Un'imbarcazione dell'età del ferro che ha attraversato il Mar Baltico oltre duemila anni fa sta finalmente rivelando i suoi segreti grazie a tecniche di analisi scientifica all'avanguardia. La barca di Hjortspring, custodita al Museo Nazionale della Danimarca e considerata la più antica imbarcazione a tavole della Scandinavia, rappresenta da oltre un secolo un enigma archeologico irrisolto: chi erano i guerrieri che la utilizzarono e da dove provenivano? Un nuovo studio pubblicato sulla rivista ad accesso aperto PLOS One da Mikael Fauvelle dell'Università di Lund in Svezia e i suoi colleghi fornisce finalmente risposte concrete a queste domande, spostando l'attenzione verso le coste orientali del Baltico e retrodatando con precisione la costruzione del vascello tra il IV e il III secolo avanti Cristo.
L'approccio metodologico adottato dai ricercatori ha fatto la differenza. Invece di concentrarsi sui reperti già ampiamente studiati, il team ha esaminato materiali precedentemente trascurati recuperati insieme all'imbarcazione: cordame originale e frammenti di materiale impermeabilizzante utilizzato per sigillare le giunture dello scafo. Attraverso la datazione al radiocarbonio hanno determinato l'età dei manufatti, mentre la gascromatografia abbinata alla spettrometria di massa ha permesso di identificare la composizione chimica del mastice impermeabilizzante. I risultati hanno rivelato che il materiale era costituito da grasso animale mescolato con pece di pino, un dettaglio apparentemente marginale che si è rivelato fondamentale per ricostruire l'origine geografica della nave.
La chiave interpretativa risiede nella distribuzione delle foreste di pino durante il primo millennio avanti Cristo. Nel territorio danese e nella Germania settentrionale, le pinete erano estremamente rare in quel periodo storico. Sebbene la pece di pino potesse teoricamente essere ottenuta attraverso il commercio, le estese foreste di conifere crescevano invece lungo le coste orientali del Mar Baltico. Questa evidenza botanica e chimica suggerisce che la barca sia stata costruita in una di quelle regioni orientali, costringendo i guerrieri a attraversare un tratto significativo di mare aperto per raggiungere l'isola di Als, dove il vascello venne scoperto. Tale impresa marittima indica una spedizione militare attentamente pianificata e organizzata, non una semplice incursione improvvisata.
La storia archeologica della barca di Hjortspring inizia nei primi anni del Novecento, quando venne portata alla luce sull'isola danese di Als. Gli archeologi ritengono che il vascello appartenesse a una banda di guerrieri che tentò un attacco all'isola ma venne sconfitta. I difensori locali affondarono quindi l'imbarcazione in una palude come offerta votiva per ringraziare le divinità della vittoria ottenuta. Nonostante le armi rinvenute insieme alla nave fossero tipiche dell'epoca e ampiamente diffuse nell'Europa settentrionale, gli studiosi non sono mai riusciti a determinare con certezza la provenienza degli invasori né il periodo esatto di costruzione dell'imbarcazione.
Una delle difficoltà principali nella datazione deriva dalle pratiche conservative adottate subito dopo lo scavo. L'imbarcazione venne infatti dissotterrata prima che fossero disponibili i metodi di datazione moderni, e la maggior parte dei materiali venne immediatamente trattata con sostanze chimiche che rendono impossibile l'applicazione della datazione al radiocarbonio. Come spiegano i ricercatori, solo rovistando negli archivi sono riusciti a individuare alcuni campioni di cordame originale non sottoposti a trattamenti conservativi. L'analisi al radiocarbonio di questi materiali ha restituito un intervallo temporale compreso tra il 381 e il 161 avanti Cristo, in perfetta coerenza con le datazioni precedenti dei resti lignei dal sito di Hjortspring e con le tipologie di armi rinvenute.
Tra le scoperte più sorprendenti emerge un'impronta digitale umana parziale preservata nel materiale impermeabilizzante. Sebbene sia impossibile determinare l'identità di chi la lasciò, i ricercatori ritengono che possa essere stata impressa nel catrame durante una riparazione effettuata da un membro dell'equipaggio. Come sottolineato dal team di studio, questa traccia rappresenta "un collegamento diretto con i marinai dell'antica imbarcazione". Impronte digitali di questo tipo sono estremamente rare per questo periodo storico, rendendo il ritrovamento ancora più eccezionale e offrendo un contatto tangibile con gli individui che utilizzarono il vascello oltre due millenni fa.
Nel corso del secolo scorso sono state proposte diverse teorie sull'origine della barca di Hjortspring. Alcuni studiosi hanno suggerito che l'equipaggio provenisse dalla Germania settentrionale, altri da una regione differente dell'attuale Danimarca. L'analisi scientifica del materiale impermeabilizzante fornisce ora il primo indizio significativo in oltre cent'anni di ricerche. La presenza di pece di pino in un contesto geografico dove questo materiale era scarso orienta con forza verso le regioni orientali del Baltico, dove le foreste di conifere erano abbondanti e facilmente accessibili per chi costruiva imbarcazioni.
Lo studio è stato finanziato dalla Marcus and Amalia Wallenberg Foundation nell'ambito del progetto Complex Canoes e dal Riksbankens Jubileumsfond per il programma Maritime Encounters. La ricerca apre nuove prospettive per comprendere i collegamenti marittimi e militari dell'età del ferro scandinava, dimostrando come materiali apparentemente secondari possano contenere informazioni cruciali quando sottoposti ad analisi scientifiche avanzate. Restano ancora domande aperte sull'organizzazione sociale di questi guerrieri, sulle motivazioni specifiche della loro spedizione e sulla rete di contatti che permetteva spostamenti così significativi attraverso il Mar Baltico, aspetti che futuri studi archeologici e biomolecolari potrebbero contribuire a chiarire.