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Destiny 2: I Rinnegati, le prime impressioni dopo aver terminato la campagna

Il confine tra luce e ombra è molto sottile nell'universo di Destiny 2: I Rinnegati. Due entità pesanti che racchiudono ognuna la propria verità raccontata attraverso personaggi in lotta per la sopravvivenza e celata tra le pieghe della menzogna, dove fare la cosa giusta è un rovescio di punti di vista. Di luci e ombre è […]

Il confine tra luce e ombra è molto sottile nell'universo di Destiny 2: I Rinnegati. Due entità pesanti che racchiudono ognuna la propria verità raccontata attraverso personaggi in lotta per la sopravvivenza e celata tra le pieghe della menzogna, dove fare la cosa giusta è un rovescio di punti di vista. Di luci e ombre è stato anche il lancio di Destiny 2. L'atteso seguito si è rivelato incapace di catalizzare l'attenzione dei Guardiani a causa di alcune scelte poco fortunate che hanno reso il titolo meno divertente e meno misterioso, trasformandolo in un luogo poco appetibile per decidere di passare il proprio tempo con la stessa continuità profusa nel predecessore.

Dopo tre anni di perfezionamento alle spalle, ci si sarebbe aspettati un'evoluzione dei meccanismi più funzionali e non un loro indebolimento, tuttavia la distruzione portata dalla Legione Rossa fin dentro la nostra casa, l'angolo di pace e tranquillità rappresentato dalla Torre, rimane un ottimo pretesto per giustificare un qualsiasi mutamento alle dinamiche di gioco e mostra tutta l'intenzione di voler scuotere i Guardiani con maggior incisività sul piano personale, finendo per toccare l'apice proprio con I Rinnegati e la morte di Cayde-6.

Destiny 2: I Rinnegati

L'accostamento tra una partenza titubante e il reboante nuovo inizio che ci siamo apprestati a vivere in questi giorni dall'uscita di Destiny 2: I Rinnegati, non è solo un modo per esaltare la novità a discapito del vecchio, ma vogliamo tracciare un percorso che su queste pagine abbiamo documentato a partire da marzo, mese in cui si sono affacciate le prime avvisaglie di rinnovamento.

Perché se Destiny 2: I Rinnegati è oggi il gioco che ha convinto i Guardiani a tornare in sella del proprio Astore per avventurarsi nelle infinite distese di sabbia e detriti della Riva Contorta, è frutto di un lento e ragionato processo che ha toccato ogni aspetto e componente di gioco e ha visto le forze congiunte di Bungie, High Moon Studios e Vicarious Vision. Proprio perché Destiny vive degli eventi del passato e su questi vi costruisce le aspettative future, non si può comprendere a pieno la portata de I Rinnegati senza soffermarsi anche sull'evoluzione dei personaggi che vi dimorano. 

Per Cayde

La storia di Destiny 2: I Rinnegati inizia veramente col botto, mettendo insieme i pezzi che nei giorni precedenti al lancio sono stati diffusi tramite trailer. Come ormai è ben noto, il nostro guardiano è chiamato a sedare una rivolta all'interno della Prigione degli Anziani accompagnato dall'abile pistolero Cayde-6 e dall'Ira della Regina Petra Venj. Una missione che si svolge nel modo più classico eliminando nemici e interagendo con qualche sistema per ripristinare la situazione. I percettibili miglioramenti sono tutti nel modo in cui la storia viene raccontata, integrando in modo più convincente e coeso le cutscene. Un proseguo di quanto già visto in Destiny 2 vanilla, ma presentandosi con una struttura più corposa.

Destiny 2: I Rinnegati

Cayde-6 morirà, questo è un freddo e ineluttabile dato di fatto. I Rinnegati fa in modo che i nostri ultimi momenti insieme siano memorabili riprendendo e migliorando leggermente quanto proposto in passato, quando ci eravamo illusi che i membri dell'Avanguardia ci avrebbero accompagnato nelle missioni e avrebbero avuto un ruolo più decisivo. Destiny 2: I Rinnegati si apre così, a metà tra la celebrazione e il compianto, ma la morte di Cayde-6 è solo il motore scatenante di ripercussioni evidenti a livello di trama e di altre più sottili che si iniziano a insinuare come un tarlo nella mente: buoni o cattivi, Luce e Oscurità, da che parte siamo davvero? La sete di vendetta, cieca e irrefrenabile, non sembra essere una qualità da eroe. L'Avanguardia stessa non passerà indenne il terremoto scatenato dalla perdita del caro amico.

A giocare con la nostra testa, a instillare sempre più il dubbio in profondità, saranno anche i nostri avversari, gli otto temibili Baroni che ci separano da Uldren e l'Asso di Picche. Prima di arrivare a loro, il ritmo del gioco rallenta per un attimo, presentandoci il rinnovato sistema delle taglie e integrandole all'interno della campagna. Un obiettivo che apparirà più chiaro andando avanti quando dovremo affrontare ogni Barone prendendo parte a un'avventura, sullo stile delle "revenge story western" dove far fuori prima gli scagnozzi e poi il capo.

Bungie vuole che ogni attività di gioco sia percepita come facente parte di un grande insieme, non più attività scollegate tra di loro ma piccoli tasselli che cuciono insieme brandelli di lore e spronano a scoprire le tante offerte dalle nuove zone di aggregazione. Nuovi eventi pubblici, ricercati da cacciare in giro per tutto il sistema solare e presenti nelle più svariate attività: dai settori perduti agli assalti. 

Ogni Barone è stato caratterizzato per essere unico, così come unici e diversi tra loro sono gli scontri che li vedono protagonisti. Ciascuno di loro ha fatto dell'emarginazione, dell'allontanamento, delle condizioni di vita avverse il proprio punto di forza e di riscatto. Alcuni appaiono indubbiamente più interessanti di altri e tengono alto il livello di sfida, altri si affrontano in modi più classici. Una pecca è però data dagli ultimi due scontri: ci aspettavamo un combattimento più intenso contro i più alti di rango, invece siamo rimasti un po' delusi da come nelle battute finali della caccia ai Baroni il gioco prenda un'accelerazione superficiale.

Destiny 2: I Rinnegati

La campagna, seppur ricca di colpi di scena e raccontata con una maggior cura, non brilla come al solito per longevità, ma ci lascia in eredità l'endgame più corposo di sempre con ben due zone molto ampie in cui si nascondono misteri che poggiano le loro radici all'origine di tutto ciò di cui siamo a conoscenza e che, ancora una volta, mettono in dubbio tutto ciò che sappiamo.

Non proseguiamo oltre per evitare di rovinarvi la sorpresa di scoprire da soli come si conclude Destiny 2: I Rinnegati, ma sappiate solo che ciò che vedrete è solo l'inizio di qualcosa di molto più grande. Se siete appassionati di lore e dei racconti che hanno accompagnato da sempre il gioco, il finale de I Rinnegati offre una delle storie migliori di sempre da approfondire che si riallaccia ad antiche entità di cui avevamo ipotizzato il ritorno analizzando il trailer della Città Sognante

Leggende di Luce e Oscurità

La scelta di rimuovere il Grimorio da Destiny 2 non era stata ben digerita, anche se non sono mai mancate le critiche al fatto che buona parte della storia di Destiny venisse raccontata da delle carte visibili solo sul sito di Bungie. L'introduzione dei Trionfi e con essi la possibilità di completare libri di Leggende scansionando Spettri morti o altri oggetti ha riportato in vita la funzione del Grimorio, ora finalmente integrato direttamente in gioco rendendo più facile la consultazione. Unica pecca, generale se si guarda ai menu nel complesso, sono i tempi di caricamento. I cacciatori di segreti, però, avranno pane per i loro denti nelle nuove destinazioni di Riva Contorta e Città Sognante.

Destiny 2: I Rinnegati
Destiny 2: I Rinnegati

Ai confini dell'Atollo, Riva Contorta è un patchwork di asteroidi, detriti, navi collassate e incagliatesi al suolo. Le sue terre aride sono frontiere sconfinate per pirati e assassini dove far scorrere fiumi di sangue. Da queste parti l'unica legge è la sua assenza. L'unica giustizia? L'estrema unzione. Infami, Alveare, Cabal, c'è spazio per tutti gli emarginati, i rifiuti della società. In queste terre la geografia è molto varia, ma la devastazione è il fattore comune.

Camminando, ascoltando in silenzio il vento, si possono percepire gli scricchiolii delle funi tiranti che tengono in precario equilibrio gli ammassi di asteroidi. Le grandi costruzioni metalliche sono ponti disastrati che collegano una zona all'altra – formerebbero una pista SRL niente male. Molto ispirata la zona Gettito di Saturno, con relitti delle navi dell'Alveare, ma ci sono anche zone più nascoste e custodite dove la vegetazione è rigogliosa. L'assenza di un nuovo pianeta, che aveva destato qualche preoccupazione, non si fa sentire per nulla: ogni parte di Riva Contorta, ogni Settore Perduto ha qualcosa da raccontare anche attraverso il suo design.

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Destiny 2: I Rinnegati

Ciliegina sulla torta è la destinazione La Città Sognante: qui l'atmosfera è completamente opposta, eterea e dotata di una bellezza trascendentale. Nebbie di Valiane trasporta in uno scenario da sogno, dove i contorni delle rocce spigolose si fanno morbidi e soffusi avvolti in una nebbia dai toni dell'azzurro e del viola. Un territorio da scoprire passo dopo passo, tra grotte dai riflessi zaffirei ai palazzi che richiamano l'intero universo e l'infinito inesplorato. In Rheasilvia sembriamo quasi esserci addentrati in una città elfica tra delicati fiori e arbusti, ma la bellezza della Città Sognante è mortale: le attività hanno Potere consigliato ben oltre il 500, si parte anche da 550 per il Pozzo Cieco. 

Non dei semplici Caduti

Che i terreni siano impervi o splendide cartoline da ammirare, la nuova razza degli Infami presidia con la sua presenza asfissiante ogni destinazione. Per anni i giocatori si sono lamentati che i nuovi nemici sembravano reskin delle versioni base, un po' come si può vedere nel DLC La Mente Bellica dove gli schiavi appaiono ghiacciati ma simili alla loro versione normale.

La nuova fazione degli Infami si lascia alle spalle anche la sua natura di "caduto" e si presenta come qualcosa di diverso, alterato, creato con dell'Etere corrotto, pochi stracci addosso e una pelle bianco-violacea tipica di chi è morto da parecchio tempo. Le routine di combattimento in parte possono essere assimilate agli schiavi esplosivi nel caso dei Paramiti che si lanciano su di noi in una fragorosa esplosione di etere, ma nel complesso ci troviamo di fronte a diversi soldati con le loro particolarità.

Destiny 2: I RInnegati

I Devastatori utilizzano delle lanterne infuocate a mo' di mazzafrusto che se colpite faranno saltare in aria chiunque si trovi nel raggio d'esplosione; ci sono gli abomini dalle fattezze che ricordano gli orchi per la loro imponenza e che lanciano scariche elettriche, e altre tipologie di nemici sempre più sfuggenti, rapidi che si dissolvono in una scia di blu etere per riapparire poco più in là grazie ad animazioni ben dettagliate.

Gli scontri si sono fatti sempre più movimentati, molto serrati, grazie anche al continuo afflusso di Infami, vera carne da macello che torna in vita. La stabilità su PS4 Slim – dove il gioco è stato provato – risente però del gran numero di nemici e si verificano in più frangenti sostanziosi cali di framerate. Nelle azioni più concitate, con tanti nemici e più super attivate – tra l'altro le nuove super danno un senso di potenza inaudito – il gioco singhiozza. 

Conclusioni

Destiny 2 Riva Contorta

Abbiamo superato il 500 di Potere, ma la strada per capire quanto Destiny 2: I Rinnegati saprà resistere nel tempo è ancora lunga ed è prematuro sbilanciarsi. Raggiungere il level cap però non sarà una cosa così immediata. I segnali sono molto incoraggianti e l'entusiasmo è paragonabile a quello di Lord Shaxx nel Crogiolo. Mettere piede nel gioco e ritrovarsi sommersi da attività da fare era una sensazione a lungo mancata. Vedere l'inventario riempirsi di taglie e guardare il navigatore arricchirsi di attività giornaliere e settimanali sono belle sensazioni.

Se siete giocatori di lunga data, saprete benissimo che la campagna di Destiny è solo un antipasto e che è lì dove finisce che iniziano i guai grossi che aspettano solo di essere svelati il 14 settembre quando sarà disponibile l'Incursione L'Ultimo Desiderio. Il lavoro svolto per rendere la storia una parte importante del titolo è comunque evidente fin da subito: missioni più corpose, maggiori cutscene che fanno da raccordo tra le parti giocate e tutta una serie di attività secondarie che diventano parte integrante della stessa campagna. Se c'è qualcosa su cui si poteva intervenire meglio è forse il doppiaggio in italiano; non di rado si perde l'intensità e la rabbia che riescono a trasmettere le voci inglesi.

Se siete tra chi si è scottato troppo con Destiny 2 e ha perso fiducia in Bungie, restate su queste pagine perché nei prossimi giorni approfondiremo anche le altre modalità di gioco come il PvP e l'ibrido Azzardo. Per tutti gli altri, come procedono le vostre scorribande sulla Riva Contorta?


Tom's Consiglia

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