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Scienziati vogliono un super laser sulla Luna

Il team guidato da Jun Ye propone di installarlo nei crateri polari in ombra, dove temperature fino a 20 K garantiscono stabilità estrema.

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Avatar di Antonello Buzzi

a cura di Antonello Buzzi

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 18/02/2026 alle 08:55

La notizia in un minuto

  • I crateri polari lunari permanentemente in ombra offrono condizioni ideali per ospitare laser ultrastabili, con temperature estremamente basse e stabili (fino a -253°C) e assenza di atmosfera e attività sismica
  • Un laser lunare potrebbe mantenere la coerenza per almeno un minuto, contro i pochi secondi dei dispositivi terrestri, grazie alla stabilità ambientale naturale impossibile da replicare artificialmente sulla Terra
  • Le applicazioni spaziano dalla creazione di un sistema temporale lunare autonomo al supporto per atterraggi automatizzati ad alte latitudini e coordinamento di costellazioni satellitari con precisione estrema

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

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I crateri permanentemente in ombra situati nei pressi dei poli lunari potrebbero trasformarsi nelle sedi ideali per ospitare laser ultrastabili di precisione estrema, dispositivi fondamentali per sistemi avanzati di navigazione e sincronizzazione temporale. La proposta arriva da un gruppo di ricerca guidato da Jun Ye del JILA, istituto di ricerca congiunto tra l'Università del Colorado e il National Institute of Standards and Technology a Boulder, che ha individuato nelle condizioni ambientali uniche di queste regioni lunari un'opportunità senza precedenti per la fisica sperimentale applicata all'esplorazione spaziale.

Le caratteristiche geologiche e astronomiche della Luna rendono questi crateri polari ambienti naturalmente ottimali per tecnologie che richiedono stabilità estrema. A differenza della Terra, il nostro satellite naturale presenta un'inclinazione assiale minima durante la sua rotazione, il che significa che centinaia di crateri nelle regioni polari non ricevono mai luce solare diretta. Questa condizione genera temperature straordinariamente basse e stabili: durante l'inverno lunare, alcuni di questi crateri raggiungono temperature intorno ai -253°C (20 kelvin), mentre anche durante l'estate lunare la temperatura non supera i 50 kelvin. L'assenza virtuale di atmosfera e la ridotta attività sismica completano un quadro ambientale di stabilità eccezionale.

I laser ultrastabili funzionano secondo principi di ottica quantistica che richiedono condizioni operative molto specifiche. Il dispositivo consiste in una cavità ottica nella quale un raggio laser rimbalza tra due specchi perfettamente allineati. La precisione del sistema dipende dalla capacità di mantenere costante la distanza tra gli specchi, evitando qualsiasi espansione o contrazione della camera. Sulla Terra, questa stabilità viene ottenuta artificialmente isolando il sistema in camere a vuoto raffreddate a temperature criogeniche e protette dalle vibrazioni ambientali. Il design proposto dal team di Ye prevede l'utilizzo di una cavità realizzata in silicio, materiale che mantiene eccellenti proprietà dimensionali alle temperature lunari.

I migliori laser a cavità ottica terrestri mantengono la coerenza per pochi secondi, mentre un dispositivo lunare potrebbe rimanere coerente per almeno un minuto

La coerenza laser rappresenta un parametro fondamentale: indica la capacità delle onde luminose di mantenersi sincronizzate nel tempo. Maggiore è la durata della coerenza, più preciso risulta il laser per applicazioni di metrologia e navigazione. Come sottolinea Ye, l'intero ambiente è stabile, questa è la chiave. Anche attraversando le variazioni stagionali lunari, la temperatura rimane confinata in un intervallo straordinariamente ristretto, condizione impossibile da replicare artificialmente sulla Terra senza costi e complessità proibitivi.

Le applicazioni pratiche di un laser di riferimento ultrastabile sulla Luna spaziano dalla definizione di un sistema temporale lunare autonomo al coordinamento di costellazioni satellitari in formazione che utilizzano interferometria laser per misurazioni di distanza ad alta precisione. La tecnologia potrebbe inoltre supportare operazioni di atterraggio automatizzato in regioni ad alta latitudine, notoriamente problematiche per i sistemi di navigazione basati su visione ottica a causa delle condizioni di illuminazione sfavorevoli. Recenti missioni lunari hanno infatti registrato anomalie durante le fasi di atterraggio proprio a causa di queste limitazioni.

Simeon Barber dell'Open University nel Regno Unito riconosce la validità scientifica della proposta, pur evidenziando le sfide implementative. L'utilizzo di un laser stabile per supportare posizionamento, navigazione e temporizzazione potrebbe aumentare significativamente l'affidabilità degli atterragi ad alte latitudini lunari, dove diversi lander recenti hanno sperimentato difficoltà operative. La precisione del sistema consentirebbe inoltre di utilizzare il laser lunare come riferimento anche per operazioni terrestri, considerando che un raggio luminoso impiega poco più di un secondo per percorrere la distanza Terra-Luna.

La realizzazione del progetto richiederà comunque lo sviluppo di tecnologie robotiche capaci di installare e mantenere strumentazione scientifica in ambienti estremi, oltre a sistemi di comunicazione e alimentazione energetica adeguati alle condizioni dei crateri polari. Le prospettive future includono l'integrazione di questa tecnologia nelle architetture delle future basi lunari permanenti previste dai programmi internazionali di esplorazione, dove laser ultrastabili potrebbero costituire l'ossatura di reti di navigazione e sincronizzazione temporale indispensabili per operazioni scientifiche e logistiche complesse sul nostro satellite naturale.

Fonte dell'articolo: www.newscientist.com

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