenni di progressi scientifici.

I modelli sviluppati da NCAR costituiscono infatti il fondamento dei rapporti dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) delle Nazioni Unite, lo strumento principale su cui i governi di tutto il mondo si basano per prendere decisioni sulla riduzione delle emissioni di carbonio e l'adattamento agli eventi meteorologici estremi. Michael Meredith del British Antarctic Survey non ha dubbi: "Chiuderlo significherebbe aumentare l'incertezza sul nostro futuro climatico e renderci meno capaci di prepararci efficacemente. È difficile vedere questa mossa come qualcosa di diverso dal sparare al messaggero".

Tra i contributi scientifici più significativi di NCAR figura l'invenzione del GPS dropsonde, un dispositivo carico di sensori che viene lanciato all'interno degli uragani per raccogliere dati. Questa tecnologia ha rivoluzionato la comprensione delle tempeste tropicali e migliorato drasticamente la capacità di prevederne l'intensità e la traiettoria. Nel campo della sicurezza aerea, i ricercatori del centro hanno sviluppato sistemi di allerta per il wind shear negli aeroporti, prevenendo innumerevoli incidenti. Il laboratorio, situato sulle colline delle Montagne Rocciose del Colorado, ha monitorato nel corso dei decenni fenomeni che vanno dalle inondazioni agli incendi, fino al meteo spaziale.

"Se non sappiamo cosa ci aspetta, costerà di più e ucciderà più persone", avverte il meteorologo Jeff Masters

Ma forse il contributo più prezioso di NCAR è stato fornire dati, modellistica e potenza di calcolo ad altri ricercatori in tutto il mondo. Il meteorologo Jeff Masters, fondatore di Weather Underground — uno dei primi servizi a offrire previsioni meteorologiche locali online negli anni Novanta — ha sottolineato che la sua piattaforma non sarebbe mai esistita senza il software e i dati meteorologici forniti da NCAR. Masters paragona la chiusura del centro a una decisione ipotetica di interrompere i finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo di armamenti alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale: un autogol strategico in un momento critico.

Il centro sviluppa e amministra il Weather Research and Forecasting Model, utilizzato diffusamente sia per le previsioni quotidiane sia per lo studio dei climi regionali. Collabora inoltre con la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) per migliorare i modelli meteorologici, specialmente nella previsione di tempeste severe. L'interruzione di questo lavoro potrebbe bloccare i progressi nelle previsioni che utilizziamo quotidianamente su app e telegiornali, proprio mentre gli eventi meteorologici estremi stanno diventando più frequenti a causa del riscaldamento globale.

NCAR gestisce anche il Community Earth System Model (CESM), il primo modello climatico globale progettato specificamente per le università. Richard Rood dell'Università del Michigan lo definisce "probabilmente il modello più utilizzato al mondo". CESM ha supportato una varietà enorme di ricerche, dalle stime delle emissioni globali di carbonio ai cambiamenti futuri nelle correnti oceaniche, dalla frequenza delle ondate di calore allo scioglimento dei ghiacciai e del ghiaccio marino. Il centro organizza incontri biennali con gli utenti per decidere come migliorare il modello, che può essere eseguito sui suoi server o scaricato e utilizzato localmente. La chiusura probabilmente porterà alla fine dello sviluppo di CESM e della manutenzione necessaria per correggere errori.

Colin Carlson della Yale University è stato tra i molti scienziati a sottolineare sui social media l'importanza critica di NCAR. Sta utilizzando i modelli climatici del centro per stimare la quantità di vaccini contro colera e febbre gialla che sarà necessaria man mano che il clima cambia, e per prevedere quando la dengue diventerà endemica in Florida. La sua dichiarazione su Bluesky è stata lapidaria: "Abbiamo bisogno di NCAR per fare il nostro lavoro".

Oltre alla modellistica computazionale, NCAR gestisce una flotta di aeromobili da ricerca: un aereo cargo C-130, un jet aziendale Gulfstream modificato per condurre ricerche fino al limite della stratosfera, e un aereo a elica King Air attrezzato per studiare la fisica delle nuvole. Tra il 2009 e il 2011, il Gulfstream ha compiuto diversi viaggi dal Polo Nord al Polo Sud, volando tra 150 e 9.000 metri di altitudine per completare il primo rilevamento completo di CO₂ e altri gas nell'atmosfera. Ha anche effettuato misurazioni della corona solare durante l'eclissi del 2017.

Questi aerei aiutano a monitorare l'inquinamento atmosferico e a calibrare gli strumenti satellitari, secondo Rood. La ricerca sugli aerosol condotta da NCAR sarebbe inoltre vitale per comprendere gli effetti della geoingegneria, approccio proposto da alcuni come soluzione per evitare cambiamenti climatici bruschi attraverso tecniche come la diffusione di aerosol per bloccare la luce solare. Rood avverte: "Eliminare ricerche climatiche come queste ci farebbe volare alla cieca, ancora più ciecamente, verso decisioni sulla geoingegneria e sui punti di non ritorno climatici".

Le prospettive future restano incerte. Non è chiaro se e come le "funzioni vitali" potranno essere efficacemente trasferite ad altre istituzioni senza perdere l'ecosistema di competenze, infrastrutture e collaborazioni internazionali che NCAR ha costruito in oltre sessant'anni. La comunità scientifica internazionale osserva con preoccupazione, consapevole che la comprensione del sistema climatico terrestre e la capacità di prevedere eventi meteorologici estremi dipendono dalla continuità di questo tipo di ricerche, proprio nel momento in cui ne abbiamo più bisogno.

Fonte dell'articolo: www.newscientist.com

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