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The Elder Scrolls Online è il gioco dell’estate che non ti aspetti

Il momento migliore per giocare a The Elder Scrolls Online, l'MMORPG di Bethesda, è proprio nell'estate del 2019. In questo pezzo, vi spieghiamo perchè.

La fine della maturità, l’arrivo del caldo atroce e l’incombenza delle meritate ferie rendono l’estate uno dei periodi in cui si ha più tempo libero a disposizione per le proprie passioni. Per quanto vi consigliamo di uscire e godervi la vita da spiaggia (o da montagna), per tutti quelli che vorranno stare al fresco del proprio condizionatore abbiamo un suggerimento che forse non vi aspettereste di sentire alle soglie del 2020: The Elder Scrolls Online è il perfetto gioco di cui innamorarvi durante quest’estate.

Come è possibile che un titolo vecchio di diversi anni e con un lancio tutt’altro che stellare possa essere il titolo su cui buttare intere ore nell’immediato futuro, nonostante altre produzioni più nuove ed accattivanti? Perché il momento migliore per iniziare a giocare a ESO è proprio adesso, nel bel mezzo della Stagione del Drago che vede nella recente espansione, Elsweyr, il suo fulcro. Chiaro che se siete giocatori veterani che non hanno mai perso la passione per Tamriel capirete benissimo i concetti che seguiranno, ma questa volta vogliamo appellarci ai nuovi giocatori, proprio a voi che avete sempre visto o sentito parlare di questo titolo ma avevate troppa paura di avvicinarvi.

Magari pensavate che, dopo tutti questi anni, fosse complesso per un nuovo utente immergersi nei contenuti gioco. Oppure non avete chissà quale compagnia al vostro fianco e non volevate buttarvi in un’esperienza multiplayer abbandonati a voi stessi. O, ancora, siete rimasti scottati dalle recenti delusioni nel panorama dei Games as a Service e vedete i titoli online con un certo riserbo. Ci dispiace dirvi che qualunque cosa abbiate pensato su queste linee, vi ha tratto fortemente in errore!

The Elder Scrolls Online è esattamente l’opposto di alcuni dei difetti più attribuibili al suo genere, anzi forse è considerabile come l’MMORPG che più ha azzeccato la fusione tra singolo e multigiocatore, oltre che a essere estremamente fluido nel modo in cui si vive la sua esperienza. Per convincervi, vogliamo illustrarvi le principali caratteristiche che costituiscono l’esperienza di ESO nel 2019, con un piccolo sguardo anche a quello che potrebbe essere il futuro del marchio e al modo in cui si evolve.

La tua leggenda, in solitaria o in compagnia

Come nuovi giocatori vi ritroverete ad affrontare un mondo dalle mille storie, avventure e sfide. Ci sono moltissime regioni più o meno storiche del marchio di Elder Scrolls e ognuna di esse ha una “quest” principale e tante attività secondarie da svolgere a corredo. Che sia un Dungeon da conquistare o una villa da rubare per la Gilda dei Ladri, la varietà di compiti per il nostro eroe sarà così tanta che non vi basterà l’intera estate per fare proprio tutto ciò che il gioco ha da offrire.

Prima di tutto però dovrete creare l’alter-ego da impersonare su Tamriel e per farlo passerete attraverso l’ottimo editor di personalizzazione. La scelta principale ruoterà su tre tematiche: razza, classe e Alleanza. La prima è la classica selezione delle razze tipiche del panorama di Elder Scrolls e ognuna di esse ha un ramo di abilità passive/attive specifico che dovrebbe essere tenuto da conto per la classe da vestire. Ad esempio, i Bretoni sono una delle opzioni migliori per le classi Magiche, mentre gli Argoniani sono ottimi Tank e così via.

Le classi sono invece varie ma non eccessivamente rinchiuse nella loro descrizione: un Templare può essere un personaggio dall’alta stamina e dalle capacità difensive eccellenti, oppure un mago curatore che usa i bastoni di cura. Chiaro che l’importante è farsi un’idea della classe e scegliere quella che più vi piace, magari aiutandosi con i numerosi siti di risorse come AlcastHQ. A prescindere dai parametri che vi si pareranno di fronte, abbiate comunque la certezza di poter costruire il vostro personalissimo percorso: non c’è niente nella creazione del personaggio che minerà la vostra esperienza e, nel caso in cui sbagliaste, si possono sempre resettare sia le abilità che le statistiche.

L’ultima scelta sarà l’Alleanza con cui schierarvi e per la quale combattere nella Alliance War. Questa decisione è legata principalmente a quella della razza, visto che sono tutte divise sotto uno stendardo. Volendo è possibile bypassare questo meccanismo comprando un upgrade apposito nel Crown Store (il negozio di microtransazioni) presente all’interno del titolo, ma se non avete una ragione specifica per scegliere un’Alleanza particolare, non badate molto a essa e date la priorità alla Razza.

Finito di creare l’eroe della vostra avventura, vi ritroverete in una zona che dipenderà da quale espansione avete acquistato. Ora come ora, se decideste di acquistare l’ultimo bundle, finireste a Elsweyr durante l’invasione dei draghi e dei negromanti. Altrimenti potreste anche iniziare da Summerset o dal gioco base, in ogni caso sarà sempre possibile vivere le precedenti “campagne” semplicemente visitando la loro regione. Il tutorial, a prescindere dal luogo, vi introdurrà alla base dei meccanismi di gioco e alla storia del luogo in cui siete, lasciando che decidiate poi voi stessi il cammino da seguire. Il sistema di ESO è piuttosto pratico e vi basterà la missione introduttiva (insieme a tutti i pop-up eventuali) per solcare Tamriel. Se non foste abbastanza sicuri, potrete sempre chiamare una Guida: giocatori che si mettono a disposizione per dare una mano volontariamente.

Essendo libero, è chiaro che in Elder Scrolls Online non ci siano zone con delle soglie di livello: qualsiasi contenuto si adatterà ai vostri parametri e qualsiasi quest può essere affrontata senza alcun problema. Volete saltare la campagna principale per andare dall’altra parte della mappa e unirvi all’ordine Psijic? Potrete farlo, così come potrete dedicarvi alla caccia dei Draghi o a compiere malefatte per la Confraternita Oscura. Il mondo è a vostra disposizione e tutto può essere affrontato sia in solitaria che in compagnia, ad eccezione di attività con matchmaking come i Dungeon, i Trial e il PvP. Questa è una delle attrattive maggiori del gioco, lasciando che esemplifichi effettivamente il senso di assoluta indipendenza che il giocatore ha nella fruizione del prodotto. Anche i dialoghi sono molto vicini alla tradizione singleplayer di Bethesda, includendo perfino decisioni, Persuasione e Intimidazione.

L’esperienza classica di uno dei marchi storici di Bethesda viene quindi proposta in una nuova ma fedele chiave da Zenimax Studios, la quale permette di poter essere un’epopea tanto personale quanto condivisa. Per quanto ognuno di noi possa voler rimanere nella solitaria beatitudine della propria storia, ci sono degli ottimi motivi per cui invece aggregarsi ad altri avventurieri, come la presenza di alcuni buff specifici e la possibilità di poter esplorare i luoghi più ostici senza troppi rischi. Con Elsweyr è stata introdotta anche la funzionalità per unirsi alle Gilde direttamente attraverso un sistema di ricerca dedicato. Vi bastano un paio di click per trovare il vostro gruppo di amici, e potete mettere pure un discrimine in base alla tipologia e leggere anche una breve descrizione del clan. Un’offerta ideale per chi adora essere un lupo solitario di tanto in tanto!

Se avevate paura di dover affrontare il classico MMO pieno di dati complessi e quest dimenticabili non avrete nulla da temere. ESO è quanto di più vicino ci possa essere all’idea di uno Skyrim Online, o a qualsiasi altro titolo della serie. Sono anni che questo concetto risulta vero nel titolo di Zenimax, tuttavia le tantissime migliorie del 2019 hanno reso l’esperienza inevitabilmente più profonda, accessibile e chiara. Una strada che fa ben sperare per l’avvenire di The Elder Scrolls Online, specialmente se si guarda come è stata tematizzata la Stagione del Drago, concatenando le varie storie dei contenuti aggiuntivi e coinvolgendo i giocatori in eventi globali significativi.

Di Guerre e Dungeon

Se il valore contenutistico della narrativa è tanto vasto quanto qualitativo, anche dalla parte più pratica ci sono degli ottimi motivi per cui Elder Scrolls Online riesce a catturare i nuovi giocatori. Come dicevamo qualche riga sopra, i personaggi possiedono delle abilità più o meno innate che è possibile coltivare nella maniera classica: con l’utilizzo continuo dell’equipaggiamento o delle skill individuali. Ciò rende i poteri del vostro eroe estremamente fluidi e adattabili alle vostre scelte in quanto a costruzione, sia che le facciate per motivi pratici o per roleplay.

Volendo potrete perfino dedicarvi alla nobile arte del Crafting e vivere solamente come creatori di armi e armature, anzi ci sono proprio intere gilde e organizzazioni dedicate a questa funzione, con tanto di aste e analisi di mercato basate sul profondo sistema di Housing: la creazione delle case personali dei giocatori, con mobili e arredi. Del resto in ogni MMORPG che si rispetti serve un fabbro che si occupi di potenziare le armi e le armature del party più combattivo, oltre che a portare avanti le finanze per permettersi le case e i mobili che il gioco fornisce. Una tendenza molto simile al sistema Job di Final Fantasy XIV, ma improntato come i lavori manuali della serie di Bethesda.

Nel caso in cui siate dei combattenti nati che non possono stare lontano dalla lotta, potrete dedicarvi all’esplorazione dei tantissimi Dungeon presenti in Elder Scrolls Online: delle vere e proprie sfide di alto livello che celano temibili nemici e le ricompense più importanti di Elder Scrolls Online. La lista principale – con più di 20 Dungeon e in continua espansione – da cui attingerete è quella che è possibile trovare nel matchmaking dedicato ai dungeon, diviso tra difficoltà normale e veterano. In esso dovrete affrontare una missione specifica per ogni luogo, la quale vi guiderà nella storia e nelle mappe durante la vostra prima visita. Affrontando una serie di Boss dalle varie e impegnative meccaniche e sfoltendo i nemici che incontrerete lungo il tragitto, tornerete a casa vittoriosi arricchiti di una serie di equipaggiamenti chiamati Set, i quali forniscono importanti bonus se si indossano più di un pezzo con lo stesso nome.

Se non siete tipi da matchmaking o cercate un’esperienza più rilassata, il mondo di gioco ha anche diversi Dungeon aperti a chiunque valichi la loro soglia, pieni di altrettanti nemici e le utilissime Skyshard: frammenti stellari in grado di fornire Punti Abilità se collezionati. Oppure potrete unirvi ad altri passanti e affrontare i numerosi Eventi Pubblici indicati nelle varie aree, come la caccia ai Draghi in Elsweyr.

Naturalmente in Elder Scrolls Online c’è anche una forte componente PvP, incentrata principalmente sulla lotta a gruppi e su Alliance War. La prima modalità può essere vissuta attraverso Battleground, arene speciali in cui si sfidano altri avversari in combattimenti dallo stampo sempre diverso, la seconda invece è una battaglia su vastissima scala dove bisogna attaccare e difendere fortezze, utilizzando sia le proprie abilità che le armi d’assedio. Alliance War è la sfida definitiva per il PvP e richiede un equipaggiamento impeccabile, così come un alto livello di Punti Campione (costellazioni che contengono passive e che è possibile sbloccare accumulando fino a 810 livelli di punti).

Per il PvE l’ultima spiaggia -e anche l’attività più remunerativa – sono i cosiddetti Trial: Dungeon speciali dai Boss molto potenti e che ricordano le vecchie Incursioni di World of Warcraft. In essi, solo i migliori avventurieri riusciranno a superare i pericoli che attendono chiunque sia abbastanza coraggioso da varcarne la soglia. Non a caso, il numero di giocatori necessari per affrontarli supera di gran lunga il gruppo da 4 dei Dungeon classici e, per chi si sente abbastanza preparato, è prevista anche una modalità Veterano. Chiaramente i Trial non hanno un sistema di matchmaking considerando che è richiesta eccellente coordinazione e, preferibilmente, perfino una chat vocale.

Tuttavia, con il meccanismo delle Gilde menzionato, oggi come oggi è assolutamente possibile trovare un gruppo o un clan che facciano questi raid almeno una volta a settimana. E non preoccupatevi di sentirvi fuori posto o ostracizzati come nuovi giocatori, la community di Elder Scrolls Online è una delle più gentili e disponibili del mondo virtuale, sempre disposta ad aiutare i giovani avventurieri e a spiegare eventuali punti critici. I clan social sono dediti proprio a questa esperienza più rilassata, perciò non sarebbe male iniziare da questa tipologia di gruppo prima di gettarsi nel mondo hardcore. Del resto, in Elder Scrolls Online è possibile entrare in massimo cinque Gilde.

Un mondo aperto e in espansione

Elencando tutte le attività e la vita quotidiana di Elder Scrolls Online, vi sarete sicuramente fatti un’idea di quello che potrete fare all’interno del titolo di Bethesda e Zenimax. Per quanto il numero di contenuti sia importante, così come la loro differenziazione, il vero punto di forza di ESO risiede nella sua costante evoluzione ed espansione. Non ci si trova davanti a un mondo chiuso dai confini ben delineati, piuttosto è una sorprendente nuova terra che nasconde segreti, dettagli e storie a ogni angolo della mappa, perfino quando la si è già visitata tante volte.

Basti pensare alla mole di libri e fazioni che il gioco presenta (seppur in inglese), ai personaggi memorabili che ci accompagneranno nelle quest principali, ai molti scorci evocativi sparsi per le location più iconiche della saga di Elder Scrolls e ai tantissimi altri aspetti che compongono l’interezza di ciò che vuole essere Elder Scrolls Online per tutti i nuovi avventurieri. Tamriel di Zenimax è ben più di una zona in cui entrare una volta al giorno, fare la quest giornaliera e poi sloggarsi non avendo altro da fare, affatto. È un posto in cui potersi perdere a ogni ora, fare nuove amicizie e vivere quella fantasia di incarnare un eroe fantasy uscito dalla tradizione più prossima ai canoni classici del genere. Lontano quindi dalla smania di avere il set d’equipaggiamento più forte del gioco o dallo sbrigarsi nel raggiungere il livello massimo, ma vicino a una fruizione più rilassata e personalizzabile.

Essendo un mondo in costante evoluzione, il supporto continuativo negli anni ha portato all’avvento di tre espansioni (Morrowind, Summerset e Elsweyr) e una serie di DLC “minori” che è possibile acquistare sia separatamente, sia attraverso il servizio ESO Plus: un abbonamento mensile con numerosissimi vantaggi opzionali (crafting bag, leggero incremento dell’exp) e la possibilità di giocare a tutti i capitoli (tranne le espansioni) senza doverli acquistare.

Per quanto ESO Plus sia completamente opzionale, si tratta di un buon modo per sostenere il team di sviluppo e rendere più “comoda” la propria esperienza con il gioco, specialmente se si è dediti al crafting. Anche perché risulta difficile mantenere il ritmo degli aggiornamenti di gioco senza un’entrata delineata, come avviene anche per Final Fantasy XIV e il suo abbonamento mensile obbligatorio. Qualsiasi sia la vostra decisione, un giocatore ESO Plus e uno “normale” non avranno sostanziali differenze a livello di potere o abilità, al massimo il primo avrà giusto più opzioni estetiche e meno fatica nel gestire il proprio inventario.

La presenza di DLC aggiuntivi e numerosi altri cambiamenti quasi settimanali (nuove ricompense, oggetti di set e cosmetici) sono solamente la ciliegina sulla torta di un The Elder Scrolls Online che non si è mai discostato dal vento del cambiamento, fattore chiave per rendere i giocatori sempre contenti di rimettere mano al loro personaggio. Per tale ragione la community è così affiata e costante, compatta nello scoprire cosa li attende nella prossima avventura. L’arrivo di Elsweyr ha portato l’ira dei Draghi e una storia di conquista e libertà che richiede l’aiuto di tutti gli eroi a disposizione, aggiungendosi all’epica conquista dei Demoni da parte di Summerset o al piano di Molag Bal contro i regni della Terra. Dei, guerrieri, leggende, tutto si intreccia in una singola tela che non aspetta altro di essere tessuta dalle vostre gesta e, oltretutto, pronta a un futuro ancora più interattivo e ricco. Con le premesse qui elencate, e il tempo fornito dalla pausa estiva, siamo riusciti a convincerci a rispondere alla chiamata all’avventura?

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