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PlayStation 4

Cyberpunk 2077, le nostre impressioni sulla demo esclusiva di E3 2019

Abbiamo assistito in anteprima a un nuovo gameplay di Cyberpunk 2077 durante l'E3 2019.

Il fascino di Cyberpunk è innegabile, quasi irresistibile. La nuova creatura dei ragazzi di CD Projekt torna a E3 carica ancora una volta di ambizioni e voglia di stupire. Torna perché, dopo lo scorso anno, vuole confermare di essere il gioco con più potenziale presente sul mercato, rimarcando con fermezza i suoi obbiettivi. Stupire, conquistare, ammaliare.

Le premesse, entusiasmanti per chi ama quest’industria, si ingigantiscono ancora di più dopo aver visto il trailer in conferenza Xbox. Keanu Reeves sarà nel gioco, e interpreterà con tutta probabilità un personaggio chiave. Come l’anno scorso, sono stato tra i primi 100 fortunati al mondo a rivedere da vicino Cyberpunk 2077: un hands-off di un’ora, giocato in diretta dal team di sviluppo all’interno di un piccola sala adibita per l’occasione.

Se lo scorso anno uscii dall’appuntamento per scrivere un articolo abbastanza freddo, questa volta le sensazioni sono l’esatto opposto. In quest’ora ho avuto un’illuminazione, ho visto le straordinarie peculiarità di Cyberpunk 2077 e ho capito qual è lo scopo di quello che potrebbe essere il gioco di ruolo definitivo. Attenzione, non esagero e non è un parere “a caldo”, scrivo quest’articolo diverse ore dopo l’evento, e ho avuto modo di pensarci e ripensarci, per poi decidere di condividere con voi lettori quello che ho provato, cercando di spiegarvi le motivazioni.

Fatte le dovute premesse, possiamo entrare nel vivo: di seguito potrete leggere il contenuto della demo, le mie opinoni e su quali elementi CD Projekt Red ha voluto porre l’accento. Allacciate le cinture, perché se amate questo genere di gioco, rimarrete sorpresi.

Night City, città di terribili meraviglie

V, il protagonista, deve investigare su uno strano chip che gli è stato impiantato nel corpo, il quale interferisce con il suo organismo, facendogli vedere (tra le altre cose) un fantasma digitale, che si rivela presto essere il personaggio interpretato da Keanu Reeves.

Tramite un suo contatto, V rintraccia Placide, mercenario di Night City che promette di aiutarlo con il mistero del chip, a patto che V stesso sia disposto a compiere un lavoro per lui: infiltrarsi nella base della gang rivale degli Animals (uomini ossessionati dalla forza che si iniettano un liquido per aumentare le proprie capacità fisiche) e recuperare delle informazioni presenti in un camion.

Ho preferito darvi subito il contesto per non doverci tornare in seguito, permettendoci così di concentrarci sugli elementi del gameplay e più in generale del gioco che ho trovato davvero sensazionali.

In primis, Night City: poche volte mi è capitato di giocare a titoli che usufruiscono del mondo di gioco non solo per creare uno sfondo, quanto per dare un vero valore aggiunto – Red Dead Redemption II è l’esponente più recente di questo concetto. Ebbene, Night City si propone come una delle città più vive, pulsanti, dinamiche e amalgamate mai viste in un videogioco. Camminando per i vicoli di un piccolo quartiere trasandato, ci si accorge ben presto che tutto quello che ci circonda è animato da un’intelligenza artificiale che sembra veramente godere di vita propria. Gli abitanti interagiscono fra loro, con noi e con tutto quello che li circonda. Mezzi di trasporto che sfrecciano in mezzo al traffico, rumori di negozianti che maneggiano le loro merci, luci intermittenti e malfunzionanti che creano un’atmosfera credibile e magnetica. Insomma, in poche parole, Night City sembra una città vera, e la direzione artistica del mondo di gioco contribuisce a conferirgli quell’anima da “bella e dannata” che è semplicemente sensazionale.

La riproposizione del mondo Cybperpunk è perfetto, ogni virgola è al posto giusto e, anche per questo, le azioni e reazioni dei protagonisti sono di grande credibilità. Dopo una parte che si potrebbe definire esplorativa, si passa all’azione.

In questo frangente, ci viene mostrato un approccio stealth tipico della classe Net Runner. V può infatti hackerare telecamere e nemici per indurli al suicidio, può aprirsi percorsi alternativi bypassando terminali senza farsi mai vedere e quindi arrivare allo scontro fisico.

Di contro, veniamo riportati ad inizio missione con una classe invece votata all’azione, con lo scopo di mostrarci quanto possa essere differente l’approccio ad una singola quest. Ebbene, non meravigliatevi se dico che questa tipologia di gameplay, così libera e diversificata, potrebbe raggiungere vette mai viste. Lo svolgimento cambia completamente se si utilizzano abilità differenti: dal percorso al modo di uccidere i nemici, sembra un altro gioco.

Qualora ci fossero dubbi, ci viene chiarito che in Cyberpunk non sarete legati ad una singola classe, bensì potrete costruire la build che preferite. Potete essere dei ninja che amano bypassare la rete, oppure delle macchine mortali che contano solo sulla forza bruta. Oppure entrambe le cose, oppure un’altra cosa ancora. Anche qui, la libertà sembra sconfinata, e il contesto narrativo e artistico impreziosiscono tutto.

A proposito di narrativa: è evidente che uno degli obbiettivi di Cyberpunk sia raccontare una grande storia, lo dimostrano i dialoghi lunghi, curati, ficcanti. Ogni personaggio con il quale interagiamo gode di una sua personalità, e i dialoghi a scelta multipla influenzeranno lo scorrere degli eventi. Non è tutto, perché la backstory del nostro personaggio (selezionabile ad inizio gioco) darà accesso a risposte diverse che condurranno a situazioni differenti.

La demo si chiude con un’anteprima del cyber spazio, la dimensione alternativa nella quale V dovrà muoversi per capire la vera natura del chip che gli è stato impiantato. Applausi, si accendono le luci, anteprima conclusa.

Nella speranza di avervi trasmesso quanto possa essere importante questo gioco per il mercato e per il genere di appartenenza, ci tengo a ribadire una cosa: Cyberpunk non inventa nulla, ma eleva a perfezione tutti gli elementi classici dei GDR. Ambiente di gioco, gameplay, storia, caratterizzazione, possibilità di scelta, comparto artistico. Tutto sembra viaggiare su livelli mai raggiunti prima, e mai come in questo caso posso dire di esser stato folgorato da quello che ho visto.

Cyberpunk 2077 arriverà ad aprile 2020, data nella quale CD Projekt, dopo The Witcher 3, potrebbe lasciare un’altra impronta indelebile nell’industria dei videogiochi. Staremo a vedere, ma è indubbio che le premesse guardano tutte in quella direzione.