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L’Università di Boston denuncia Apple: causa da 75 milioni

L'Università di Boston ha denunciato Apple per la violazione di un brevetto risalente al 1997 relativo all'uso di pellicole altamente isolanti a base di nitruro di gallio. La tecnologia, registrata a nome di Theodore Moustakas, professore di ingegneria elettrica presso l'ateneo, sarebbe presente negli iPhone 5, iPad e MacBook Air.

L'università è proprietaria di diritti, titoli e interessi riguardanti il brevetto in questione e può citare in giudizio chi ritiene sfrutti sue paternità senza autorizzazione. Si apprende inoltre che la proprietà intellettuale 5.686.738 non è coperta dalle normative FRAND (Fair, Reasonable, And Non-Discriminatory terms), quindi l'università non è tenuta a cercare di concordare royalty eque e non discriminatorie.

L'Università di Boston denuncia Apple

L'ateneo sostiene nella denuncia che la violazione di Apple "ha causato e continuerà a causare danni sostanziali ed irreparabili per l'Università" e l'analista Roger Kay di Endpoint Technologies Associates ha dichiarato al Boston Herald che questa causa potrebbe costare ad Apple 75 milioni di dollari.

Non è la prima volta che l'UB avanza accuse di violazione di brevetto contro un gigante della tecnologia: lo scorso anno anche Samsung e Amazon secondo le fonti sarebbero finite nel mirino.

Anche gli iPad nel mirino

Per una volta non si può sospettare che dietro alla denuncia ci sia l'intenzione di ostacolare la concorrenza. E non si può nemmeno parlare di patent troll: i ricercatori universitari lavorano continuamente per creare nuove tecnologie. Per usarle basterebbe pagare, ma evidentemente quando si cerca di incassare soldi si fa la voce grossa, quando si dovrebbe tirarli fuori si cerca di passare inosservati.