10 0 9 Apex Legends
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Apex Legends Recensione


Apex Legends

Genere
FPS / Battle Royale
Piattaforma
PlayStation 4, Xbox One, PC
Sviluppatore
Respawn Entertainment
Editore
Electronic Arts
Data di Uscita
4/02/2019
La recensione di Apex Legends, il nuovo battle royale free to play sviluppato da Respawn Entertainment, autori di Titanfall, e pubblicato da EA.

Nato in maniera decisamente atipica da una Mod indipendente sviluppata attorno a DayZ, che a sua volta era una Mod indipendente del celebre Arma 2, il genere dei Battle Royale ha goduto di una rapida ascesa all’interno del panorama videoludico. Grazie a un crescente, e parallelo, interesse verso la oramai arcinota piattaforma di streaming Twitch, il genere, ideato ispirandosi all’omonimo film Giapponese del 2000, ha catturato rapidamente l’interesse di un numero maggiore di giocatori grazie alle sue dinamiche semplici, facili da assimilare ma dannatamente complesse da padroneggiare. Celebri esponenti come Playerunknown’s Battleground e Fortnite sono riusciti, nell’ultimo biennio, a rendere il genere dei Battle Royale un fenomeno di massa in grado di far gravitare attorno a questa tipologia di giochi un interesse mediatico, ed economico, che si potrebbe paragonare a quella di altrettanti noti personaggi sportivi o cinematografici.

Specialmente il mastodontico lavoro svolto da Epic Games con il suo Fortnite è stato in grado di ridefinire un’intera categoria, facendo conoscere il nome della propria opera anche a chi di videogiochi non si interessa minimamente e generando un fenomeno mediatico paragonabile solamente alla seconda metà degli anni ottanta di Nintendo. Risulta ovvio, visti i risultati raggiunti da Epic Games, l’interesse che numerose software hanno riversato nel genere proponendo tutta una serie di varianti del modello Fortnite utilizzando brand più o meno famosi, cercando ossessivamente di cavalcare la “moda del momento” e fallendo immancabilmente nell’intento di detronizzare la macchina genera soldi di Epic Games. Recentemente, però, un inaspettato contendente si è palesato all’angolo opposto del ring.

Dai rumor che comparsero in rete in merito a un Battle Royale ambientato nell’universo di Titanfall all’effettiva release passarono poco più di 72 ore. Niente annunci pomposi, nessun tentativo di generare “Hype” nell’utenza, solo una evidente fiducia e autostima da parte di un team di sviluppo nella propria opera. Rilasciato seguendo lo stesso modello economico di Fortnite (download gratuito e introiti garantiti dagli elementi estetici) Apex Legends ha fatto leva non sul copiare ma sul variare. Sull’offrire una tipologia di Battle Royale che potesse abbracciare una fetta diversa di videogiocatori, alla ricerca di un’offerta che si differenziasse da quella proposta dalla concorrenza… riuscendoci perfettamente.

All’ombra dei titani

Della mai troppo lodata serie di Titanfall, Apex Legends ne condivide solo l’universo di gioco, posizionando il proprio incipit narrativo esattamente dopo la sanguinaria Guerra di Frontiera. Non vi troverete quindi a guidare alcun Titan all’interno degli ambienti di gioco, come era già intuibile dall’assenza del brand principale nel titolo di gioco, ma impersonerete un nutrito gruppo di folkloristici personaggi. Nelle insidiose Terre Straniere, difatti, si tiene una competizione assai particolare: gli Apex Games. I premi in denaro per i vincitori sono decisamente attraenti, nonché un ottimo biglietto di sola andata per una vita migliore, e si rivelano un’ottima esca per far partecipare i più istrionici combattenti e i peggiori criminali che popolano le Terre Straniere a questa sanguinosa e frenetica “competizione”.

Indubbiamente le fondamenta narrative di Apex Legends non saranno da annoverare fra le migliori trame del settore videoludico ma si rivelano una scelta intelligente da parte dei ragazzi di Respawn, in grado di sviluppare in direzioni completamente diverse l’ecosistema di Titanfall, e offrendo una giustificazione coerente alle modifiche apportate al gameplay originale, e all’ovvia assenza dei Titan. Strizzando l’occhio a produzioni concorrenti, quali Overwatch e Rainbow Six Siege, anche in Apex Legends troveremo una nutrita schiera di personaggi differenti, caratterizzati in maniera sapiente e in grado di offrire una “lore silente” con un potenziale ancora inespresso e in grado di evolversi, in futuro, conseguentemente alla stabilità dell’interesse che potrà ottenere il titolo di Respawn.

Dall’agile supporto di Lifeline, passando per lo stile bilanciato della temibile Bangalore e finendo con il possente Gilbratar, un tank originario dell’isola di Samoa, gli otto personaggi, due dei quali sbloccabili attraverso il sistema di microtransazioni interno, con cui potrete inizialmente competere negli Apex Games si rivelano tutti ben caratterizzati esteticamente, accattivanti nel design e bilanciati nelle loro differenziazioni in ambito di gameplay.

Una poltrona per… tre

Apex Legends è un Battle Royale a tutti gli effetti e le meccaniche di base saranno ampiamente riconoscibili sia dai veterani del genere, così che da chi si è avvicinato a questa tipologia di gioco grazie all’incontrastato successo di Fortnite. Quello che rende fresco e innovativo il titolo dei ragazzi di Respawn è la capacità di miscelare meccaniche di gioco differenti, alcune delle quali viste in altri esponenti del genere, in un gameplay frenetico ma in grado di richiedere una buona dose di tatticità e lavoro di squadra. Ogni partita sarà composta da 60 partecipanti, suddivisi a loro volta in squadre da tre giocatori. Durante la fase di matchmaking verrà generato randomicamente l’ordine in cui il team potrà scegliere i propri personaggi contrassegnando il primo partecipante con il titolo di “Jumpmaster“.

Il Jumpmaster non sarà solamente l’ultimo giocatore a poter scegliere il proprio combattente ma sarà anche colui che deciderà quando l’intera squadra dovrà lanciarsi sul campo di battaglia, scegliendo il punto migliore per l’atterraggio e per cominciare a cercare risorse per prepararsi alla battaglia incombente. A rendere meno vincolante, e frustrante per chi si affaccia ad Apex Legends in solitaria per la prima volta, la meccanica del Jumpstarter viene data la possibilità di distaccarsi dal “Team Leader” per potersi dirigere in porzioni della mappa differente, anche se ben presto si comprenderà che giocare in solitaria non si rivelerà quasi mai un’idea vincente.

A rafforzare l’importanza di lavorare in team troviamo, inoltre, un sistema di comunicazione tramite comandi di gioco fra i più immediati del genere. Non si tratta assolutamente di un’innovazione, in quanto ricalca una funzione già presente in moltissimi altri FPS ma la praticità d’uso con cui è stato pensato lo rendono una costante durante le partite prive di microfono o con compagni di squadra di altre nazionalità, oltre che dimostrare ulteriormente la cura nei dettagli e la passione riposta in Apex Legends da parte di Respawn Entertainment.

Una volta atterrati sul terreno di gioco i primi minuti all’interno di Apex Legends offrono tutta quella serie di dinamiche tipiche del genere Battle Royale: pochi minuti da dedicare all’esplorazione dell’ambiente circostante per trovare le prime risorse per combattere, un immediato senso di necessità di un inventario più capiente, un timer che scandisce la restrizione dell’ambito di gioco e una mappa apparentemente vasta che in breve tempo si ridurrà a delle dimensioni tali da far sprigionare l’elevato dinamismo della nuova creatura di Respawn. La restrizione dell’area di gioco si è rivelata maggiormente rapida rispetto alle controparti del genere, riducendo drasticamente i tempi morti e facendo emergere tutte le peculiarità del gunplay così tanto apprezzato dai fan della serie Titanfall.

Punta, mira, spara!

Sparare e muoversi all’interno del Canyon dei Re è un vero godimento. La varietà d’armi presente in Apex Legends e la graniticità del gunplay sviluppato da Respawn offrono una serie di soluzioni sempre divertenti e originali. La differenziazione delle abilità dei vari personaggi offre un ventaglio di scelte tattiche che si rivelerano facili da assimilare seppur complesse da padroneggiare, offrendo non solo un elevato spazio di manovra all’interno della creazione di team che lavorino in maniera coesa e funzionale ma anche una varietà in termini di gameplay per i “pistoleri solitari”. Risulta quindi imprescindibile al momento la capacità di sapersi adattare ai propri compagni di squadra, concatenando strategie e differenti stili di gioco per riuscire a dominare gli avversari.

Il feedback delle armi si rivelerà sempre piacevole, garantendo la giusta risposta conseguentemente all’arma che il nostro personaggio impugnerà in quel momento. La varietà di queste ultime, inoltre, garantirà un’ampia scelta di soluzioni per i combattimenti a corta, media e lunga distanza. L’elemento “fortuna” che caratterizza da sempre il reperimento delle risorse all’interno di un Battle Royale, è ovviamente presente anche in Apex Legends, ma la sapiente redistribuzione delle risorse, unito alla freneticità del gameplay, lo rendono meno frustrante all’interno di una partita.

Oltre alle abilità attive e passive dei vari personaggi presenti in Apex Legends, tornano anche le esecuzioni, già viste nella serie Titanfall, che oltre a regalare momenti adrenalinici e scenografici, garantiranno anche una buona dose di punti a patto, ovviamente, di voler rischiare di restare esposti al fuoco nemico durante l’intera durata dell’animazione. Rimosse dal gameplay originale, invece, la possibilità di effettuare doppi salti o di correre sui muri.

Se la prima caratteristica può tranquillamente essere dimenticata, grazie a un level design dinamico e sapientemente stratificato, la possibilità di percorrere in corsa le pareti di alcune porzioni del Canyon dei Re avrebbe sicuramente aggiunto un addizionale elemento di verticalità in grado di epandere ulteriormente il ventaglio di possibilità offerte dal gameplay di Apex Legends.

Il time to kill, anche a causa di una serie di corazze addizionali reperibili nell’area di gioco, ha indubbiamente un rapporto elevato rispetto ad altri FPS e rende davvero complesso uscirne illesi quando ci si ritrova a fronteggiare più di un avversario per volta, specialmente in solitaria. In Apex Legends però, viene implementata una meccanica di Respawn che, seppur già vista in altre produzioni del genere, si rivela una scelta vincente, a tratti inedita e ottima per non rendere il gioco “brutale” per i novizi.

Quando il nostro personaggio si ritroverà ad abbracciare il suolo, le rianimazioni sono disponibili attraverso due meccaniche differenti: tramite una rapida rianimazione effettuata dai nostri “compagni d’arme”, nel breve lasso di tempo prima di perire definitivamente o, se fossimo stati bersaglio di un esecuzione o fossimo deceduti in seguito a una mancata rianimazione durante il periodo prefissato, attraverso il recupero, da parte di un membro della squadra, del “Banner” presente nel puntoesatto della nostra dipartita che dovrà, successivamente, essere depositato su si un punto della mappa prefissato per il Respawn entro un dato limite di tempo. Le possibilità che le meccaniche di rianimazione offrono all’interno di un match si rivelano davvero intriganti e in grado di ribaltare costantemente le sorti di uno scontro o dell’intera partita.

Per un pugno di dollari

Il modello economico Free To Play, scelto per Apex Legends, si rivela funzionale e in linea con produzioni analoghe. Le valute presenti nel gioco sono due: i Token Leggenda (acquisibili alla fine dei vari match in rapporto alle proprie prestazioni sul campo di battaglia) e le Monete Apex (acquistabili con soldi reali attraverso una serie di pacchetti dal differente taglio). Seppur la quasi totalità degli oggetti reperibili attraverso le casse premio sia puramente di natura estetica, qualche dubbio su di una eventuale deriva verso il “Pay to Win” poteva sorgere dalla presenza di due personaggi, degli otto che formano il roster iniziale, ottenibili solo attraverso l’esborso di 12.000 Token Leggenda o spendendo 7,50€.

Una volta testati Caustic e Mirage, però, ci si potrà rendere conto che si tratta solamente di due personaggi dalle abilità differenti, in grado di fornire un’ulteriore varietà allo stile di gioco ma non in grado di rivelarsi dei veri e propri “Game Changer”. Resta però tutto da valutare come si evolverà il roster di Apex Legends nell’immediato futuro, con quale frequenza verranno rilasciati nuovi personaggi e quanto essi si riveleranno imprescindibili per la scena competitiva che si sta già generando attorno alla nuova creazione dei ragazzi di Respawn. Rimandiamo quindi una valutazione dettagliata del modello economico scelto per Apex Legends ad un futuro ancora non definito, attendendo di scoprire se ci troviamo di fronte a una situazione analoga a quella che gravita attorno agli operatori di Rainbow Six Siege o se sarà richiesto un esborso monetario più massiccio e costante per poter fruire appieno del gioco.

Un futuro radioso?

Evitando alcun tipo di confronto con Fortnite, e cercando di non addentrarci in un’analisi maliziosa sull’incremento del marketing da parte di Epic Games o sul divario su Twitch visto nei giorni scorsi, possiamo sicuramente dire che Apex Legends si è rivelata una produzione intelligente e sapientemente confezionata. In grado di offrire un’alternativa reale al colosso di Epic Games e che potrà rivelarsi la scelta di un’ampia fetta di giocatori che cercavano non solo un Battle Royale dalle atmosfere maggiormente mature ma anche un prodotto dalle dinamiche differenti e con un gameplay che basa la sua stratificazione e i suoi elementi tattici su caratteristiche semplicemente differenti da quelle presenti in Fortnite.

La comunicazione costante da parte di Respawn sugli aggiornamenti futuri che vedremo in Apex Legends, come la futura possibilità di giocare in singolo o di ridurre a soli due utenti la squadra, si è sicuramente rivelata un ulteriore manovra vincente, in grado di mostrare una vicinanza all’utenza, e alle sue richieste, davvero sorprendente nonché un elemento che, se si rivelerà costante, potrà davvero fare la differenza in un futuro che, in questi primi giorni dalla release, sembra davvero roseo.

Apex Legends

Apex Legends è il nuovo esponente del genere Battle Royale. Sviluppato dai ragazzi di Respawn Enterntainment, questo First Person Shooter riesce a miscelare sapientemente il frenetico gunplay della serie Titanfall a dinamiche di gameplay maggiormente tattiche e che abbracciano costantemente il lavoro di squadra.

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Verdetto

Sarebbe poco corretto non premiare meritatamente un progetto come Apex Legends. Evitando faziose campagne pre-lancio e sorreggendosi solamente sui meriti del suo team di sviluppo, il nuovo Battle Royale di Respawn Entertainment si mostra al pubblico come un prodotto solido, ben confezionato e con un'identità personale e ben definita. La decisione degli sviluppatori di offrire un'alternativa differente dalla concorrenza, un gunplay già noto agli amanti del genere e un gameplay sapientemente stratificato, hanno permesso ad Apex Legends di ottenere i giusti riconoscimenti di pubblico e critica. Il futuro della nuova creatura di Respawn è ora in mano al team di sviluppo che dovrà sapientemente gestire questo immediato, e meritato successo.

Pro

- Gameplay sapientemente stratificato.
- Un roster di personaggi vario e ben caratterizzato.
- Gunplay solido e divertente

Contro

- Alcune peculiarità rimosse dal sistema di controllo originale avrebbero sicuramente offerto un ulteriore versatilità.
- Modello economico impossibile da valutare completamente.