Samsung Electronics ha svelato, finalmente, il Galaxy XR, un visore che segna l'ingresso dell'azienda coreana in un territorio fino ad oggi esplorato principalmente da competitor come Meta e Apple, ma con un approccio radicalmente diverso: una piattaforma aperta costruita insieme a Google e Qualcomm Technologies. Il dispositivo, che arriverà sul mercato il 21 ottobre negli Stati Uniti e il giorno successivo in Corea del Sud, rappresenta il primo hardware sviluppato sulla nuova piattaforma Android XR, pensata nativamente per l'era dell'intelligenza artificiale generativa.
La strategia di Samsung punta tutto sull'ecosistema aperto, contrapponendosi al modello chiuso che caratterizza altri produttori di visori. Android XR non è semplicemente un sistema operativo adattato, ma una piattaforma costruita da zero attorno a Gemini, l'intelligenza artificiale di Google integrata a livello di sistema. Secondo Sameer Samat, President of Android Ecosystem di Google, si tratta della "prima piattaforma Android costruita interamente per l'era Gemini", un cambio di paradigma che promette di sbloccare nuovi modi di esplorare, connettersi e creare.
Dal punto di vista tecnico, Galaxy XR monta lo Snapdragon XR2+ Gen 2 di Qualcomm, un processore specificamente ottimizzato per la realtà estesa che integra una NPU Hexagon dedicata all'elaborazione dell'intelligenza artificiale. Il cuore visivo del sistema è costituito da display Micro-OLED con risoluzione 4K per occhio (3.552 x 3.840 pixel), per un totale di 27 milioni di pixel complessivi che coprono il 95% dello spazio colore DCI-P3. Il campo visivo raggiunge i 109 gradi in orizzontale e 100 gradi in verticale, mentre la frequenza di aggiornamento arriva fino a 90 Hz su richiesta, con 72 Hz come impostazione predefinita.
L'architettura sensoriale del dispositivo è particolarmente complessa: sedici telecamere distribuite strategicamente permettono il tracciamento preciso di testa, mani e occhi, mentre sei microfoni con tecnologia di beamforming isolano la voce dell'utente dal rumore ambientale.
Due fotocamere ad alta risoluzione gestiscono la modalità pass-through, quella che consente di vedere il mondo reale attraverso il visore, mentre un sensore di profondità e cinque unità di misura inerziale completano il quadro sensoriale. Il sistema di riconoscimento dell'iride garantisce l'autenticazione biometrica per sbloccare il dispositivo e inserire password.
L'autonomia resta il tallone d'Achille comune a tutti i visori di ultima generazione: Galaxy XR offre fino a 2,5 ore di riproduzione video continua e circa due ore di utilizzo generale misto. La batteria è separata dal corpo principale del visore, una scelta progettuale che permette di ridurre il peso percepito sul viso distribuendolo diversamente. Il dispositivo pesa complessivamente 545 grammi per l'unità principale più 302 grammi per il pacco batteria esterno, e può essere utilizzato anche durante la ricarica per sessioni prolungate.
L'integrazione profonda con Gemini trasforma radicalmente il concetto di interfaccia uomo-macchina. Galaxy XR non si limita a rispondere ai comandi vocali, ma comprende contestualmente ciò che l'utente vede e sente, offrendo un'assistenza naturale. La funzione Cerchia e Cerca, già nota agli utenti degli smartphone Galaxy di fascia alta, trova qui una nuova dimensione: in modalità pass-through è possibile tracciare un cerchio con la mano attorno a qualsiasi oggetto reale per ottenere informazioni istantanee tramite l'intelligenza artificiale.
L'ecosistema applicativo beneficia dell'apertura della piattaforma Android: tutte le app Android risultano compatibili con Galaxy XR, anche se alcune potrebbero richiedere un download specifico dal Play Store. Il supporto nativo degli standard OpenXR, WebXR e Unity facilita enormemente il lavoro degli sviluppatori, che possono portare le proprie esperienze sul nuovo dispositivo senza dover riscrivere completamente il codice.
Google Maps diventa un'esperienza tridimensionale immersiva con Gemini che funge da guida turistica personalizzata, mentre YouTube permette di guardare contenuti su uno schermo virtuale equivalente a quello di un cinema privato, con la possibilità di chiedere all'AI approfondimenti sui video in riproduzione.
Il design ergonomico rappresenta un elemento centrale del progetto. Won-Joon Choi, Chief Operating Officer della divisione Mobile eXperience di Samsung, ha sottolineato come Galaxy XR trasformi "l'XR da semplice concetto a realtà concreta, al servizio sia degli utenti sia del mondo professionale". La struttura distribuisce il peso tra fronte e nuca per ridurre la pressione sul viso, mentre la visiera frontale risulta rimovibile per scegliere tra un'esperienza completamente immersiva o una modalità più aperta verso l'ambiente circostante.
Nel settore professionale, Samsung ha già avviato collaborazioni concrete: la partnership con Samsung Heavy Industries porterà Galaxy XR nella formazione virtuale per la cantieristica navale, migliorando produttività e sicurezza dei lavoratori. La piattaforma Snapdragon Spaces di Qualcomm Technologies fornisce agli sviluppatori enterprise gli strumenti per creare soluzioni business ottimizzate, dall'addestramento virtuale per l'industria pesante alla co-progettazione collaborativa remota.
La strategia di lungo periodo di Samsung non si ferma al visore. L'azienda sta sviluppando occhiali AI in collaborazione con brand del lifestyle come Warby Parker e Gentle Monster, nomi affermati nell'occhialeria di design. Questi dispositivi, connessi all'ecosistema Android XR, promettono di portare le capacità della realtà estesa in un formato più discreto e adatto all'uso quotidiano, fondendo tecnologia nativa AI con cultura e design. Alex Katouzian di Qualcomm Technologies ha definito Galaxy XR come "la nostra visione del futuro, in cui la sinergia tra AI e XR trasforma le possibilità del computing personale".
Il comparto fotografico permette l'acquisizione di foto e video tridimensionali tramite sensori da 6,5 megapixel con apertura f/2.0 e focale equivalente a 18mm. Una funzione di conversione automatica trasforma foto e video bidimensionali esistenti in contenuti 3D, permettendo di rivivere i ricordi in una dimensione spaziale inedita.
Google Foto si integra nativamente per offrire questa esperienza immersiva sulla libreria personale. L'audio spaziale viene gestito da un sistema a due vie con woofer e tweeter per ciascun orecchio, supportando codec avanzati come Dolby Atmos e formati fino a UHD 8K a 60 fotogrammi al secondo per la riproduzione video.
L'adattamento alla vista individuale avviene tramite regolazione meccanica della distanza interpupillare tra 54 e 70 millimetri, mentre per correzioni visive più complesse sono disponibili inserti ottici acquistabili separatamente. La connettività include Wi-Fi 7 di ultima generazione e Bluetooth 5.4, garantendo bandwidth sufficiente per streaming di contenuti ad alta risoluzione e latenza ridotta nelle esperienze multiplayer. La memoria interna da 256 GB e 16 GB di RAM permettono di gestire applicazioni complesse e contenuti pesanti senza compromessi prestazionali.