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Richard Stallman: tutta la verità su Steve Jobs

Richard Stallman, guru del software libero e fondatore della Free Software Foundation (FSF), è tornato a parlare di Steve Jobs, con un discorso più articolato sull’ex padre-padrone di Apple. Dopo il decesso si era infatti espresso con poche righe, secche e dure (Stallman: Steve Jobs se n’è andato, sono contento). A noi non erano piaciute – anche se riteniamo che l’operato di Jobs sia criticabilissimo – perché ritenevamo che le parole usate, o meglio dire i toni, fossero irrispettosi e di cattivo gusto.

A distanza di settimane, Stallman ha voluto fare un po’ di chiarezza su quanto dichiarato, con un discorso più chiaro che rimette le cose a posto. In sintesi ripete cose già dette in passato, all’interno di diverse righe che certamente mostrano quanto sia diverso dal cofondatore di Apple.

Richard Stallman

Ho criticato l’attività pubblica di Jobs. I miei sentimenti su Jobs come persona non sono forti, poiché lo conoscevo appena. La cosa importante su di lui è che cosa ha portato Apple a fare a coloro che sono ancora in vita: computer con manette digitali più strette e ingiuste che mai. Li ha progettati per rifiutare di lasciare agli utenti persino la scelta di installare le proprie applicazioni – installare applicazioni free (che rispettano il principio di libertà) è completamente proibito. Ha persino provato a rendere illegale installare software non approvato da Apple”.

“Jobs ha capito come realizzare computer in modo che fossero accattivanti. Questa normalmente sarebbe stata una cosa positiva, ma non in questo caso, perché ha avuto l’effetto paradossale di far apparire accettabile la loro natura controllata. La morte di Jobs ha ispirato una marea di articoli che l’hanno lodato per questi prodotti. Questo ha ulteriormente incrementato il loro potenziale dannoso, ed è per questo che ora più che mai dobbiamo focalizzare l’attenzione su questo. Non dobbiamo far sì che considerazioni secondarie su Apple o Jobs ci distraggano da questa minaccia fino a quando non l’avremo sventata”.

“Jobs ha fatto anche una personale crociata per attaccare Android con i suoi brevetti software. In pratica, Android non è un software interamente free, ma è un grande passo in avanti rispetto all’iPhone. Se le pistole di Apple colpiscono Android, potrebbero spazzare via tutte le possibilità del software free sui dispositivi portatili. Il lascito finale di Jobs potrebbe essere un disastro sul tema dei brevetti, aspetto sul quale mettiamo in guardia da circa 20 anni”.