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Tribunale da ragione a Vodafone, il maxi-risarcimento da 200 mila euro non è dovuto

Il giudice ha dichiarato che le somme corrisposte da Vodafone Italia all'ex cliente non sono dovute, addio al maxi-risarcimento.

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Avatar di Luca Zaninello

a cura di Luca Zaninello

Managing Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 25/05/2023 alle 13:00
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Una sentenza emessa il 23 maggio dal Tribunale di Brindisi ha dato ragione all'operatore "di rosso vestito". Il giudice ha dichiarato che le somme corrisposte da Vodafone Italia all'ex cliente non sono dovute, in quanto l'operatore non era in grado di fornire il codice di migrazione richiesto. Inoltre, l'ex cliente è stato condannato a farsi carico di una parte significativa delle spese legali.

La vicenda risale al 2009, quando l'ex cliente presentò un ricorso cautelare per la mancata fornitura del codice di migrazione, che avrebbe permesso di mantenere il proprio numero telefonico dopo il passaggio a un altro operatore. L'ex cliente aveva subito la disattivazione della linea telefonica a causa di morosità e successivamente richiese la riattivazione con lo stesso numero. Tuttavia, nel frattempo il numero era stato assegnato a un altro operatore.

Inizialmente, Vodafone Italia era stata condannata a pagare una penale per ogni giorno di mancata fornitura del codice di migrazione, nonostante l'impossibilità tecnica di soddisfare questa richiesta. Tale impossibilità era stata confermata da una consulenza tecnica richiesta dal Tribunale di Brindisi.

Nella sentenza emessa oggi, il giudice ha stabilito che Vodafone Italia non poteva fornire il codice di migrazione poiché il termine entro il quale l'ex cliente avrebbe legittimamente potuto richiederlo era già scaduto. Pertanto, l'ex cliente ha agito a tutela di un diritto inesistente. La sentenza recita:

"Poiché Vodafone Italia non aveva la possibilità di fornire a omissis il codice di migrazione, ne discende che il convenuto ha agito, in sede cautelare, a tutela di un diritto inesistente, essendo oramai trascorso il termine entro il quale egli avrebbe legittimamente potuto chiedere alla convenuta (Vodafone, ndr) il codice di migrazione, e quest’ultima avrebbe avuto l’obbligo, nonché la possibilità, di fornirglielo".

Inoltre, la sentenza ha imposto all'ex cliente di restituire quanto finora pagato da Vodafone Italia. Questo aspetto aggiunge un ulteriore elemento di sfida per l'ex cliente, che dovrà ora fare i conti con le conseguenze finanziarie di questa vicenda legale.

La sentenza del Tribunale di Brindisi è destinata ad avere ripercussioni sul settore delle telecomunicazioni e potrebbe aprire la strada a futuri casi simili. È importante che gli operatori di telefonia mobile e i consumatori prendano atto delle implicazioni di questa decisione e considerino attentamente le proprie azioni e richieste al fine di evitare controversie simili in futuro.

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