Tom's Hardware Italia
Android

La rivoluzione 5G non riguarderà solo gli smartphone di fascia alta. Ne abbiamo parlato con Qualcomm

A margine del Summit 4G/5G tenutosi a Hong Kong, abbiamo intervistato Dino Flore, Vice President of Technology di Qualcomm. Una chiacchierata sul 5G e sulle novità annunciate recentemente.

Il 5G è ormai ai nastri di partenza. Quando si pensa al nuovo standard di rete, è inevitabile fare riferimento agli smartphone, dispositivi che svolgeranno un ruolo centrale. Proprio nella giornata di ieri è stato presentato il primo che supporta il 5G, il Mi Mix 3, che arriverà però nel primo trimestre del 2019. Si tratta di un dispositivo di fascia alta, e il dubbio è che questa rivoluzione possa riguardare solo i top di gamma. Ne abbiamo parlato con Dino Flore, Vice President of Technology di Qualcomm.

Il gigante statunitense, in questi giorni, ha tenuto a Hong Kong il Summit 4G/5G, a cui abbiamo partecipato. Tra le varie novità presentate, c’è il modulo antenna pensato per le zone particolarmente affollate (mmWave), il Qualcomm QTM052. È il 25% più piccolo della precedente generazione, e questo sarà fondamentale per l’implementazione negli smartphone, dove lo spazio è sempre risicato.

Questo nuovo modulo antenna verrà accoppiato al modem Snapdragon X50, di cui vi abbiamo parlato in un articolo qualche mese fa. Si tratta di un componente tipicamente pensato per gli smartphone di fascia alta, almeno inizialmente, una sorta di conferma di come il 5G possa riguardare solo dispositivi di un certo valore. In realtà occorre ampliare la prospettiva per comprendere appieno l’evoluzione del prossimo standard di rete, come ci ha spiegato Flore.

“Innanzitutto il modulo in questione verrà realizzato sia per le frequenze statunitensi che per quelle europee. Il suo utilizzo dunque dipenderà molto dall’interesse degli operatori telefonici, e da questo punto di vista posso assicurare come l’interesse sia enorme, soprattutto in Europa, che sarà in primissima linea per il 5G. Detto questo, non ci sono dubbi sul fatto che le nuove tecnologie, almeno inizialmente, vengano implementate sui prodotti top di gamma, per poi diffondersi a macchia d’olio” ha commentato Dino Flore – “il vero nodo della questione è comprendere, oggi, quale sia il concetto di smartphone top di gamma, perché ci sono realtà che ne hanno, di fatto, completamente cambiato il significato”.

Proprio il Mi Mix 3 di Xiaomi è l’esempio lampante di tutto questo. La versione base da 6 Gigabyte di RAM viene infatti venduta in Cina a un prezzo, al cambio, di circa 410 euro, nonostante le specifiche tecniche da vero top di gamma. Certo, le cifre per la versione 5G non sono ancora state comunicate, ma in ogni caso non dovrebbero discostarsi tantissimo. È evidente dunque come, in quest’ottica, la rivoluzione del nuovo standard di rete possa essere alla portata di tutti molto prima di quanto si possa immaginare.

Dino Flore - Vice President of Technology, Qualcomm

“Sono convinto che l’avvento del 5G possa portare in Europa nuovi brand di smartphone, proprio con la logica di cavalcare l’onda del nuovo standard di rete al fine di proporre dispositivi a prezzi accessibili. Contrariamente alle previsioni, io sono convinto che il primo mercato a essere interessato da tutto questo sarà proprio quello consumer e non quello business. Non a caso, le prime soluzioni sono previste già per l’inizio del 2019″ ha proseguito Flore.

Ma che tipo d’impatto avrà il 5G sul normale utilizzo degli smartphone? I dubbi ruotano soprattutto in merito all’aspetto energetico, divenuto ormai cruciale in questi dispositivi. Del resto, le performance rispetto al 4G sembrano essere enormemente superiori, soprattutto in termini di velocità secca nello scambio dei dati e nella drastica riduzione della latenza.

“Lato chipset cerchiamo di non fare mai passi indietro. A parità di scambio dati, il 5G sarà certamente più efficiente, in termini di richiesta energetica, rispetto al 4G. Il punto è che il nuovo standard di rete, grazie ai vantaggi tecnici offerti, spingerà tutti i player che lo utilizzano a veicolare una quantità di dati enormemente maggiore. La realtà però è che, in ambito smartphone, da tempo la connettività non è più l’aspetto che impatta di più sulla batteria, tra display con risoluzioni sempre più alte e funzionalità evolute. Per cui, da questo punto di vista, il passaggio tra 4G e 5G sarà davvero relativo” ha chiarito Dino Flore.

L’altra grande novità annunciata da Qualcomm è certamente l’accordo con Samsung per lo sviluppo delle small cell 5G. Il mercato delle infrastrutture è attualmente dominato Huawei, Eriksson e Nokia, con quote rispettivamente del 28%,27% e 23%. L’azienda sudcoreana, che attualmente sembra attestarsi al 3% in questo settore, pare intenzionata a raggiungere il 20% sfruttando proprio il traino del 5G.

All’alba della nuova era della connettività, ci sarà sempre più bisogno di micro-celle con l’obiettivo di alleggerire il traffico dati delle macro-celle. Le small cell mmWave hanno una copertura che si attesta attorno ai 150 metri, garantendo però al tempo stesso un’eccellente efficienza di banda. Rappresentano dunque la soluzione tecnica ideale per veicolare il 5G nei posti particolarmente affollati, come centri commerciali, porti, piazze, luoghi d’interesse.

“Con il 5G l’uso delle small cell sarà sempre più preponderante e si avrà bisogno del supporto dell’intera infrastruttura. La piattaforma di silicio che abbiamo sviluppato per il mobile, l’X50 appunto, ha una natura quasi modulare, e con determinati accorgimenti potrà essere utilizzata proprio a questo scopo. Abbiamo dunque ottimizzato i costi e l’efficienza energetica, e la partnership con Samsung va letta proprio sulla base di questi aspetti tecnici” ha spiegato Dino Flore.

Insomma, Qualcomm si prepara a essere grande protagonista della rivoluzione 5G. Il 2019 rappresenterà l’anno dei passi concreti verso l’adozione su larga scala. Una svolta che, al di là delle previsioni, sembra essere sempre più alla portata di tutti.