I ricercatori di università svedesi e finlandesi hanno compiuto un passo decisivo verso una rivoluzione quantistica che potrebbe trasformare il computing del futuro. Il problema che finora ha frenato i computer quantistici - la loro estrema vulnerabilità alle interferenze ambientali - potrebbe essere superato grazie a un nuovo materiale sviluppato dai team di Chalmers University of Technology, Aalto University e University of Helsinki. La scoperta introduce un approccio inedito che sfrutta il magnetismo per creare stabilità quantistica, aprendo prospettive concrete per il calcolo quantistico di prossima generazione.
Il tallone d'Achille dei computer quantistici
I qubit, unità fondamentali dei computer quantistici, sono al tempo stesso la loro forza e debolezza. A livello atomico valgono le regole della meccanica quantistica, che permettono agli elementi di esistere in più stati contemporaneamente, garantendo potenzialità di calcolo enormi. Tuttavia, la minima variazione di temperatura, di campo magnetico o anche piccole vibrazioni possono destabilizzare i qubit, facendogli perdere le proprietà necessarie per svolgere calcoli complessi in modo affidabile.
Finora la ricerca si è basata sull’accoppiamento spin-orbita, fenomeno raro che limita fortemente i materiali utilizzabili. Il nuovo approccio ribalta questa logica: i ricercatori hanno dimostrato che il magnetismo, molto più comune, può essere usato per generare stati topologici stabili. Ciò significa poter esplorare un numero molto più ampio di materiali. Come spiegano gli autori, la differenza è simile a cucinare con ingredienti quotidiani piuttosto che con spezie introvabili.
Materiali quantistici esotici: la frontiera della ricerca
I materiali quantistici esotici possiedono proprietà estreme che li rendono candidati ideali per ospitare stati topologici stabili. Integrare la stabilità nella struttura stessa del materiale offre una resistenza molto superiore rispetto ai sistemi attuali. Il nuovo composto scoperto dimostra che è possibile creare materiali in grado di mantenere le proprie caratteristiche quantistiche anche in presenza di disturbi esterni, un passo cruciale verso computer quantistici realmente pratici.
Per facilitare la ricerca di materiali con proprietà simili, il team ha sviluppato anche un software capace di calcolare direttamente l’intensità dei comportamenti topologici. Questo strumento potrà accelerare le scoperte, guidando l’individuazione di materiali robusti e adatti alla costruzione di computer quantistici di nuova generazione.
La speranza è che questa strada porti a superare l’attuale barriera tra teoria e pratica, rendendo i computer quantistici abbastanza resistenti da affrontare problemi reali e rivoluzionare il modo in cui la società utilizza la potenza di calcolo.