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Apple apre il portafogli dopo le critiche di Taylor Swift

Apple ha deciso di cambiare politica sulla musica in streaming, e pagherà gli artisti anche per quegli utenti che usano Apple Music per i tre mesi di prova gratuita. Una virata che arriva, pare, in risposta a una lettera aperta della pop star Taylor Swift.

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Nel suo post, affidato a Tumblr, Taylor Swift aveva espresso tutta la propria perplessità verso il modello di Apple Music, e i servizi di streaming in generale, lamentando il fatto che per i tre mesi gratuiti l'utente non paga ma non c'era alcun compenso per l'artista.

"Non vi chiediamo iPhone gratis. Per favore non chiedeteci di offrirvi musica senza compenso", ha scritto Swift, sottolineando che per un'artista affermata come lei il problema è trascurabile, considerato il fatto che solo con i live può sostenere tutto il suo business. Ma per gli emergenti e i meno famosi 90 giorni di lavoro gratis possono essere un bel problema.

Taylor Swift in altre parole si è fatta portavoce di un malumore piuttosto diffuso nel mondo della musica, presentandosi così come "paladino" di etichette indipendenti e piccoli artisti che non hanno il potere di contrastare un colosso come Apple (o Spotify, Google e altri).

"Sappiamo che questa incredibile azienda ha il denaro per pagare artisti, autori e produttori per i tre mesi di prova … anche se sono gratuiti per i fan", scrive Swift, suggerendo che sia appunto la stessa Apple a sostenere i costi dei tre mesi di prova – d'altra parte l'azienda ha più o meno 200 miliardi di dollari in liquidità, e di certo può permettersi questo e altro.

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Incredibile ma vero, Apple ha accolto la critica e ha deciso di cambiare politica; l'azienda californiana pagherà le royalties anche per quei tre mesi in cui noi usiamo Apple Music senza sborsare un centesimo. Ad affermarlo è stato il dirigente dell'azienda Eddy Cue tramite Twitter. "Sono euforica e sollevata. Grazie per le vostre parole di supporto. Ci hanno ascoltato", ha commentato Taylor Swift sempre tramite Twitter.

Il New York Times aggiunge poi un dettaglio, specificando che Apple pagherà 0,2 centesimi di dollaro per ogni canzone ascoltata durante il periodo di prova gratuito. 

Cue comunque nega che sia stata la lettera di Taylor Swift a innescare il cambiamento, ma che la questione era sul tavolo da tempo. Apple comunque non pagherà agli artisti la stessa cifra che ricevono per gli utenti paganti (poco più del 70%), ma un forfeit per ogni riproduzione (con riserbo sulla cifra).

Il servizio di Apple diventa così quello più vantaggioso per gli artisti, perché è quello che offre i guadagni maggiori per lo streaming. Per l'utente finale invece questa novità non cambia molto, e la scelta tra Apple, Microsoft, Deezer o altri dipende da altri fattori – ma trovare vere differenze tra l'uno e l'altro non è facile. 

Nota: l'articolo è stato modificato (25/06/2015) per aggiungere il prezzo pagato da Apple per le canzoni ascoltate durante il periodo di prova gratuito, come riportato dal New York Times. 

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