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Dino Crisis 2: il remake che nessuno chiede, ma di cui abbiamo necessariamente bisogno

Sono tantissimi i remake che un po’ tutti invochiamo a gran voce: da The Legend of Dragoon a Parasite Eve; da Soul Reaver a Xenogears, e così via. Poi c’è lui, Dino Crisis, il primo capitolo dei due usciti sino ad oggi (il 3 non esiste, è un’illusione). L’opera nata dalla mente di Shinji Mikami, il celebre papà di Biohazard (meglio noto da noi come Resident Evil). I fan desiderano questo remake come poche cose al mondo; ma perché chiedere sempre e solo un rifacimento in chiave moderna del primo? Come mai tutti snobbano invece Dino Crisis 2, quello che davvero meriterebbe un lavoro di tale portata?

Uscito nel 2000 per la prima intramontabile PlayStation e diretto dal brillante Shu Takumi (autore in seguito di Ace Attorney e del superbo Ghost Trick), Dino Crisis 2 è ancora oggi un gioco incredibile. Un action survival in salsa arcade oriented pura che offre tutto un sistema di combo e punteggi davvero sensazionale. È vero, il titolo abbandona la sua natura horror vista nel predecessore, ma è necessariamente un problema? In fondo il primo Dino Crisis – pur con le sue diversità – non era altro che una sorta di Resident Evil con i dinosauri, sebbene portasse una novità non indifferente, ovvero scenari tutti in 3D con visuale dinamica ad eccezione di poche aree che andavano a sfruttare l’affascinante escamotage del pre-render.

Dino Crisis 2

Paradossalmente il 2 fa pure un passettino indietro da questo punto di vista, poiché ripropone nuovamente i fondali pre-renderizzati e le inquadrature totalmente fisse tipiche dei cugini a tema zombie. Una scelta inevitabile considerando l’ampiezza delle aree. Non per altro Capcom con Dino Crisis 2 abbandona le tipiche ambientazioni chiuse e le classiche strutture a favore di una vera e propria giungla, un habitat decisamente più conforme ai cari dinosauri. Chiaro non manchino comunque location caratteristiche come laboratori sovrastati dal verde natura, strutture subacquee, caverne ed aree di vario tipo. L’omogeneità è insomma di casa.

Perché è così bello?

I motivi che rendono Dino Crisis 2 un titolo straordinario sono molteplici. In primis ci troviamo dinanzi ad un’opera che non sente quasi per nulla gli anni sul groppone (nemmeno troppo dal punto di vista tecnico), sfoggiando tutta la sua natura action arcade strepitosa e dannatamente efficace. In secundis perché si tratta di un prodotto che offre un’incredibile varietà di gameplay con sezioni tutte diverse tra loro, rendendolo una continua sorpresa dall’inizio alla fine. Il viaggio di Dino Crisis 2 è un inno ai giochi d’azione, semplicemente magistrale per il suo periodo storico.

Non si era infatti mai vista sino ad allora una produzione con inquadrature fisse così dinamica e frizzante sotto il profilo ludico. Qualche meccanica ormai un po’ vetusta chiaramente non manca, ma nel complesso l’esperienza risulta ancora godibilissima, mostrando soprattutto quanto sappia essere avanti per grandi trovate e situazioni di gioco. La verve da arcade è inoltre semplicemente magnifica, strutturata in una maniera davvero avvincente con il sistema di combo e crediti che donano un’ottima linfa all’opera. Per acquistare oggetti curativi, armi o potenziamenti è necessario infatti spendere i punti che si ottengono facendo fuori i dinosauri. Più se ne ammazzano in rapida successione, più si riempie l’indicatore della combo. Giunti alla fine di un’area senza aver subito danni il giocatore riceve anche crediti extra aggiuntivi. Il tutto con un buon bilanciamento generale che non permette mai di abusare dell’avanti e indietro per totalizzare punti all’infinito.

Dino Crisis 2

Per coloro che avevano amato il primo capitolo poiché simile a Resident Evil potrebbero non apprezzare (o non aver apprezzato all’epoca) lo stravolgimento di Dino Crisis 2, ma a conti fatti fu un tentativo più che coraggioso da parte di Capcom di donare carisma ed identità ad un brand solido e validissimo, senza farlo sembrare il clone della serie di successo a tema zombie. Ritengo infatti che il secondo episodio porti l’IP della compagnia giapponese in un contesto più idoneo e sarebbe ingiusto non apprezzarla solo perché insensibili e rigidi al cambiamento. Dino Crisis 2 è pura scuola degli action survival grazie ai suoi tanti meravigliosi momenti come la sparatoria dalla jeep o dalla nave, alla concatenazione incredibile delle sue armi primarie e secondarie fantastiche, a quel pizzico di esplorazione e backtracking mai troppo eccessivo e al Dino Colosseum che si sblocca portando a termine l’avventura. Un gioco nel gioco, praticamente, in cui è possibile controllare persino i dinosauri (tra cui il temibile T-Rex) e dare prova di forza di tutte le proprie abilità, alla ricerca del rank S.

Perché proprio il remake di Dino Crisis 2?

Provate solo per un attimo ad immaginare quanto descritto poc’anzi in chiave moderna. Ecco, non sarebbe qualcosa di straordinario riproporre quel tipo di gameplay con le meccaniche action e shooting odierne a cui la stessa Capcom ci ha abituati bene proprio con gli ultimi remake di Resident Evil? Senza contare quanto possa rivelarsi meraviglioso in RE Engine. Basterebbe semplicemente riprendere la formula vincente di Dino Crisis 2, ampliarla dove necessario e ammodernarla quanto basta per renderlo tutt’oggi un action definitivo, proprio come lo fu nel 2000.

Sì, perché il potenziale di Dino Crisis 2 è clamoroso ed ora più che mai potrebbe davvero esplodere in qualcosa di ineccepibile. L’originale è senza dubbio magnifico e di qualità straordinaria, ma con un remake ben fatto potrebbe tornare ancora una volta a fare scuola nel genere action. D’altronde ci sono anche svariate cosucce che potrebbero essere addirittura (e giustamente) migliorabili. Si potrebbero innanzitutto meglio approfondire i personaggi di Dylan e Regina, arricchire maggiormente la narrativa e correggere alcune piccolezze figlie dell’epoca per renderle più adatte ed efficaci ai giorni nostri, pur consci del fatto che nonostante tutto il racconto abbia il suo perché, caratterizzato da un finale di tutto rispetto.

Dino Crisis 2

Capcom potrebbe anche allungare di qualche ora Dino Crisis 2 e rendere l’interazione tra i due personaggi ancor più dinamica. Durante la campagna i protagonisti si alternano in continuazione, ma rare volte affrontano insieme un segmento (e sono perlopiù quelli preimpostati come la fuga in jeep) e varrebbe sicuramente la pena approfondire questo aspetto, magari potendo switchare Dylan e Regina anche in tempo reale, in casi ovviamente specifici. Insomma, un bel lavoro di ammodernamento e approfondimento, ma senza snaturare l’opera che è semplicemente perfetta così com’è. Un action del genere non si vede da parecchio tempo e se viene invocato a gran voce il remake di Dino Crisis, il 2 sarebbe proprio quello di cui abbiamo necessariamente bisogno.

Restando in tema remake Capcom, se non l’avete ancora giocato potete recuperare Resident Evil 2 su Amazon.