Giochi PC

Baldur’s Gate 3 | Anteprima

Come noto a tutti gli appassionati di GDR e Dungeons&Dragons, il 6 ottobre i Larian Studios (ritornati alla ribalta per i due, spettacolari, capitoli di Divinity: Original Sins) hanno rilasciato l’accesso anticipato di Baldur’s Gate 3. Un titolo che non abbisogna di presentazioni o spiegazioni, quale diretto discendente di una delle saghe videoludiche più importanti nel panorama del gioco di ruolo isometrico.

Cercando di sorvolare sugli aspetti più banali e prevedibili della produzione, ritengo importante in sede di anteprima dividere l’analisi in due blocchi, ossia le “promesse” del gioco (alla luce chiaramente di quanto materialmente testato) e lo stato effettivo della produzione. In tal modo i lettori ben potranno farsi un’idea sia della probabile versione definitiva che di quella corrente, attualmente acquistabile e giocabile.

Lo splendore dei Forgotten Realms

Baldur’s Gate 3 affonda a piene mani nel panorama della quinta edizione di D&D. Personalmente, da giocatore di lunga data del cartaceo ideato da Gygax (in particolare l’edizione 3.5), trovo questa numero 5 molto interessante, sia per l’esperienza dal vivo che per la sua trasposizione videoludica. Grazie infatti ad un sistema di regole complesso ma indubbiamente meno pesante degli anni passati, l’edizione si presta abbastanza bene anche in versione digitale. Certo, il tocco di Larian è evidente e, come prevedibile, il gioco si pone subito come sequel spirituale degli ultimi Divinity. La gestione del party, il combattimento, la gestione dell’inventario: la base della produzione è presa letteralmente di peso dalla saga degli Original Sins.

A cambiare, notevolmente, è innanzitutto l’aspetto visivo, che promette grandi cose grazie a una notevole cesellatura degli ambienti (sia per quel che concerne la resa grafica che il design). Inoltre la visuale isometrica è stata implementata con la possibilità di zoomare fino ad ottenere una vera e propria terza persona, opzione questa indubbiamente più immersiva ma a volte poco adatta all’intricato level design della mappa giocabile. Il punto forte, però, rimane il mondo di Baldur’s Gate 3 e la sua caratterizzazione. I Forgotten Realms, infatti, pullulano letteralmente di vita, regalando al giocatore (almeno in determinati frangenti) dei momenti che evocano quell’esperienza vivida e coinvolgente che solo il “pen and paper” riesce a regalare. La trama, di cui non parlerò per evitare fastidiosi spoiler, si dipana molto lentamente, a partire dalla minaccia dei mind flayer e della loro lotta con i Githyanki. Una minaccia che coinvolge direttamente il giocatore e i membri del party, tutti infettati dalla larva dei flagellatori mentali. Un incipit già rivelato dal (bellissimo) trailer promozionale, che costringe il fruitore ad una lotta contro il tempo in una mappa già molto vasta e disseminata di attività e missioni secondarie.

Molto interessanti anche i dialoghi, quasi tutti doppiati e finalmente dotati di animazioni dedicate, sulle quali Larian si sta evidentemente sforzando, rappresentando una piccola rivoluzione rispetto agli standard dei precedenti lavori. Unico vero neo, nell’ottica del prodotto ultimato, viene forse proprio dalla riproduzione semplificata ma fedele delle dinamiche propriamente D&D. Il lancio del dado, a cui è preposta l’intera pletora di azioni suppletive a quelle standard (come la diplomazia, l’acrobazia, i tentativi di intimorire e via discorrendo), non fa altro che aumentare in maniera squilibrata la giocata, basandosi su un’aleatorietà che sono sicuro farà la gioia di tutti i “quick loader”. Un problema condiviso con l’edizione cartacea (accusata da molti esperti e appassionati di ruolistica di essere spesso troppo sbilanciata nelle dinamiche di dado), di cui però comprendo le necessità di riproduzione, anche solo nell’ottica dello sfruttamento del d20 system.

La versione odierna

Per quel che concerne la situazione attuale, Baldur’s Gate 3 è indubbiamente un prodotto grezzo e lungi dall’essere completato. Si tratta di una fase di sviluppo abbondantemente prevista e anticipata, ragion per cui trovo le eventuali rimostranze da parte del pubblico poco fondate. Larian è una software house molto seria, soprattutto per quel che concerne la trasparenza nella comunicazioni dello stato dei lavori, nonché per quanto concerne il rapporto con l’utenza e lo sviluppo “verticale”.

Rimane il fatto che l’eventuale acquirente deve riflettere sullo spirito con cui approccia il gioco in questo momento. Le animazioni facciali sono parziali (che si traduce in lunghi dialoghi a visi completamente fermi), le quest disponibili complete ma bloccate al primo atto (il che rappresenta comunque un’esperienza che va dalle 25 alle 50 ore a seconda dello stile di gioco) e i bug sono numerosissimi. Niente di troppo frustrante, soprattutto per quel che concerne la fruibilità del software. A volte però qualche oggetto è scomparso dall’inventario, qualche texture è letteralmente volata nel cielo dei Forgotten Realms e qualche personaggio. Inoltre il sistema di classi e razze, pienamente pescato dalla quinta edizione di Dungeons&Dragons, risulta paradossalmente più semplice rispetto alle infinite combinazioni di scelta di Divinity: Original Sins 2. Una presa di posizione ancora non definitiva, che discende in parte dalla granitica struttura ruolistica del gioco Wizard of the Coast, nel quale multiclassare (a regola d’arte) non è agevole tanto quanto spendere punti delle skills a piacimento.

A questo aggiungo qualche info utile per l’eventuale acquisto di Baldur’s Gate 3 (fermo restando che, ovviamente, acquistare adesso vuol dire “aiutare” lo sviluppo del prodotto): la lingua italiana non è prevista per l’early access, ma arriverà in quella definitiva; l’esperienza di gioco è limitata per quel che concerne la trama, quindi i più appassionati e intransigenti potrebbero preferire la pazienza alla fretta; infine il titolo, a parte qualche rimando di indubbia raffinatezza, è perfettamente godibile anche senza aver mai toccato i due capitoli della saga originale.

In conclusione

Baldur’s Gate III si preannuncia l’ennesimo titolo solido, entusiasmante e appagante a firma Larian Studios. Sinceramente, quanto visto in early access mi ha lasciato soddisfatto e più che fiducioso per il futuro. Certo, a parte il restyle grafico (sul quale mi riservo giudizi definitivi una volta eliminati i fisiologici bug) e l’aggiunta di features di combattimento e interazione interessanti ma non trascendentali, il gioco non sembra volersi imporre come rivoluzionario quanto piuttosto come di enorme qualità. Qualità nella scrittura, qualità nella resa tecnica, qualità nell’aggiornamento costante delle funzioni di gioco. Se le promesse saranno mantenute, probabilmente Larian sarà una delle prime software house a coniugare il concetto di Hi-Fi all’interno del videogioco.