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Android, migliaia di app spiavano i minorenni

Mentre il mondo si preoccupa di Facebook e Cambridge Analytica come fossero il male in persona, uno studio recente dell'International Computer Science Institute ha dimostrato che migliaia di app Android tra le più popolari del Google Play Store raccoglievano i dati dei minori di 13 anni senza alcuna autorizzazione da parte dei genitori, violando così […]

Mentre il mondo si preoccupa di Facebook e Cambridge Analytica come fossero il male in persona, uno studio recente dell'International Computer Science Institute ha dimostrato che migliaia di app Android tra le più popolari del Google Play Store raccoglievano i dati dei minori di 13 anni senza alcuna autorizzazione da parte dei genitori, violando così il Children's Online Privacy Protection Act, noto con l'acronimo di COPPA, una delle poche leggi statunitensi ad essere davvero stringente sulla profilazione e l'uso dei dati dei minori, ma che a quanto pare sarebbe difficile da applicare e far rispettare.

Lo studio è stato svolto infatti proprio per appurare questo aspetto al fine di trovare soluzioni per semplificare la rilevazione di questo genere di violazioni, operazione particolarmente complessa che fino ad oggi poteva essere condotta solo manualmente.

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"La nostra piattaforma di test ci permette di esaminare quanto spesso e in quali circostanze, le app e le librerie di terze parti accedono a risorse sensibili protette da un sistema di permessi", spiegano nello studio i ricercatori. "Abbiamo potuto dimostrare che la nostra piattaforma potrebbe avere un impatto immediato nel far rispettare il COPPA (e altre leggi sulla privacy) grazie all'automazione dell'identificazione di potenziali violazioni, una pratica che fino ad oggi è stata quasi del tutto manuale".

Le app prese in considerazione sono ben 5855 e, benché siano state selezionate sulla versione statunitense del Play Store, possono essere trovare per la maggior parte anche in Italia e nel resto del mondo. Di queste, oltre la metà violavano una o più parti della legge. In particolare Nel 5% dei casi le app raccolgono informazioni come posizione e numero di telefono, mentre circa il 19% del campione analizzato condivide informazioni sensibili con servizi esterni che non potrebbero essere implementati in app per i minori proprio perché collegati a sistemi di analisi e profilazione a fini pubblicitari. 

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I ricercatori hanno fatto notare come Google abbia cercato di applicare la legge, chiedendo agli sviluppatori di certificare che le proprie app la rispettano. "Tuttavia, come mostrano i nostri risultati, questo provvedimento non sembra essere stato di grande utilità". I ricercatori hanno aggiunto peròanche che Google non avrebbe difficoltà nell'utilizzare la propria piattaforma in modo da identificare app e sviluppatori che violano le norme sulla privacy dei minori. Interrogata in merito dal Washington Post, Google ha preferito non commentare.