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“Future of 5G”, abbiamo toccato con mano l’idea di futuro targata Qualcomm

Sarà il concetto di ecosistema a fare la differenza nella diffusione del 5G. Ne è convinta Qualcomm che, a fine settembre, ha organizzato presso il proprio quartier generale di San Diego un workshop dedicato al nuovo standard di rete. Un’occasione che ci ha permesso di toccare con mano il lavoro dietro le quinte svolto dal gigante californiano negli ultimi mesi, compiendo un vero e proprio salto di qualità rispetto allo Snapdragon Tech Summit del 2018.

All’epoca infatti, la sensazione è che il concetto stesso del 5G negli Stati Uniti fosse fortemente vincolato alla velocità di rete. A dicembre dello scorso anno, quando abbiamo appunto partecipato allo Snapdragon Tech Summit, le demo effettuate ci hanno fondamentalmente mostrato uno stato di avanzamento lavori molto più acerbo delle controparti cinesi.

Qualche mese dopo infatti, a gennaio 2019, abbiamo avuto l’occasione di recarci in Cina ospiti di Huawei. A Shenzen siamo saliti su di un pullman controllato attraverso il 5G, che ha compiuto agevolmente un piccolo percorso all’interno del traffico cittadino. Una prova di forza che, in quel momento, ci ha confermato i differenti rapporti di forza relativi al nuovo standard di rete.

“Future of 5G” (così è stata chiamata la serie di workshop organizzati da Qualcomm) ha dimostrato quanto gli Stati Uniti siano tornati in partita, guadagnando anzi un importante vantaggio strategico, ovvero quello legato ai partner che, inevitabilmente, rappresenteranno un tassello fondamentale verso il concetto di “ecosistema”. Un aspetto che riguarda soprattutto il mondo smartphone, come sottolineato da Dino Flore, Vice President Technology dell’azienda di San Diego, che abbiamo avuto modo di incontrare di persona per l’occasione.

Dino Flore - Vice President of Technology, Qualcomm

“In Europa sono stati commercializzati già sei smartphone con a bordo il nostro chipset per il 5G. Si tratta di un aspetto importante, che certifica come la diffusione dei nuovi servizi non possa essere frenata dall’assenza di dispositivi. Peraltro, sono in arrivo anche prodotti di fascia economica e, nel 2020, introdurremmo anche un nuovo chipset. Insomma, lo scenario evolve rapidamente verso una crescita sistemica” ci ha spiegato Dino Flore.

Ma non è tutto. Nelle varie aree demo messo a punto da Qualcomm, abbiamo potuto toccare con mano uno degli aspetti chiave del 5G, soprattutto rispetto al 4G. La differenza sostanziale tra i due standard di rete riguarda infatti due ambiti: da una parte la stabilità delle prestazioni in termini di banda e latenza; dall’altra parte la necessità di modellare gli ambienti stessi che dovranno ospitare i vari oggetti connessi.

Pensiamo al tanto discusso settore della guida autonoma. Le automobili avranno bisogno di un’enorme infrastruttura alle spalle per potersi muovere in solitaria, senza un controllo umano diretto. In un contesto del genere, non ci si potrà permettere un calo di prestazioni e, allo stesso tempo, sarà necessario avere una diffusione capillare della rete. Insomma, un classico scenario di applicazione della rete 5G.

All’interno del suo quartier generale, Qualcomm ha dunque posizionato un’enorme quantità di punti d’accesso 5G, mostrandoci in questo modo quanto la latenza, grazie alle prestazioni nominali del nuovo standard di rete, possa essere ridotta. Concretamente, smartphone alla mano, abbiamo potuto verificare la stabilità della tecnologia messa a punto dall’azienda di San Diego, superando peraltro agevolmente il gigabit in download.

“A questo punto la palla passa alle telco, che dovranno valutare adeguatamente lo scenario. Allo stato attuale, guardando il numero di installazioni, l’Europa è senza dubbio un passo indietro rispetto a realtà come la Cina. Di contro però, come confermato dall’Ofcom (l’autorità britannica per le comunicazioni), l’apparato europeo è più efficiente, con particolare riferimento proprio al caso italiano. Questo per sottolineare quanto i tempi siano maturi per l’esplosione del fenomeno 5G su scala globale” ha proseguito Dino Flore.

Del resto, le telco si sono già mosse in questa direzione. TIM e Vodafone hanno lanciato in Italia le prime offerte 5G, con la seconda che in alcuni Paesi europei ha anche introdotto dei piani con traffico dati illimitato. Com’è ovvio, il ruolo degli operatori telefonici sarà fondamentale, in quanto dovranno tradurre in ottica commerciale la complessa infrastruttura messa in piedi per il 5G. Una sfida che vedrà Qualcomm tra i protagonisti assoluti.

Lo Xiaomi Mi Mix 3 5G è uno degli smartphone compatibili con il nuovo standard di rete e disponibile in Europa. Lo trovate a questo link.