Editoriale

Coronavirus: Xbox Series X e PS5 rischiano davvero di slittare?

Il coronavirus colpisce tutto e tutti. Il settore dei videogiochi non fa assolutamente eccezione. E dopo lo slittamento in estate della Game Developer Conference di San Francisco – la più importante fiera dedicata agli sviluppatori – poche ore fa gli organizzatori dell’E3 hanno fatto sapere di essere preoccupati e di tenere costantemente monitorata la situazione in vista dell’edizione che si svolgerà dal 9 all’11 giugno 2020. La priorità è la salute, ovviamente.

E la continua diffusione del covid-19 potrebbe intaccare non solo gli eventi legati al mondo del gaming ma anche gli stessi prodotti. Secondo l’analista Daniel Ahmad, se l’epidemia dovesse proseguire a questo ritmo per altri 1 o 2 mesi potrebbe seriamente portare a carenze nella catena di approvvigionamento delle nuove console Xbox Series X e PlayStation 5: sì, perché va ricordato – in questo momento più che mai – che le console e i componenti al loro interno vengono prodotti quasi totalmente da fabbriche cinesi. Spostare la produzione in altri paesi non è un’operazione fattibile nell’immediato – e tra l’altro il virus ha ormai superato i confini cinesi e sta mettendo in ginocchio anche altre nazioni, Italia in primis – e potrebbe far lievitare ulteriormente i costi di produzione (con ripercussioni sul costo finale della console). E quindi a pagarne le conseguenze sarebbero i videogiocatori. Non resta che aspettare.

Se l’epidemia di coronavirus verrà contenuta entro il prossimo mese o due, ci aspetteremmo che i produttori di console saranno in grado di soddisfare la domanda per il trimestre festivo, sia per le console di generazione corrente che per i lanci di console di prossima generazione -, ha dichiarato Ahmad all’Hollywood Reporter – Se i produttori non sono in grado di operare a pieno regime prima della fine del secondo trimestre 2020 (primavera ndr), potremmo vedere un impatto sul lancio delle console di nuova generazione, con un’offerta limitata o ritardi nella distribuzione.

Da Microsoft ritardi per Surface. Per Xbox Series X ancora nessuna comunicazione

L’impatto del coronavirus sull’hardware gaming si è già fatto sentire su Nintendo Switch. In Giappone – e probabilmente nei prossimi mesi (forse già ad aprile) pure in USA ed Europa – c’è già carenza di unità. Nintendo fa assemblare la maggior parte delle sue console in Vietnam, ma la carenza di componenti provenienti dalla Cina ha bloccato il processo produttivo in modo significativo.

Stando alle ultime notizie giunte da Microsoft pochi giorni fa, gli effetti del coronavirus hanno influenzato più negativamente del previsto la produzione della linea Surface: la catena di approvvigionamento sta tornando alla normalità troppo lentamente. Tradotto: i prossimi Surface Neo e Surface Duo – attesi per la fine del 2020 – potrebbero raggiungere gli scaffali dei negozi in ritardo. Per ora ancora nessun accenno a possibili ritardi della nuova Xbox da parte del colosso di Redmond.

Ricordiamo che Xbox Series X e PlayStation 5 sono attese per la da fine del 2020, ciò significa che la produzione deve cominciare all’incirca questa primavera. Da tradizione ad occuparsi dell’assemblaggio di prodotti Apple, televisori e console per videogiochi è la società taiwanese Foxconn, che probabilmente si occuperà anche di PS5 e Xbox Series X. Nonostante la casa madre sia in Taiwan, le fabbriche Foxconn più grandi hanno però sede in Cina, dove ce ne sono ben 12 (molte più che in Europa e USA). Al momento tuttavia l’emergenza coronavirus ne ha ridotto notevolmente la produttività; ma è di pochi giorni fa la notizia che la situazione dovrebbe tornare alla normalità entro fine marzo.

Playstation 5 reveal

In moltissimi si stanno chiedendo quando Sony alzerà il sipario su PlayStation 5. Sono in molti che vogliono vedere l’aspetto definitivo della nuova console, conoscere le specifiche tecniche, saggiare di cosa è veramente capace, i giochi in uscita al lancio. Anche qua è evidente che il coronavirus ci ha messo lo zampino.

Con la GDC rimandata e gli altri più importanti eventi tech annullati, come può Sony organizzare un reveal in serenità? Certo, si potrebbe pensare ad una puntata speciale dello State of Play, ma in questo modo si avrebbe una risonanza mediatica sicuramente ridotta. Una presentazione dal vivo con la presenza della stampa darebbe la possibilità ai giornalisti di toccare con mano la console, intervistare i dirigenti e gli sviluppatori, insomma, si darebbe il via a quel tipico “carrozzone” mediatico più congeniale al lancio di una nuova console. Anche perché – lo ricordiamo – Sony non sarà presente all’E3 al contrario di Microsoft (che tra l’altro ha già presentato il design della nuova console ai Games Awards lo scorso dicembre) e quindi ha bisogno di una certa spinta.

Tuttavia il coronavirus non sembra allentare la morsa e continua a destare preoccupazione in tutto il mondo, e quindi è probabile che Sony attenderà l’evolversi della situazione. Magari il PlayStation 5 reveal potrebbe essere a maggio 2020? Con la stampa presente? Oppure alla fine Sony si affiderà ad un evento online? Difficile dirlo al momento. Sicuramente Sony non può più permettersi di tergiversare ancora a lungo.

Ritardo sì o ritardo no?

Foxconn sta facendo enormi sforzi per assicurarsi che le linee di produzione tornino al lavoro come sempre, ma la situazione è ancora molto magmatica. Dopo la chiusura forzata delle fabbriche da parte del governo cinese, al momento la capacità produttiva è arrivata al 50% e il colosso prevede di tornare alla normalità entro la fine di marzo.

Quindi PlayStation 5 e Xbox Series X saranno in ritardo per colpa del coronavirus? Dipende da come svilupperà la situazione, ovviamente. Se ci dovessimo sbilanciare, ad oggi, a meno che non ci sia un grave cambiamento dell’emergenza sanitaria non dovrebbero esserci ritardi nella distribuzione delle due nuove console attese per fine anno. È però possibile che le unità di PS5 e Xbox Series X in vendita potrebbero essere carenti nella prima fase di lancio. Inoltre pure i prodotti già disponibili sul mercato potrebbero essere colpiti (come accaduto, appunto, a Nintendo Switch).