Il primo smartphone pieghevole a tre schermi di Samsung, il Galaxy Z TriFold, solleva interrogativi sulla sua resistenza strutturale rispetto ai modelli bi-fold più maturi del produttore coreano. Un test di stress estremo condotto dal celebre canale YouTube JerryRigEverything ha evidenziato fragilità preoccupanti nella costruzione del dispositivo, che rappresenta un'incursione ambiziosa ma ancora acerba nel segmento dei tri-fold, dominato finora principalmente dai produttori cinesi. La tecnologia dei dispositivi pieghevoli multipli si trova ancora in una fase evolutiva critica, dove l'ambizione progettuale si scontra con le limitazioni fisiche dei materiali e delle cerniere.
Durante la serie di prove di tortura, il Galaxy Z TriFold ha mostrato vulnerabilità significative quando sottoposto a sollecitazioni meccaniche e termiche. Il pannello OLED pieghevole e lo schermo esterno hanno subito danni irreversibili dopo l'esposizione diretta al calore di un accendino, con i pixel che hanno manifestato bruciature visibili. Il telaio in Armour Aluminum, materiale che Samsung utilizza per garantire leggerezza e resistenza, si è rivelato meno robusto rispetto alla settima generazione del Galaxy Z Fold 7, piegandosi lungo la linea dell'antenna a causa dello spessore ridotto necessario per la configurazione tri-fold.
Le cerniere del dispositivo hanno manifestato problemi dopo l'infiltrazione di sabbia e polvere, producendo rumori di scricchiolio durante le successive aperture e chiusure. Il pannello posteriore in plastica si è graffiato facilmente, mentre il frame metallico, pur dimostrando una resistenza discreta, non ha saputo contrastare la pressione di lame affilate, comportamento comunque comune alla maggior parte degli smartphone premium. La prova più critica è arrivata quando una piegatura nella direzione opposta ha causato il cedimento strutturale completo, con i pixel dello schermo che si sono lacerati e il display che ha cessato di funzionare.
Samsung sostiene che il Galaxy Z TriFold sia stato sottoposto a rigorosi test interni basati su scenari di utilizzo quotidiano, con una certificazione di resistenza fino a 200.000 cicli di apertura e chiusura. Un test condotto recentemente da un laboratorio indipendente ha confermato che il dispositivo ha superato 144.000 cicli di piegatura prima di manifestare segni di cedimento, un risultato comunque inferiore alle dichiarazioni ufficiali ma accettabile per un uso medio stimato in diversi anni di vita utile.
Il confronto diretto con il Galaxy Z Fold 7, foldable ormai giunto alla sua piena maturità costruttiva, evidenzia il divario generazionale tra le due architetture. Il modello tradizionale a doppio schermo ha dimostrato una resistenza superiore nelle medesime prove di stress, mantenendo l'integrità strutturale del telaio e resistendo meglio alle piegature forzate in direzione inversa. Questa differenza suggerisce che l'aggiunta di un terzo pannello pieghevole introduce compromessi significativi in termini di robustezza complessiva.
Va contestualizzato che i test estremi condotti da JerryRigEverything non riflettono le condizioni d'uso reali della stragrande maggioranza degli utenti. Nessun utilizzatore sottopone abitualmente il proprio smartphone a fiamme dirette, sabbia nelle cerniere o piegature forzate nella direzione opposta. Tuttavia, questi stress test rimangono indicatori preziosi della qualità costruttiva e dei margini di sicurezza dei dispositivi, particolarmente rilevanti per tecnologie emergenti come i tri-fold dove gli standard ingegneristici sono ancora in fase di definizione.
Il mercato dei dispositivi pieghevoli a tre schermi rimane una nicchia ultra-premium, con Samsung che si inserisce in un segmento già presidiato da Huawei con il Mate XT Ultimate e da altri produttori cinesi. La sfida principale per questi dispositivi resta il bilanciamento tra ambizione progettuale, spessore contenuto, peso gestibile e robustezza strutturale. Le prossime iterazioni dovranno necessariamente affrontare questi compromessi con soluzioni ingegneristiche più mature, possibilmente attraverso l'adozione di materiali innovativi o architetture di cerniera riprogettate per distribuire meglio le sollecitazioni meccaniche su una superficie pieghevole tripla.