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Una regola quantistica fondamentale è stata dimostrata

Gli scienziati dimostrano per la prima volta che la conservazione del momento angolare vale anche quando un fotone si divide in due particelle.

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Avatar di Patrizio Coccia

a cura di Patrizio Coccia

Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 20/08/2025 alle 13:57

La notizia in un minuto

  • Ricercatori finlandesi hanno osservato per la prima volta la divisione di un singolo fotone in una coppia, confermando sperimentalmente la conservazione del momento angolare orbitale a livello quantistico
  • Il processo è estremamente raro: solo uno su un miliardo di fotoni subisce questa trasformazione, richiedendo apparati di precisione estrema e tecniche di misurazione sofisticate
  • La scoperta apre scenari rivoluzionari per l'informatica quantistica e le comunicazioni, con possibili applicazioni nelle reti di informazione e nei sistemi di rilevamento di precisione

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

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Nel silenzio di un laboratorio in Finlandia, un gruppo di ricercatori è riuscito a osservare uno degli eventi più rari della fisica quantistica: la divisione di un singolo fotone in due. È la prima volta che viene confermata a livello quantistico una delle leggi fondamentali che regolano l’universo. Si tratta di un fenomeno rarissimo, che interessa appena un fotone su un miliardo, ma che apre possibilità rivoluzionarie per il futuro dell’informatica quantistica e delle comunicazioni.

La matematica elementare che governa l'universo quantistico

Il principio alla base di questo esperimento si può riassumere in un’equazione semplice: 1 + (-1) = 0. Dietro questa formula, che sembra banale, si nasconde uno dei meccanismi più affascinanti della natura quantistica. Quando un fotone privo di momento angolare orbitale si divide in due particelle di luce, i loro movimenti devono compensarsi: se uno ruota in senso orario, l’altro deve ruotare in senso opposto con la stessa intensità. In questo modo la somma dei due si annulla, rispettando la legge di conservazione.

Per arrivare a questo risultato è stata necessaria una precisione estrema. L’apparato sperimentale doveva essere stabile, con rumore di fondo ridotto al minimo e strumenti capaci di rilevare segnali debolissimi. Solo così è stato possibile registrare abbastanza eventi da confermare la legge di conservazione. La divisione dei fotoni è infatti molto inefficiente: solo uno su miliardi si trasforma in una coppia. Ogni misurazione è stata quindi una vera caccia al dettaglio invisibile.

Intrecci quantistici e prospettive future

Oltre a confermare la conservazione, i ricercatori hanno osservato i primi segnali di entanglement, cioè l’intreccio quantistico tra i fotoni generati. Questo fenomeno lascia immaginare la possibilità di produrre stati di luce sempre più complessi, intrecciati nello spazio, nel tempo e nella polarizzazione. Le applicazioni di un simile risultato vanno dalla comunicazione quantistica alle reti di informazione di nuova generazione, fino a strumenti di misurazione con precisione senza precedenti.

Il prossimo obiettivo sarà aumentare l’efficienza del sistema e rendere questi eventi più facilmente osservabili. Questa scoperta rappresenta un ponte tra teoria e tecnologia: come le palle da biliardo conservano la quantità di moto, anche i fotoni seguono regole simili per il momento angolare, ma in un ambito dove le leggi classiche non bastano più. Su queste basi si potranno costruire le tecnologie del futuro, fatte di comunicazioni sicure e dispositivi che sfruttano le proprietà più sorprendenti della luce.

Fonte dell'articolo: www.sciencedaily.com

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