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Giorno 1: si fa pratica con il gameplay

Pagina 5: Giorno 1: si fa pratica con il gameplay

Giorno 1: si fa pratica con il gameplay

Il primo giorno con The Division ci ha fatto vivere emozioni contrastanti, come abbiamo scritto nella nostra anteprima. L'editor iniziale del personaggio è scarno, un biglietto da visita non proprio ideale. Dopo aver scelto uno dei pochi visi disponibili abbiamo provato a personalizzare il nostro eroe cercando di dargli un aspetto unico, con risultati mediocri.

Per quanto possiate sforzarvi, il vostro alter ego virtuale sarà sicuramente simile a quello di migliaia di altri giocatori. Se The Division fosse solamente uno sparatutto non sarebbe un difetto poi così grave, ma considerando le velleità da MMO di questo titolo sicuramente Ubisoft avrebbe dovuto fare qualcosa di più.

Dopo aver creato il personaggio si passa nella consueta fase di tutorial che serve per prendere confidenza con i comandi. Con un grilletto del joypad si mira, con l'altro si spara. Si può cambiare spalla d'appoggio per l'arma premendo la levetta del joypad sinistro e sferrare un attacco ravvicinato cliccando la levetta sinistra. Con il tasto X ci si ripara dietro gli oggetti, mentre con il pulsante O si superano gli ostacoli e ci si arrampica.

tom clancy division

Se avete familiarità con gli sparatutto che fanno un ampio uso delle coperture vi troverete a vostro agio. I comandi sono reattivi, anche se all'inizio si può fare un po' di confusione durante le sparatorie più concitate. Basta ricordarsi di premere la levetta indietro per uscire da una copertura e cercare subito un nuovo riparo per non restare troppo tempo sotto il tiro del fuoco nemico.

Una cosa che ci è piaciuta dei ripari è la possibilità di scegliere un nuovo punto di copertura prima di compiere il movimento; basta puntare la visuale con la levetta destra del joypad, scegliere il riparo desiderato e tenere premuto il tasto X (i comandi di questa recensione si riferiscono alla versione PS4 del gioco – ndr). In questo modo il nostro eroe scatterà da una copertura all'altra, superando eventuali ostacoli che si troverà davanti. L'interfaccia gioca a vostro favore, visto che potete vedere in qualsiasi momento i ripari raggiungibili, con tanto di pulsante X visualizzato per ricordarci quando possiamo sfruttare un nuovo riparo.

Le prime missioni si passano dunque così, prendendo familiarità con i comandi e cercando di capire un po' di più della trama. La storia di The Division parla di un virus diffuso a New York tramite banconote messe in circolazione durante il Black Friday. L'epidemia raggiunge rapidamente la maggior parte dei cittadini e tocca al giocatore, insieme agli altri membri della Divisione, mettere a posto le cose. Tuttavia, è meglio non illudersi: lo scopo del gioco non è salvare New York. Il vero obbiettivo è portare il vostro personaggio al livello massimo.

thedivision

La trama di The Division non ci ha coinvolto in modo particolare, o almeno non quanto il suo gameplay. Se pensavate di aver trovato un'esperienza cinematografica siete fuori strada. Il paragone con Destiny è evidente, visto che anche l'MMO di Bungie è stato criticato per la trama impalpabile.

Ubisoft si è sforzata un po' di più, ma un doppiaggio italiano poco coinvolgente non aiuta a calarsi nella parte dell'agente silenzioso pronto a salvare il mondo. Un vero peccato, considerando che in giro ci sono MMO molto validi anche dal punto di vista della trama, come testimonia la storia intrigante di Final Fantasy XIV A Realm Reborn, per fare un esempio nel mondo degli MMO.

Aggiungete a tutto questo qualche immancabile bug, come il personaggio che sprofonda all'infinito nell'asfalto e comincia a osservare New York dal basso, e concorderete con noi sulle emozioni contrastanti che abbiamo vissuto nelle battute iniziali del gioco. Fortunatamente la produzione di Ubisoft riesce a colpire subito per il gameplay piacevole e immediato, ma se state pensando di trovarvi davanti a un gioco semplice dovrete ricredervi in fretta…