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Halo | La Storia Completa

Per chi segue Halo da lontano, potrebbe pensare che sia una semplice serie di videogiochi di successo che ha catalizzato l’attenzione di milioni di appassionati da tutto il mondo. Uno sparatutto in soggettiva, in grado di regalare momenti epici e partite multigiocatore ad alto tasso adrenalinico. La verità è che Halo rappresenta qualcosa di più di tutto questo: probabilmente l’universo videoludico più grande mai realizzato in termini narrativi (alla pari di World of Warcraft), nonché quello maggiormente curato, studiato e approfondito. Un brand comparabile a Star Wars e ai prodotti Marvel come grandezza e importanza.

NOTA DELL’AUTORE: sviluppare un articolo di questa portata non è stato affatto semplice. Nonostante le decine di riletture, è molto probabile che possiate trovare ancora refusi ed errori. L’articolo verrà costantemente ottimizzato e aggiornato con nuove informazioni e approfondimenti sull’universo di Halo, in modo tale che possa divenire un vero e proprio punto di riferimento per gli appassionati di Halo, in Italia.

Nei suoi vent’anni di storia, la serie di videogiochi di Halo ha piazzato ufficialmente più di 81 milioni di copie, ma è stata anche la serie che ha rivoluzionato gli sparatutto in prima persona su console e fondato il primo vero movimento Esport su console casalinghe (la Major League Gaming, anche conosciuta come MLG). Per darvi un’idea, il franchise ora comprende:

  • 11 videogiochi della serie
  • 36 libri scritti (romanzi, antologie, novelle)
  • 4 Enciclopedie (di cui una prevista per marzo 2022)
  • 5 manuali
  • 59 Fumetti
  • Due film Live Action
  • Una serie TV in arrivo
  • Una raccolta di 7 anime
  • Un film dedicato alla caduta di Reach

Nonostante questo, in pochi, soprattutto in Italia, conoscono realmente l’incredibile storia che c’è dietro ad Halo, limitandosi a poche conoscenze basilare, magari unicamente legate ai videogiochi in vendita. Non ci riferiamo, ovviamente, della storia legata allo sviluppo, in questi anni l’abbiamo ormai raccontata migliaia di volte e praticamente tutti sanno come è nato Halo e perché è divenuto il titolo di successo che conosciamo oggi. Ciò di cui vi raccontiamo oggi riguarda principalmente la Lore, vale a dire tutta la parte “nascosta”, composta da personaggi sfaccettati, storie, avvenimenti, situazioni, complotti politici che i videogiochi non riescono a raccontare a causa della loro eccessiva linearità.

Per questo motivo abbiamo deciso di realizzare un “riassunto” di alcuni dei momenti più importanti del brand, così da dare una base di conoscenza a tutti coloro che proveranno Halo per la prima volta con Halo Infinite e per tutti coloro che invece hanno bisogno di un piccolo ripasso prima di ritornare nei panni di Master Chief. Prima di procedere, vogliamo essere chiari: è impossibile raccontare nei minimi dettagli e in maniera perfetta tutta la Lore del gioco, anche dopo decine di migliaia di parole: abbiamo provato, anche grazie alle nostre conoscenze e strumenti, di esporvi le parti più incisive, ma il nostro il consiglio rimane quello di acquistare i libri o leggere con estremo interesse l’Halopedia, che raccoglie la maggior parte delle informazione sull’universo narrativo di Halo.

Di seguito, tutti gli strumenti che abbiamo usato per realizzare questo speciale:

Romanzi sfruttati per le fonti:

  • Halo La Caduta di Reach
  • Halo Flood
  • Halo Contatto su Harvest
  • Halo Il Primo Attacco
  • Halo I Fantasmi di Onyx
  • Halo Il Protocollo Cole
  • Halo Cryptum
  • Halo Primordium
  • Halo Silentium
  • Halo Evolution
  • Halo Glassland
  • Halo The Thursday War
  • Halo Mortal Dictata
  • Halo Broken Circle
  • Halo Silent Storm
  • Halo Oblivion
  • Halo Shadows of Reach
  • Halo Smoke and Shadow
  • Halo Renegades
  • Halo Point of Light
  • Halo Fractures

Videogiochi sfruttati per le fonti:

Altre fonti:

I libri che abbiamo utilizzato.

Bene, ora che avete più chiaro il tutto mettetevi comodi e iniziate questo “Grande Viaggio” insieme a noi alla scoperta di Halo e della sua storia.

Halo | La storia completa – Indice

Predecessori, Precursori e Antichi Umani. L’inizio di tutto

I Predecessori e i Precursori

1.000.000.000 – 150.000 a.c.

Prima di arrivare ad Halo: Combat Evolved è necessario fare un passo indietro… un bel passo indietro. Circa 200 mila anni prima del conflitto del primo anello, una razza super evoluta e dalle mille forme chiamata “Predecessori” dominava l’intera galassia. Questa specie veniva considerata la prima civiltà ad aver abitato la Via Lattea.  A onor del vero si credeva che fu proprio la stessa, a dare vita agli esseri senzienti che abbiamo conosciuto nei vari videogiochi della serie. Questo enorme potere, oltre alla tecnologia Tier-0 (che permetteva di effettuare viaggi intergalattici) consentì, alle altre razze, di definirli come delle vere e proprie divinità. In parte era proprio così, poiché il loro pensiero comune era legato a una filosofia che seguivano scrupolosamente e su cui basavano la loro esistenza, il Manto della Responsabilità. L’idea consisteva nel proteggere le razze sottosviluppate da quelle più  avanzate, in maniera tale da mantenere l’equilibrio nell’intero universo. Il tempo passò inesorabile e questo spinse gli stessi Predecessori ad abbandonare la Via Lattea per cercare di abitare mondi di altre galassie, lasciando al contempo la propria eredità – Manto compreso – in mano ad altre civiltà sufficientemente evolute. Il tutto, ovviamente, rimanendo ben vigili sull’operato degli eventuali successori e su quello che avrebbero potuto causare con un potere così grande come quello del Manto.

Tra le tante razze avanzate, i Precursori, creati proprio dai Predecessori, diventarono ben presto quelli più accreditati per ereditare il Manto.  I Precursori ritennero, infatti, che questo potere gli era dovuto in maniera naturale dopo la scomparsa dei creatori dalla galassia, ma fu da subito evidente che non fossero in grado di gestirlo, cominciando ben presto ad abusarne per scopi personali. Innanzitutto cercarono di rallentare le tecnologie delle civiltà più piccole, ostacolandole e spostandone, alcune di loro, dai loro pianeti natali verso altri mondi più piccoli e poveri, in modo tale da espandere il proprio dominio e ottenerne così, le risorse più pregiate. In secondo luogo, il loro pianeta natale, il verdeggiante e meraviglioso Ghibalb, finì ben presto distrutto e immerso nelle radiazioni a causa della loro sete di conoscenza e arroganza, che li indusse ad attuare degli esperimenti fallimentari sui corpi celesti del Complesso di Orione, il sistema solare natale della specie. Tutto questo costrinse i Predecessori, che nel frattempo controllavano a distanza la situazione, a valutare un’altra razza come degna erede del Manto della Responsabilità, gli Antichi Umani.

Il Concilio dei Precursori

Durante una spedizione d’esplorazione su Path Ketona, la Grande Nube di Magellano, i Precursori entrarono in contatto per la prima volta con i loro creatori e scoprirono la verità sul Manto della Responsabilità e sulla volontà di non affidargli più un potere così fondamentale. Questo portò inevitabilmente allo scoppio della guerra che diede l’impulso ai Precursori di perseguitare e annientare qualsiasi Predecessore presente nella galassia di Path Ketona, – galassia dove si erano stabiliti gli stessi Predecessori. Il tutto si attuò attraverso una campagna militare di enormi proporzioni che generò in breve tempo perdite devastanti, nonché risvolti politici interni decisamente problematici. Molti non furono propriamente d’accordo sull’eliminazione dei loro creatori, per questo motivo in poco tempo i dissidenti vennero giustiziati per placare una possibile rivolta, che avrebbe causato non pochi problemi all’equilibrio interno della civiltà.

La società dei Precursori

Il popolo dei Precursori si estendeva su tre milioni di pianeti all’interno di un perimetro chiamato Ecumene. Era una specie divisa in numerose classi sociali – Costruttori, Miners, Lifeworker, Giudici, Guerrieri-Servitori e Ingegneri -, tutte le classi erano fedeli alle tradizioni e attaccati alla famiglia. Le classi, quindi, risultavano molto controllate ed ereditarie, nonché diversificate sia geneticamente che fisicamente l’una dall’altra. Chi nasceva come Costruttore, non poteva in alcun modo diventare un Guerriero-Servitore. Diverso il discorso per le promozioni: un Lifeworker poteva evolversi in un Costruttore, ma solo grazie a un eventuale promozione che comportava una miglioria genetica. Fu iconica la storia di Growth-Through-Trial-of-Change, una Costruttrice che decise di diventare una Lifeworker e, per questa scelta venne emarginata dalla sua famiglia.

Anche i rituali e la meditazione erano fondamentali, tanto che venivano riservati dei momenti per meditare, nonostante, grazie alla loro armatura, non avevano in alcun modo bisogno di dormire. Queste situazioni erano organizzate a seconda del ciclo giorno-notte e per le famiglie dei Costruttori era praticamente essenziale. I Precursori avevano anche un’aldilà, un posto in cui venivano raccolte tutte le informazioni post-mortem, informazioni che venivano successivamente tramandate nel futuro. Questo posto veniva chiamato Dominio, luogo che incontreremo più volte durante il racconto della storia di Halo e che sarà importantissimo nelle vicende che legheranno Halo 4 ad Halo 5 Guardians.

Gli Antichi Umani, gli San’Shyuum e i Flood

150.000 – 110.000 a.c.

I Predecessori vennero sconfitti, pochi di loro riuscirono a fuggire, mentre altri scelsero di divenire polvere molecolare, per garantire la rigenerazione della loro stessa civiltà in un futuro prossimo e in tempi meno bui. Con gli anni, però, la stessa polvere molecolare cominciò a deteriorarsi, diventò difettosa venendo assorbita da altri esseri viventi, inducendo follia e mutazioni così potenti, in grado persino di assimilare qualsiasi materia organica vicina. I Predecessori ormai rinati e trasformati in esseri abominevoli, lungi dall’accettare il fallimento, presero la decisione di sfruttare questo nuovo potere per unire la galassia, punire i Precursori ed eliminare il libero arbitrio delle altre specie, così da evitare che una situazione come quella del passato si ripetesse nuovamente. Nacque così il Diluvio o più comunemente conosciuti, i Flood.

Nello stesso momento una serie di navi automatizzate e sconosciute provenienti da Magellano si schiantarono su alcuni mondi ai confini della galassia. Antichi Umani e San’Shyuum – la razza dei Profeti, ai tempi alleati con gli Antichi Umani – le trovarono e dopo una prima fase d’esplorazione si resero conto che queste non contenevano altro delle capsule di vetro, con all’interno una polvere fine di materiale organico. Chiariamolo, nessuno immaginava la provenienza, così come nessuno poteva sospettare che in realtà non era altro che la polvere molecolare deteriorata dei Predecessori. L’alleanza sfruttò inizialmente la stessa “polvere” per rendere più docili degli animali chiamati Pheru, che gli Antichi Umani e San’Shyuum utilizzavano per diversi impieghi. Dopo una serie di test, la polvere cominciò dapprima a rendere aggressivi gli stessi Pheru e successivamente a mutarli in quella che venne considerata come la prima vera forma infettiva di Flood, generando così il primo focolaio parassitario della storia. Questi cominciarono a controllare e assimilare tutto ciò che riuscirono a toccare, mente e corpi, unificando il tutto in un’unica grande mente chiamata Gravemind o Mente Suprema.

La guerra Antichi Umani – Precursori

109.000 a.c.

Antichi Umani e San’Shyuum provarono in tutti i modi a contenere la minaccia, ma non fu semplice. I Flood si espandevano in fretta, assimilavano con velocità impressionante e si dimostrarono molto intelligenti, più di quello che si poteva pensare inizialmente. Questo convinse le due civilità a mettere insieme le forze militari promuovendo come comandante il leader umano Forthencho, definito come il Signore degli Ammiragli. Dopo una lunga guerra in cui i Flood sembravano ormai vicini alla vittoria, Forthencho ebbe un’intuizione su come sconfiggerli o comunque provare a ridurre la loro corsa nella conquista della galassia.

I Flood riuscivano, infatti, a vivere solo grazie al nutrimento e all’assimilazione di specie senzienti, ragion per cui si optò per una mossa disperata: distruggere ed epurare i mondi adiacenti, compresi quelli dei vicini Precursori, nonostante la consapevolezza che questo avrebbe certamente causato il risveglio militare degli stessi e una guerra certa. Come fu ovvio, infatti, i Precursori reagirono dopo i primi bombardamenti orbitali. Si sentirono minacciati e non si resero subito conto che in realtà gli Antichi Umani e San’Shyuum si stessero difendendo da una minaccia decisamente più grande, una minaccia che i Precursori non ritennero inizialmente così preoccupante o pericolosa. Iniziò così la guerra Antichi Umani – Precursori, destinata a durare millenni. I Precursori attaccarono i mondi umani con i Guerrieri-Servitori guidati dal Didatta, il comandante supremo delle forze armate. Devastarono dapprima la Terra – Erde-Tyrene, come la chiamavano in quegli anni – e successivamente una serie di pianeti posizionati strategicamente. Gli Antichi Umani furono in difficoltà a causa di una guerra combattuta su due fronti, dove non sarebbero mai riusciti a prevalere.

Forthenco in veste di Antico-Umano

Quaranta anni prima della fine della guerra, un antico umano di nome Yprin Yprikushm e la sua spedizione, trovarono, ai margini della galassia, una creatura in stasi in una capsula, un essere abominevole che chiamarono “il Primordiale” – o Senza Tempo.  Quest’ultimo, non era altro che l’ultimo dei Predecessori naturali, trasformato ed evoluto per rimanere in vita nel tempo. L’essere venne quindi preso e portato su Charum Hakkor, la capitale condivisa da Antichi Umani e San’Shyuum. La creatura subì subito un interrogatorio, fornendo delle risposte talmente drammatiche che molti presero la drastica decisione di suicidarsi piuttosto che vivere con le rivelazioni appena udite.

Gli Antichi Umani cercarono di capire se fosse possibile trovare una cura per i Flood, così iniziarono a prendere un terzo della loro popolazione per alterarla geneticamente e darla in pasto al parassita. Tutto questo sacrificio per sperare che questi uomini “potenziati” riuscissero a distruggere dall’interno la biomateria, grazie ai geni alterati. All’inizio sembrò funzionare, in realtà queste creature non reagirono positivamente all’esperimento, al contrario decisero di ritirarsi  in maniera completamente volontaria scomparendo per 9000 anni, così da diventare più grandi e pericolosi per un attacco più imponente e decisivo nel corso degli anni successivi.  La fuga dei Flood non apparve immediata e molti mondi sul margine galattico furono ancora controllati dal parassita. Proprio in uno di questi pianeti il Didatta entrò in contatto militarmente, per la prima volta, contro questi esseri. Alcune sue flotte vennero colpite e le ancelle – intelligenze artificiali – subirono anche loro un contagio, contraendo la Logic Plague, un particolare virus scoperto solo successivamente grazie un’analisi da parte della Bibliotecaria, la moglie del Didatta. Questo rispose al quesito su quello che stessero in realtà facendo gli Antichi Umani in tutto questo tempo: fuggendo.

L’alleanza, intanto, dovette ritirarsi nella capitale di Charum Hakkor per difendersi dai continui attacchi dei Precursori. L’assedio al pianeta durò tre anni, Forthencho riuscì a vincere numerose battaglie difensive grazie soprattutto alle tecnologie neuro-fisiche lasciate dai Predecessori sul pianeta. Entrambe le civiltà sapevano, tuttavia, che prima o poi i Precursori sarebbero riusciti a penetrare le difese e a sterminare tutti, per questo motivo gli  San’Shyuum decisero di tradire i propri alleati, raggiungendo un accordo segreto con i nemici per farli entrare sul pianeta ed evitare così lo sterminio della propria specie. Il Didatta lanciò così un attacco finale memorabile con tutta la flotta a disposizione, aprendo 7 portali, uno ogni ora per evitare l’ammasso di navi nel sistema. L’intero esercito umano venne distrutto in poco tempo.

Il Didatta

Un’ultima disperata difesa venne attuata dal comandante politico e morale Yprin Yprikushma, incaricata di proteggere con soli 7000 guerrieri e 70 navi la camera di contenimento del Primordiale nell’arena di Charum Hakkor. L’inevitabile sconfitta portò i vinti a spogliarsi delle loro armature, in maniera tale da non far riconoscere i diversi comandanti ed essere così interrogati. Tuttavia questo servì a poco. Il Didatta riconobbe facilmente Forthencho e lo lodò per aver cercato di rispettare il Manto della Responsabilità, anche se il destino non lo avrebbe portato comunque a sopravvivere. Dopo la battaglia, il Didatta parlò con il Primordiale, malgrado lui stesso pensasse fosse solo una bufala degli Antichi Umani per spaventare i Precursori, in realtà tutto ciò che l’umanità raccontò sulla bestia era vero. Forthencho ritenne che l’ultimo Predecessore era, in realtà, una Mente Suprema e ipotizzò che ce ne fossero almeno altre dodici sparse per tutta la galassia. Non solo, si credette che fu proprio il Primordiale a portare le navi piene di polvere molecolare nei mondi di Antichi Umani e San’Shyuum. Alla fine della guerra, i Precursori si resero conto del perché gli Antichi Umani attuarono quel disperato piano, ciò spinse il Didatta a non eliminare, ma al contrario esiliare una parte della specie sul pianeta natale, devolvendoli senza tecnologia o conoscenza e sottoponendo, al contempo, la maggior parte dei sopravvissuti al Compositore, un potente costrutto che trasformava gli esseri viventi in dati digitali.  I Precursori, consci del pericolo e del fatto che il parassita sarebbe prima o poi tornato, iniziarono a prepararsi.

Il ritorno dei Flood e la nascita degli Halo

La nascita degli Halo

109.000 – 101, 300 a.c.

Dopo la guerra, il Concilio Ecumene dei precursori si radunò per capire come prepararsi ad affrontare una nuova possibile minaccia parassitaria. Vennero considerate diverse proposte con principi differenti. Il Didatta insieme ai Guerrieri-Servitori fu d’accordo nella realizzazione di ulteriori mondi scudo – pianeti fortezza che si potevano chiudere in se stessi per proteggersi dall’esterno -, mentre il maestro Fabbro della Volontà e della Potenza – Faber-of-Will-and-Might – , appartenente all’ordine dei Costruttori,  pensò a un’idea più offensiva e radicale: un’arma basata sulle ricerche degli Antichi Umani sulla vulnerabilità neuro-fisica dei Flood, un’arma potentissima chiamata Halo.

Il Concilio si divise, ma si riuscì comunque a raggiungere un accordo. I Costruttori iniziarono a costruire in contemporanea sia i mondi scudo proposti dal Didatta sia gli anelli Halo. I Precursori furono sicuri che un attacco mirato di tutte le installazioni avrebbe eliminato per sempre la minaccia, oltre che distruggere la fonte di cibo primaria del parassita: tutte le specie della galassia. Per dirigere un tale piano, venne creata Mendicant Bias, l’intelligenza artificiale di classe Metarca più potente mai realizzata, incaricata di gestire sia gli Halo sia i mondi scudo – e presenza occulta di alcuni videogiochi della serie. Preoccupata della situazione, la Bibliotecaria, facente parte della classe Lifeworker – chiese al Concilio di salvaguardare campioni genetici di ogni specie, negli Halo, in modo tale da ripopolare eventualmente la galassia dopo l’attivazione. Una richiesta che venne accettata.

L'Arca minore e i suoi anelli

Nel frattempo, la costruzione degli anelli procedeva senza intoppi: il Primo Costruttore utilizzò una forgia chiamata “Grande Arca” per la produzione di ben 12 Halo: anelli di circa 30 mila km di diametro, che però vennero subito messi da parte a causa dell’enorme difficoltà nell’essere spostati nei vari sistemi planetari. Fu allora che il Fabbro valutò la possibilità di realizzare un’arca più piccola a circa 262,144 anni luce dal centro della Via Lattea chiamata “Arca Minore” , che avrebbe permesso la produzione di anelli più piccoli, di circa 10 mila km di diametro e con una potenza di fuoco – generata da generatori di campo fasici – capace di annientare qualsiasi forma di vita in un raggio di 25 mila anni luce. In tutto, gli anelli a disposizione per l’offensiva furono 12 (11 minori e l’installazione 07 generato dalla Grande Arca che vedremo in Halo Infinite, anche se più piccolo) più l’Arca Minore, denominata “Installazione 00” e con portale d’accesso costruito e nascosto nei deserti dell’Africa, sulla Terra.

Spostamenti degli Halo ed ecosistema

Gli Halo avevano bisogno di essere collocati in posizioni strategiche per essere sufficientemente potenti da distruggere i Flood, ciò significa spostarli, compito non semplice. Gli anelli Halo contengono delle griglie di teletrasporto avanzate, queste consentono di essere spostati piuttosto facilmente nel punto strategico. Oltre a questo, sono dotati della possibilità di effettuate salti interspaziali: un sistema di sicurezza che obbliga l’anello a schiantarsi contro un altro corpo celeste, per non finire in mani indesiderate.

Dal punto di vista ambientale, gli Halo sono strutture con un ecosistema tale, da poter garantire la sopravvivenza di tutte le specie viventi della galassia. Non presentano effetti atmosferici, se non in situazioni di sicurezza (la bufera di neve in Combat Evolved). Oltre agli ambienti naturali, gli Halo sono composti anche da strutture artificiali (templi e altro ancora).

La fine della costruzione portò il Didatta a dubitare nuovamente della riuscita del piano del Fabbro, presentando le sue perplessità al Concilio, ma venendo inevitabilmente allontanato. La presa di posizione del Didatta portò alla riduzione dei Guerrieri-Servitori, che costrinse lo stesso capo delle forze armate a esiliarsi in un Cryptum (una sfera di contenimento) per ben 1000 anni e in un posto estremamente segreto.

Nel frattempo, il Primo Costruttore verificò, in segreto, la potenza degli Halo nei sistemi di Charum Hakkor e Faun Hakkor, sotto l’attenta supervisione di Mendicant Bias. Per l’occasione si decise nell’utilizzo a bassa potenza dell’Installazione più grande, la 07. La prova andò a meraviglia, l’anello distrusse qualsiasi cosa presente… o quasi. Infatti, l’unica “cosa” che rimase in vita fu proprio una nostra vecchia conoscenza, il Primordiale, che se ben ricordate lo avevamo lasciato su Charum Hakkor. La situazione costrinse il Fabbro a chiedere a Mendincant Bios di interrogare l’abominevole creatura, così da cercare di strappare altre informazioni utili alla causa. Il progetto non andò secondo i piani e infatti, dopo ben 43 anni di interrogatorio, Mendincant Bias venne contagiato e corrotto dalla Logic Plague, scomparendo, insieme all’Installazione 07 e il Primordiale, dalla Via Lattea.

Bornstellar e la sua storia

Bornstellar ebbe ruolo importante nella storia di Halo, quasi fondamentale oseremmo dire e le sue gesta vengono raccontate nella trilogia dei precursori, la saga letteraria che collega Halo 3 ad Halo 4.

Bornstellar Makes Eternal Lasting è il nome completo di Bornstellar, un Costruttore che tuttavia non voleva seguire le regole della sua casta, preferendo cercare reperti dei Predecessori. In breve, un avventuriero, che fuggì su Erde-Tyrene (la Terra) da Edam (Marte) a bordo di un mercantile, ritrovandosi al cospetto di Chakas, un umano primordiale (se ricordate i Percursori decisero di punire gli Umani, devolvendoli) e Riser, un Hamanune. I tre riuscirono a risvegliare e incontrare il Didatta, che gli conferisce una mutazione onoraria tale, da ereditare conoscenze e anche aspetto fisico.

Il viaggio di Bornstellar lo portò a diventare a tutti gli effetti l’Iso-Didatta, divenendo un chiaro sostituto del Didatta originale, quest’ultimo fuggito sul pianeta scudo Requiem dopo aver attivato il Compositore su un anello Halo, creando i Prometici meccanici (soldati piuttosto potenti, che riuscirono a far retrocedere le forze dei Flood temporaneamente), venendo  nuovamente esiliato in un Cryptum.

Ci sarebbero tante cose da raccontare di Bornstellar, ma ciò che è importante sapere è che è “grazie a lui” se 343 Guilty Spark esiste, essendo una vera e propria forma digitalizzata di Chakas ed è sempre grazie a lui se le specie senzienti della galassia hanno avuto una speranza di sopravvivenza. Più avanti vi spieghiamo perché.

 

Gli Halo vennero testati un’altra volta per sopprimere una ribellione sul pianeta natale degli San’Shyuum (i Profeti), Janjur Qom. Una decisione che non piacque al consiglio, tanto da portare in tribunale il Fabbro stesso, insieme alle altre undici installazioni (a parte la 07 scomparsa), così da valutarne la disattivazione. Proprio durante il processo, Mendicant Bias, ormai corrotta, apparve insieme all’Installazione 07, assalendo la capitale. L’I.A. provò a prendere il controllo di tutti gli anelli per far fuoco, ma ne riuscì a controllare solo cinque di questi, dove uno venne distrutto dalle forze di difesa. Mendincant Bias riuscì comunque ad attivarli, facendo piazza pulita sia del concilio che di quasi tutti gli abitanti. Come sistema di sicurezza, i Precursori richiamarono i sette anelli non controllati dall’Intelligenza Artificiale attraverso un portale Slipspace, situazione che portò alla distruzione di ben sei anelli Halo. Messa alle strette, Mendicant Bias decise di scappare insieme all’Installazione 07 in un sistema remoto, poi scoperto quasi subito da Bornstellar, che insieme a un gruppo nutrito di soldati, riuscì non solo a riprendere il possesso dell’anello, ma anche di catturare Mendicant Bias e il Primordiale. La prima, venne rinchiusa (anche se riuscì a fuggire poco dopo), mentre l’abominio venne fatto disintegrare grazie a un sistema di stasi inverso. Di anelli minori ne rimasero 7, l’ultimo dei quali, l’installazione 07, che venne riparata e ridotta di diametro, alla pari degli altri sei anelli.

Gli anelli avevano bisogno di essere gestiti qualora qualcosa andasse male e senza Mendicant Bias, l’unica soluzione era la creazione dei “Monitor”, che potessero controllare e gestire le installazioni senza nessun tipo di comando “vivente”, oltre che nel provare a cercare una cura per i Flood. Ogni anello venne dotato di Monitor, uno dei quali fu Chakas, compagno umano di Bornstellar, che venne trasformato in dati digitali grazie all’utilizzo del Compositore, divenendo 343 Guilty Spark e monitor dell’installazione 04, nonché un “personaggio” che vedremo svariate volte nella serie videoludica.

Il ritorno dei Flood e l’attivazione degli Halo

100.000 a.c.

Venne il momento, Offensive Bias, l’I.A. dei Precursori, rivelò l’arrivo delle forze dei Flood guidate da Mendicant Bias, ciò portò a un’ultima disperata difesa dei Precursori contro il parassita. La guerra durò anni, i soldati Prometeici del Didatta originale riuscirono a far retrocedere i Flood temporaneamente, ma il loro numero era troppo limitato per riuscire a contrastare del tutto i nemici.

I Precursori rimasti si ritirarono nei pressi dell’Arca Maggiore, luogo perfetto per dirigere le ultime operazioni di difesa con Offensive Bias pronto a controllare le ultime flottiglie dei Precursori e Omega Halo. Sia l’anello che L’arca vennero però annientati, costringendo la ritirata verso l’Arca Minore. A questo punto, Offensive Bias e l’Iso-Didatta (Bornstellar), schierarono gli ultimi anelli Halo nei luoghi disegnati della Galassia, pronti a far fuoco, spazzando via qualunque essere senziente.

Per dar tempo all’Iso-Didatta di far fuoco con gli anelli, la Bibliotecaria attirò i Flood sulla Terra, esattamente vicino al Monte Kilimanjaro, accettando l’inevitabile morte dinanzi al portale per l’Arca, ormai nascosto da deserto della Savana. Fu allora che Offensive Bias sferrò un ultima offensiva alla flotte di Mendicant Bias, riuscendo ad avere la meglio grazie proprio all’attivazione degli anelli, che distrussero i Flood e permisero a Offensive Bias di estrarre il nucleo di Mendicant Bias, donandolo all’Arca Minore. Diverse spore di Flood vennero rinchiuse in luoghi segreti degli Halo, mentre l’Iso-Didatta si sacrificò per dare una nuova speranza, alla Via Lattea.

La guerra si concluse, ma la storia era appena cominciata.

La nascita dei Covenant e le ribellioni interne

La nascita dei Covenant

938 a.c.

Passarono più di 100 mila anni dall’attivazione degli anelli e le varie civiltà aliene cominciarono a ripopolarsi sui rispettivi pianeti natali, il tutto grazie all’incredibile lavoro della Bibliotecaria di preservare i codici genetici, permettendo così, la rinascita delle varie specie. Tra le popolazioni più rapide a riprendersi sul loro pianeta natale, Janjur Qom, ci furono i nostri cari vecchi San’Shyuum (per chi non se li ricordasse, sono i Profeti che vedremo in Halo 2 e Halo 3, nonché vecchi alleati degli Antici Umani).

I San’Shyuum furono sin dagli inizi piuttosto curiosi e non sorprese il fatto che il loro spirito esplorativo li spinse rapidamente al di fuori del proprio sistema solare, un percorso che li portò a ritrovare antiche reperti dei Precursori. Il ritrovamento di edifici e oggetti antichi, fece pensare agli San’Shyuum di non essere altro che veri e propri testimoni dei precursori, cominciando a trasformare ogni reperto come un vero e proprio simbolo religioso e dando vita a un credo che li avrebbe portati alla salvezza della civiltà e che definirono come “Il Grande Viaggio”.

Il pianeta Janjur Qom era pieno zeppo di reliquie e tra le più importanti non possiamo che citare l’Anodyne Spirit, la corazzata dei Precursori, che gli San’Shyuum  ritrovarono sommersa a metà nel grande mare Apotea. Anodyne Spirit veniva vista come lo strumento per raggiungere lo scopo (in parte avevano ragione, visto che era una Nave Chiave, capace di attivare importanti manufatti), ma per farlo bisognava necessariamente capire il suo funzionamento e quindi procedere con l’attivazione della stessa nave. Una scelta che non piacque a tutti e che portò, inevitabilmente, alla suddivisione di due fazioni: Gli Stoici (che credevano che fosse importante venerare le reliquie a distanza) e i Riformisti (maggiormente propensi a studiare gli artefatti, magari utilizzandoli anche).

Inutile dire che come ogni storia di Halo che si rispetti, questa divisione di pensieri portò a una guerra che durò parecchio e che vide tantissimi morti. La guerra, soprannominata “La Guerra delle Volontà”, culminò con i Riformisti che riuscirono ad attivare una corazzata dei Precursori e fuggire dal pianeta, riuscendo al contempo a scoprire tantissime nuove informazioni su quelli che definirono come “i propri dei”, i Precursori. Il credo si deve mano a mano sempre più forte e le informazioni raccolta fecero eco alla leggenda della presenza di alcuni anelli sacri.

Dopo centinaia di anni di esplorazioni e scoperte, i San’Shyuum entrarono in contatto, sul pianeta Ulgheton, con una nuova specie aliena: i Sangheili (Elite), che da tempo controllavano il pianeta e il sistema solare di quella parte di galassia. I Sangheili avevano un apporto alle reliquie dei Precursori simile a quelle degli Stoici dei San’Shyuum e basavano il loro credo sul proteggere gli artefatti grazie a una rigida formazione militare e strategica. Tra queste due civiltà scoppio una guerra, una delle più sanguinolente della storia di Halo, che durò decenni.

I San’Shyuum furono chiaramente avvantaggiati dall’utilizzo delle navi dei Precursori, più potenti e maggiormente avanzate, una situazione che portò i Sangheili a rivalutare il loro credo e sfruttare le tecnologie dei Precursori a loro vantaggio. La guerra si riequilibrò, ma dopo altri anni di battaglie e morti, il Sangheiliano Pelahsar The Strident e lo San’Shyuum, Breaking Shadow, si accordarono per una tregua tra le proprie civiltà.

La tregua si trasformò presto in un’alleanza duratura e solida, un’alleanza che portò alla firma di un patto chiamato “Atto dell’Unione” e alla creazione di una città santa enorme: Alta Opera. Le due specie cominciarono a sottomettere diverse altre civiltà e a integrarle nella loro alleanza, come i Huragok (Ingegneri), Mgalekgolo (Cacciatori), Droni (Sciame), Kig-Yar (Jackal) e i numerosi Unggoy (Grunt). A seguito dell’unione di tutte queste specie nacque l’Alleanza dell’Impero Covenant, impegnata nella ricerca degli anelli sacri, per dare così inizio al “Grande Viaggio”.

A seguito della nascita dei Covenant, gli San’Shyuum si posero come profeti, dando vita a un triumvirato e al concilio, composto da San’Shyuum e Sangheiliani di grado superiore. I restanti Sangheiliani divennero la forza di difesa dei Covenant e dei profeti, nonché incaricati del recupero dei manufatti Precursori dai vari pianeti.

La ribellione Unggoy

La ribellione dei Grunt (o Unggoy) fu una delle pagine più violente della storia civile Covenant, che portò dei cambiamenti interni piuttosto importanti in termini di rispetto e gerarchie.

Gli Unggoy erano una specie piuttosto prolifica in termini di nascite, una situazione che creò sin da subito diverse problematiche, anche nei confronti delle altre civiltà. I Kig-Yar (Jackal) furono persino costretti a trasferirsi su altri habitat per lasciare lo spazio sufficiente ai Grunt, ma questo portò inevitabilmente alla morte di molti piccoli e la distruzione di diverse uova.

Potrete immaginare quanto i Kig-Yar non fossero felici della situazione e ciò portò gli stessi a vendicarsi, avvelenando diversi carichi di infusione dei Grunt per provare a sterilizzarli. Questi carichi non erano altro che le forniture di metano degli Unggoy, che utilizzavano per poter sopravvivere nei diversi habitat. Questa scelta generò un conflitto tra Jackal e Grunt, un conflitto che non riuscì a essere placato nemmeno dal Concilio, che si limitò a multare i Kig-Yar con una cospicua somma di “denaro”.

Un gruppo di Jackal

Fu così che gli Unggoy cominciarono a rivoltarsi contro la stessa Alleanza Covenant, attaccando obbiettivi strategici e sfruttando la tattica del logoramento, possibile solo grazie al numero importante di soldati a disposizione. Il Concilio fu costretto a promuovere un Arbiter (un soldato speciale, che approfondiremo più avanti nella storia) per sedare la ribellione.

La vetrificazione era una tattica militare Covenant che consisteva nel rendere inabitati i pianeti grazie a scariche al plasma sulla crosta della superficie da parte della navi militari Covenant. Il termine proviene dall’effetto che provoca il bombardamento sulla roccia, la quale si tramuta in lava incandescente, ma dall’aspetto quasi vetroso.

Oltre a ciò, la vetrificazione può vaporizzare l’acqua e modificare tutto l’assetto geografico di un pianeta.

L’Arbiter, insieme a una flotta Covenant, decise per la maniere forti: vetrificare Balaho, il pianeta natale dei Grunt. Ciò porto gli Unggoy ad arrendersi, abbassando le armi, tornando al servizio dell’Alleanza Covenant. In realtà, la sconfitta non fu pienamente totale, poiché i Grunt riuscirono a ottenere più rispetto dalle altre specie, anche e soprattutto come guerrieri, venendo integrati e armati come vera e propria forza di fanteria accanto ai Sangheiliani.

La 39esima Età del Conflitto Covenant terminò e iniziò la 23esima Età del Dubbio.

Il Progetto Spartan e la Caduta di Reach

Il Progetto Spartan e la nascita di Master Chief

2491

Dopo l’attivazione di Halo, l’umanità era rinata, espandendosi e dando vita a una vera e propria struttura galattica, composta da colonie Esterne e Interne. Le due tipologie di colonie comprendevano diverse differenze sociali, che portarono rapidamente a disordini e ribellioni. In particolare, le Colonie Esterne erano quelle più problematiche, essendo le prime a essere terraformate e quindi composte da climi tossici e poco ospitali, perfettamente utili per le industrie.

U.N.S.C: United Nations Space Command. Si tratta di un’agenzia gestita dal Governo Unificato Terrestre. Formata nel 22esimo secolo e pensata per l’esplorazione e la difesa militare spaziale.

Questa situazione diede origine a una vera e propria guerra civile tra ribelli e UNSC, che portò numerosi morti e insurrezioni costanti. Ciò fece riconsiderare all’esercito il recupero del progetto ORION, pensato dall’O.N.I. (Office of Naval Intelligence) nel 2031 per la “creazione” di speciali soldati in grado di rappresentare “l’Armata di Orione della Via Lattea”. Un progetto che fu fallimentare, anche a causa dei costi eccessivi e di tecnologie piuttosto vetuste, per l’epoca.

I tempi, però, erano cambiati e si propose di ricominciare con dei nuovi candidati (165, per l’esattezza) provenienti da tutte le forze speciali militari della UNSC, di cui fece parte anche il Sergente Johnson, un personaggio che rivedremo più avanti nella storia di Halo. Il nome in codice del programma venne chiamato ORION SPARTAN (sempre come riferimento alla mitologia greca) e integrò una serie di nuove tecniche per il potenziamento biologico e mentale dei soldati. I risultati ottenuti furono discreti, ma ben lontani dalle aspettative, soprattutto se si pensava agli altissimi costi. Inutile dire che anche questa idea cadde, ma quantomeno non venne completamente cancellata.

2506

Nel 2506, anche a causa delle continue insurrezioni dei ribelli, l‘UNSC valutò di riprendere nuovamente il programma ORION per cercare di rafforzare l’esercito ed evitare una vera e propria guerra tra Colonie Interne ed Esterne. Nacque così il progetto SPARTAN-II, gestito dalla giovane e competente dottoressa Catherine Halsey dell’ONI, altamente ambiziosa e dagli ideali un po’ controversi.

I primi test sull'armatura MJOLNIR

La sua idea fu quello di valutare i nuovi candidati al progetto attraverso una precisa analisi genetica, valutando chi potesse avere doti mentali e fisiche superiori e una buona proposizione al valore militare. Per questi motivi venne prese una decisione che generò diverse polemiche all’interno dell’ONI: i candidati dovevano essere di giovane età, poco più che bambini, rapiti e sostituiti da ragazzini Flash Cloni per mantenere il segreto militare dell’esperimento. Essendo dei cloni, si decise di “impostare” la loro morte, in maniera tale da coprire ogni qualsiasi possibilità di scoperta sulla loro reale identità.

Affiancato al progetto SPARTAN-II, nacque anche il progetto MJOLNIR, pensato per la realizzazione di un esoscheletro militare che potesse migliorare protezione, rapidità e riflessi dei soldati.

2517

Nel 2517 ben 150 bambini di sei anni vennero prelevati da famiglie, orfanotrofi e case famiglia, tra questi anche un ragazzino “piuttosto fortunato” incontrato e voluto fortemente dalla stessa dottoressa Halsey: John. Come potete immaginare, il progetto SPARTAN-II fu veramente costoso, motivo che portò all’arruolamento di soli 75 bambini dei 150 iniziali, ognuno con un codice matricola a tre cifre che avrebbe identificato ogni singola “cavia”.

I 75 candidati vennero portati sulla capitale delle Colonie Interne, nonché vera roccaforte dell’UNSC, Reach. Qua i bambini iniziarono un duro allenamento composto da pesi, corse, lotte e soprattutto tanta tattica militare, matematica, fisica, scienza e storia. A dirigere il tutto, il Sotto Ufficiale Capo Franklin Mendez e l’I.A. Déjà per tutta la parte culturale. Il progetto fu complicato, ma mise alla luce numerosi potenziali leader, tra cui il nostro John 117. Con il passare del tempo, la dottoressa Catherine Halsey si rese conto che i ragazzini avevano necessariamente bisogno di un accrescimento forzato del loro corpo, una situazione complicata e drammatica che portò alla morte ben 30 bambini, mentre altri 12 vennero addirittura scartati a causa del rilevamento di menomazioni fisiche. Quelli che riuscirono a superare l’accrescimento si ritrovarono con cicatrici, ma anche con forza, velocità, altezza più che raddoppiati.

Ecco che cosa comprendeva l’Accrescimento (Fonte: Halopedia, Encyclopedia e Halo: La Caduta di Reach)

  • Ossificazione con carburo di ceramica
  • Iniezioni di potenziamento muscolare
  • Impianto catalitico della tiroide
  • Inversione del flusso capillare occipitale
  • Sostituzione dei dendriti neurali con superconduttore

Finalmente il progetto cominciò a dare i suoi frutti, anche se i sacrifici cominciarono a essere numerosi. A mettere alla luce le vere potenzialità della forza di questi soldati fu proprio John 117, che eliminò, a causa di diverse minacce e derisioni, dei soldati ODST (Orbital Drop Shock Troopers, le forze speciali della UNSC).

Il primo contatto con i Covenant

2525

Per diversi anni i Covenant tennero d’occhio gli umani, riuscendo addirittura a imparare la lingua inglese. Questo interessamento arrivò a causa dei pianeti controllati dagli umani stessi, tutti apparentemente pieni di “reliquie dei Precursori”. A segnalare questo, il Luminare, uno scanner che era possibile recuperare dai dreadnought e interamente incentrati sul rilevamento di manufatti del passato.  Questo portò l’Alleanza ad attaccare la Colonia Esterna di Harvest, incontrando la resistenza di un manipolo di uomini (tra cui il Sergente Johnson). Inizialmente lo scontrò fu leggero, spingendo addirittura a un possibile incontro diplomatico, che finì però in uno scontro a fuoco.

Dopo alcune forti resistenze UNSC, i Covenant riuscirono a Vetrificare il pianeta, con una scoperta però decisamente inquietante. Il Luminare, infatti, rivelò che non c’erano manufatti sul pianeta: erano gli stessi umani a essere definiti Precusori. Ciò portò i Profeti a riflettere sulla possibile eredità umana (in realtà scopriremo più avanti del perché di questo, soprattutto con Halo 4), indicandoli come un segno del destino per il raggiungimento del “Grande Viaggio”. Tuttavia, questo preoccupò molto i Profeti, impauriti che le altre specie potessero seguire gli umani e non più loro nel loro obbiettivo, ragione che portò gli stessi a dichiarare una vera e propria Guerra Santa contro l’umanità, nella speranza di annientarla.

Il Sergente Johnson e il primo contatto su Harvest

Iniziò così la Guerra Umani-Covenant, anche chiamata la Grande Guerra del Braccio di Orione.

La Caduta di Reach

Nel frattempo, il progetto SPARTAN-II continuava senza sosta, ulteriormente incentivato dalla recente guerra con i Covenant. In realtà, lo stesso incontro alieno portò al potenziamento della MJOLNIR con gli scudi energetici recuperati dagli Elite durante un abbordaggio navale, rendendo gli stessi SPARTAN-II nettamente più forti e resistenti. Gli Spartan rimasti in vita vennero ufficialmente messi in servizio e gli venne garantita un’armatura MJOLNIR Mark V, la stessa che vedremo poi in Halo: Combat Evolved.

La dottoressa Catherine Halsey si impegnò, invece, nella creazione dell’I.A. più avanzata mai realizzata dall’ONI. Per fare ciò sfruttò un suo Flash Clone e le sue matrici di pensiero (ricordi, personalità…) dando vita all’I.A. CTN-452/9, anche definita Cortana, la quale scelse personalmente di farsi affidare a John, ormai anche chiamato Master Chief per via dei suoi successi in battaglia. La scelta non fu casuale, Cortana ritenne John-117 il candidato ideale per via della sua innata “fortuna”, la stessa che avvertì Halsey durante il primo incontro. Come tutte le I.A. di quel livello, il suo status di servizio venne fissato a 7 anni, motivo che la rese più “umana” di molte altre intelligenze artificiali.

La Battaglia su Reach

Durante le prime battaglie contro i Covenant, alcuni Spartan persero la vita. Ciò fece riflettere la Halsey su come tenere alto il morale dei soldati, evitando che si diffondesse la voce della “sconfitta” degli Spartan. L’idea fu semplicemente quella di definire i deceduti come “Dispersi in Azione”.

Da qui la frase “Gli Spartan non muoiono mai, sono semplicemente dispersi in azione”.

Luglio 2552

Il 14 luglio, un gruppo di SPARTAN-III (una variante del progetto SPARTAN-II) definito come Noble Team composto da Jorge-052 (l’unico Spartan II), Emile-A239, Jun-1266, Carter-1259, lo SPARTAN-B312 e Kat-B320, entrò in contatto con una pattuglia di perlustrazione Covenant sul pianeta Reach. Una situazione gravissima e preoccupante, che portò le forze di difesa a verificare una possibile invasione. Al contempo, l’ONI riuscì a trovare un manufatto dei Precursori nelle profondità della Sword Base, il centro strategico e militare del pianeta, che convinse la Halsey che potesse essere un qualche tipo di eredità dei Covenant e forse l’unica speranza per recuperare dei dati necessari per sconfiggere l’Alleanza.

Sfortunatamente, quella che sembrava uno scontro su piccola scala, divenne, un mese dopo, la battaglia più drammatica e tremenda nella storia dell’umanità. I Covenant cominciarono a invadere il pianeta con una flotta gigantesca, sterminando i civili e spazzando via le flotte UNSC, dove anche molti Spartan persero la vita.

Agosto 2552

Mentre la Squadra Noble cominciò a perdere membri (Jorge si sacrificò per la distruzione di una corazzata, mentre Kat morì per un colpo di cecchino alla testa) Halsey e Cortana riuscirono a scaricare tutti i dati del manufatto dei Precursori e affidare la stessa I.A. nelle mani di B312, Carter ed Emile, incaricati di consegnarla nelle mani del Capitano Keys e della Pillar of Autunm, anche al costo della vita.

Reach vetrificato

Il pianeta venne perduto, i Covenant si prepararono per Vetrificarlo. Jun riuscì a far fuggire la Halsey insieme a gran parte delle navi in evacuazione, mentre gli altri membri del Noble Team raggiunsero con successo la Pillar of Autumn, la stessa nave dove Chief entrò in crio-sonno poco prima della partenza. Tutti gli SPARTAN del Noble Team (a parte Jun) perirono in battaglia, riuscendo però a salvare l’I.A., l’unica vera speranza per la possibile vittoria dell’umanità nella guerra.

Dal manufatto, infatti, Cortana riuscì a estrapolare delle coordinate, che avrebbero portato la Pillar of Autumn dinanzi a un mondo fatto ad anello.

Halo: Combat Evolved | La riscoperta di Halo e dei Flood

La scoperta di Halo

Settembre 2552

Mentre Reach veniva devastato e vetrificato, la Pillar of Autumn fuggiva dal pianeta attraverso un salto nell’iperspazio. La nuova intelligenza artificiale, Cortana, diede delle coordinate apparentemente casuali, che fecero apparire la nave dinanzi a un oggetto circolare di enormi dimensioni. Il Capitano Keys, piuttosto turbato, non si preoccupò più di tanto, interessandosi maggiormente ai Covenant che li stavano seguendo e che presto li avrebbero raggiunti. Disperato e con ormai “le spalle al muro”, il Capitano decise di risvegliare chiunque dal crio-sonno, compreso Master Chief, ove quest’ultimo venne incaricato di proteggere Cortana e trarla in salvo. La nave, intanto, era ormai condannata, Keys si schiantò con la Pillar of Autumn sulla superficie dell’oggetto circolare non identificato, venendo successivamente rapito e imprigionato dai Covenant, mentre la maggior parte dell’equipaggio fuggì dalla nave attraverso le scialuppe di salvataggio.

Master Chief e Cortana si ritrovarono al cospetto di qualcosa di piuttosto curioso, un mondo artificiale, ma allo stesso tempo così ben fatto da sembrare totalmente naturale: foreste, tundre innevate e vasti deserti, ognuno con un clima ben stabilito e perfettamente adatto alla vita. Mentre John 117 esplorava l’anello in cerca di sopravvissuti, apprese del rapimento del Capitano Keys da parte dei Covenant: una situazione preoccupante, che spinse lo Spartan a radunare un plotone di uomini per salvarlo, tra cui il sergente Johnson.

Combat Evolved

Jacob Keys venne rinchiuso in uno degli incrociatori più grandi della flotta Covenant, il Truth and Reconciliationstazionata sulla superficie dell’anello a causa di alcune riparazione d’emergenza dopo l’assalto contro la Pillar of Autumn, divenuto anche un vero e proprio avamposto per le forze aliene sull’anello. Master Chief, insieme a un gruppo di Marines, riuscì a infiltrarsi e a liberare con successo il capitano e un altro manipolo di uomini, scoprendo la verità sullo strano pianeta ad anello. Jacob Jeys apprese che l’anello veniva chiamato dai Covenant, Halo. Una sorta di super arma dal potere inimmaginabile e sconosciuto, motivo che spinse lo stesso Keys a radunare le forze armate di resistenza rimaste per scoprire più dettagli sul mondo ad aureola. La battaglia per l’Installazione 04, stava per cominciare.

La battaglia dell’Installazione 04 e il ritrovo dei Flood

Il gruppo militare della UNSC si divise in due gruppi, il primo, con Keys e il Sergente Johnson, si diresse verso un’apparente armeria dei Precursori nelle paludi, mentre la seconda squadra composta da Master Chief, puntò alla ricerca della Sala Cartografica, una base che avrebbe svelato la posizione della Sala Controllo di Halo. Dopo una forsennata battaglia tra le foreste e le tundre innevate dell’anello, dove molti Marines persero la vita, Master Chief riuscì a raggiungere dapprima la Sala Cartografica e successivamente la Sala Controllo. Cortana riuscì a entrare nei sistemi di controllo, rendendosi immediatamente conto di un’atroce verità: l’anello non era quello che si pensava che fosse.

Cortana non spiegò nulla a Chief, che visibilmente confuso si vide costretto a correre per raggiungere il capitano Keys. Quest’ultimo non trovò un’armeria, piuttosto un laboratorio di contenimento… dei Flood. Per la prima volta, l’umanità moderna e i Covenant entrarono in contatto con il parassita, liberandolo per tutto l’anello. John 117 non riuscì a trovare Keys, né il Sergente Johnson, ma fuggendo dalla palude incontrò 343 Guilty Spark, nonché il Guardiano dell’Installazione 04, o meglio l’Halo dove erano situati.

I Flood

343 Guilty Spark spiegò che la diffusione dei Flood non era contemplata, costringendo Chief a recuperare l’Indice, una chiave necessaria per attivare l’anello e distruggere il parassita. Inizialmente lo Spartan collaborò, fidandosi del Guardiano, ma una volta ritornati alla Sala Controllo e ricongiungendosi con Cortana, scoprì il vero scopo di Halo: eliminare ogni forma di vita dalla galassia per far morire di fame i Flood. Chief si sentì tradito, entrando in conflitto con 343 Guilty Spark e le sue sentinelle.

Cortana, così, ebbe un’idea: distruggere l’anello grazie alla potenza dei motori della Pillar of Autumn, la nave UNSC schiantata nei deserti dell’anello.

L’annientamento di Halo

Per usare i motori della nave erano necessari i codici d’attivazione, codici neurali che solo una persona poteva conoscere: il Capitano Keys. Cortana riuscì a individuarlo, i Flood lo avevano imbozzolato all’interno di una nostra vecchia conoscenza, il Truth and ReconciliationIl piano del parassita era quello di trasformarlo in una mente suprema, cercando al contempo di scoprire la posizione strategica di tutte le forze militare della UNSC. Chief non poté salvarlo, recuperò i codici d’attivazione e fuggì dall’incrociatore, ormai condannato.

Arrivata alla ormai deteriorata Pillar of Autumn, Chief scoprì che il Guardiano lo aveva seguito. Fu impossibile attivare i motori dal ponte, situazione che spinse John 117 all’attivazione manuale nella sala macchina. Il piano riuscì, i motori si sovraccaricarono e Chief riuscì a fuggire in tempo a bordo di un caccia Longsword. Una parte dell’anello si spezzò e distrusse l’altra estremità: Covenant, Flood e Umani rimasti morirono, mentre 343 Guilty Spark si salvò, scomparendo nel buio dello spazio.

Una nuova storia stava per cominciare.

Halo 2 | L’attacco alla Terra e il Grande Scisma

L’attacco alla Terra e l’Arbiter

Ottobre 2552

Un mese dopo gli eventi di Halo: Combat Evolved, Master Chief riuscì a raggiungere Il Cairo, una delle tre stazioni spaziali di difesa orbitale situate intorno alla Terra. Sulla stazione il nostro protagonista ottenne la nuova Armatura MJONIR MARK VI, oltre a ritrovare con enorme sorpresa un vecchio amico: il Sergente Johnson, che riuscì a fuggire dall’anello in maniera piuttosto insperata insieme a un piccolo gruppo di Marines a bordo di un Pelican, poco prima dell’esplosione.

L'attacco alla Terra

Nello stesso esatto momento, su Alta Opera (il grande planetoide mobile, nonché capitale dei Covenant), il Comandante Supremo Sangheliano della flotta Particular Justice sull’Installazione 04, Thel ‘Vadamee, venne costretto a spiegare la distruzione dell’anello dinanzi al Consiglio e ai tre Profeti gerarchi: Verità, Rimorso e Pietà. Le scuse della scoperta del parassita e di Master Chief, definito dai Covenant stesso come “Demon“, non riuscirono a convincere il consiglio Covenant, portando Thel ‘Vadamee a spogliarsi del suo status militare, venendo marchiato a fuoco con l’emblema dell’Eretico.

I Covenant ritenevano sacri gli anelli Halo, anche a causa del volere dei Profeti e delle loro ideologie. Le forze militari, Sangheliani e affini, non erano completamente d’accordo con le decisioni dei geararchi, ma la loro saggezza e potere erano al di sopra di ogni dubbio.

Visti gli avvenimenti di Halo, Chief e Johnson vennero premiati con la medaglia al valore dall’ammiraglio Lord Terrence Hood. A ricevere una medaglia al valore fu anche Miranda Keys, la figlia del Capitano Keys e comandante della Amber Clad, per il coraggio del padre deceduto in battaglia durante la battaglia dell’anello. Proprio durante la premiazione, una flottiglia Covenant capitanata dal Profeta Rimorso, comparve nello spazio terrestre attaccando e distruggendo le due basi orbitali Atene e Sparta. Un attacco estremamente veloce e inatteso, tanto da far rimanere le forze militari UNSC piuttosto stranite e impreparate: la flotta Covenant, infatti, era infinitamente inferiore a quella che distrusse Reach: perché attaccare la Terra con un esercito così “ridotto”?

Master Chief riuscì a salvare “Il Cairo” e a distruggere un incrociatore Covenant con la stessa bomba che i nemici riuscirono a posizionare sulla stazione. Lo scontro si spostò improvvisamente sulla superficie del pianeta, più precisamente a Mombasa (Africa), dove il nostro protagonista riuscì ad annientare nientemeno che uno Scarab, uno dei veicoli terrestri più potenti dei Covenant. La distruzione dello Scarab portò anche alla sconfitta totale o quasi delle forze nemiche sulla Terra, rimaste in piccolissimo numero nella città di Mombasa. Rimorso si vide costretto a fuggire con un salto nell’iperspazio, ma Miranda Keys, insieme al Sergente Johnson e Master Chief, prese la coraggiosa decisione di inseguire alla cieca il Profeta con la Amber Clad.

Intanto Thel ‘Vadamee venne liberato a sorpresa dalla prigione di Alta Opera e portato, dal Comandante Supremo dei Jiralhanae (Brute), Tartarus, dai Profeti Pietà e Verità. I due gerarchi decisero di offrire a Thel ‘Vadamee la possibilità di divenire l’Arbiter, uno status importantissimo, nonché l’onorificenza religiosa più importante dopo quella da “geararca”. Gli Arbiter erano soldati che rispondevano solo ai Profeti e venivano nominati solo in situazioni di forte bisogno e crisi (ricordate la ribellione dei Grunt?). Il loro destino era quello di morire in battaglia, per questo Verità e Pietà decisero di affidargli il ruolo, in maniera tale da rispondere dei suoi crimini eretici servendo i Covenant fino alla morte. Thel ‘Vadamee accettò, divenendo il nuovo Arbiter e ritrovandosi sin da subito in una missione rischiosa: eliminare degli Eretici sull’Halo distrutto dal “Demon” e recuperare l’Oracolo, o come lo conosciamo meglio, 343 Guilty Spark, sopravvissuto alla distruzione dell’anello. Per i Profeti, 343 Guilty Spark era un Oracolo o più precisamente una guida per guida i Covenant al compimento del “Grande Viaggio”. Per l’alleanza Covenant, infatti, Halo non era una vera e propria arma, ma un simbolo religioso che avrebbe portato tutti alla salvezza.

Thel 'Vadamee

Intanto, la Aber Clad raggiunse Rimorso, ritrovandosi al cospetto di un altro Halo: l’Installazione 05. L’anello era controllato interamente dalle forze Covenant, ma per fortuna la Amber Clad, era una nave piccola, cosa che permise a Master Chief e ad alcuni ODST (Orbial Drop Shock Trooper) di sbarcare sull’anello e apprendere del reale piano di Rimorso: attivare l’anello Halo. Il Profeta, infatti, trovò nelle rovine dell’Installazione 05, riferimenti e coordinate che portavano alla Terra, motivo che spiegava perché Rimorso arrivò sul pianeta umano con una flotta così misera: semplicemente non si aspettava nessun tipo di difesa e non poteva immaginare di trovarsi davanti al pianeta natale degli umani. L’obbiettivo di Rimorso, spinse Chief a eliminare il Profeta e fuggire di gran corsa da un attacco orbitale della flotta Covenant, arrivata in prossimità dell’anello per cercare di salvare (invano) Rimorso. John 117 si salvò in extremis, anche grazie all’aiuto di una creatura misteriosa e tentacolare.

Tornato su Alta Opera con 343 Guilty Spark, l’Arbiter apprese della decisione dei Profeti: vista l’inabilità degli Elite di proteggere Rimorso, i Brute furono destinati a diventare i nuovi guardiani dei Covenant. Una decisione che non venne apprezzata né dall’Arbiter (essendo lui stesso un Elite) né tantomeno dal Comandante Elite, Rtas ‘Vadum. L’Arbiter, intanto, ottenne un nuovo compito: recuperare la Chiave (l’Indice) dalla Biblioteca dell’Installazione 05. Thel ‘Vadamee si ritrovò a fronteggiare orde di Flood, mentre dalla parte opposta del fronte, Miranda Keys e il Sergente Johnson comandarono un plotone per raggiungere l’Indice prima dei Covenant.

L’Arbiter raggiunse il suo scopo e dopo uno scontro violento con Miranda e Johnson, riuscì a recuperare la Chiave. Tartarus, giunto sul posto poco dopo, rapì i due Umani (ancora in vita) e rivelò la verità a Thel ‘Vadamee: l’Arbiter aveva raggiunto il suo scopo e non era quindi più necessario per il raggiungimento del “Grande Viaggio”. Il Comandante dei Brute spinse l’Arbiter al di sotto della Biblioteca e fuggì, credendo di aver raggiunto il suo obbiettivo. Ma il fato volle che Thel ‘Vadamee sopravvisse, aiutato anch’esso, da una mostruosa creatura.

Il Grande Scisma

L’Arbiter si risvegliò, era salvo. A fianco a lui, Master Chief e dinanzi a loro una creatura mostruosa: la Mente Suprema Flood. Quest’ultima spiegò che non c’era altro modo che collaborare per riuscire a cavarsela, non per altro la Mente Suprema aveva dei chiari interessi per evitare l’attivazione di Halo. Dapprima l’Arbiter rimase confuso, ma il Guardiano dell’Installazione 05, 2401 Penitent Tangent (rapito dalla Mente Suprema stessa), spiegò il reale scopo degli anelli Halo, aprendo la mente a Thel ‘Vadamee.

La Mente Suprema teletrasportò Master Chief su Alta Opera, così per provare a recuperare l’Indice ed eliminare i Profeti Pietà e Verità, mentre l’Arbiter si ritrovò poco distante alla Sala Controllo dell’Installazione 05. L’obbiettivo era semplice: evitare l’attivazione dell’anello.

Chief finì dentro una vera e propria guerra civile in corso, le flotte degli Elite e dei Brute cominciano a darsi battaglia nello spazio sopra Alta Opera, mentre la stessa capitale divenne un vero e proprio campo di battaglia. Le restanti civiltà aliene, invece, si divisero in fazioni, seguendo il loro credo: alcuni con gli Elite, altri con i Brute: iniziò, così, il Grande Scisma dei Covenant.

Intanto, Pietà e Verità erano pronti per salire sull’Anodyne Spirit, la corazzata dei Precursori che i San’Shyuum (Profeti) trovarono moltissimi anni prima e che forniva energia a tutta Alta Opera, oltre a essere un vero e proprio simbolo religioso. Poco prima di salire a bordo, l’Amber Clad, ormai controllata dai Flood, si schiantò su Alta Opera, invadendo tutta la capitale di parassiti. Verità riuscì a fuggire, ma Pietà venne assalito da una spora Flood. Poco prima di morire, il Profeta Pietà decise di rivelare a Master Chief la destinazione dell’Anodyne Spirit: la Terra. Chief non aveva altra scelta, doveva salire a bordo della corazzata dei Precursori e capire le vere intenzione di Verità.

Halo

Per raggiungere l’Anodyne Spirit, John si vide costretto a lasciare su Alta Opera la sua intelligenza artificiale, Cortana. Un sacrificio necessario, che garantì a Chief di intrufolarsi sulla nave di Verità, con la promessa di ritornare a riprendere Cortana, una volta finito tutto.

I Covenant non erano in grado di attivare installazioni dei Precursori, gli unici erano gli Umani. Prima della loro scomparsa, i Precursori si resero conto che gli Umani erano l’unica civiltà a meritare il Manto della Responsabilità, motivo che li spinse a realizzare strutture e comandi, compatibili solo con il DNA umano (e dei Precursori, ovviamente).

Nel frattempo l’Arbiter decise di allearsi con gli Umani della Aber Clad (capitanati da Johnson, che nel frattempo era riuscito a liberarsi) per salvare Miranda e recuperare l’Indice da Tartarus. Il Comandante Brute venne informato da 343 Guilty Spark del reale ruolo degli Halo, ma non credette a ogni singola parola, spingendo Miranda ad attivare l’Installazione 05. Dopo uno scontro piuttosto complicato, L’Arbiter e Johnson riuscirono a eliminare Tartarus e a disattivare l’Anello prima che si attivasse del tutto. 343 Guilty Spark decise di spiegare che tutti gli anelli potevano essere attivati e gestiti in contemporanea dall’installazione 0, anche chiamata Arca Minore, di cui il portale per accedervi non era altro che sulla Terra. Ecco perché Rimorso finì per ritrovarsi sulla Terra concentrandosi sull’Africa, stava cercando l’Arca e Verità questo lo sapeva.

La guerra stava per entrare nel vivo: L’Arbiter decise di radunarsi con la flottiglia Elite e la Amber Clad, partendo in direzione Terra, mentre Chief finì a bordo della Anodyne Spirit, pronto a mettere fine alla battaglia.

Halo 3 | La battaglia finale

La Battaglia della Terra

Novembre 2552

Chief, ancora a bordo della Anodyne Spirit, decise di sganciarsi e lanciarsi fuori dalla nave poco prima dell’atterraggio sulla Terra. Dopo diverso tempo in stato di svenimento a causa dell’impatto, Johnson (che nel frattempo era ritornato sulla Terra con la nuova nave, la fregata di classe Charon leggera Forward Unto Dawn), riuscì a recuperarlo nelle giungle dell’Africa. Qui Master Chief scoprì l’alleanza con gli Elite e il gruppo di separatisti, reincontrando l’Arbiter, divenuto un alleato prezioso.

La flotta rimasta dei Covenant combatté a lungo l’UNSC nello spazio aereo poco sopra la Terra, ma un gruppo di incrociatori si separò per iniziare a scavare nei deserti dell’Africa. L’Arbiter e Chief scoprirono che i Profeti avevano trovato una reliquia dei Precursori sconosciuta, una situazione che allarmò le forze militari, costringendo a un attacco disperato contro l’Anodyne Spirit con tutte le navi umane rimanenti. L’attacco non andò a buon fine, Anodyne Spirit, essendo una Nave Chiave, attivò l’enorme reliquia, generando un portale extradimensionale dalla destinazione sconosciuta, che abbatté tutte le navi UNSC in zona.

Master Chief e l'Arbiter

Nel frattempo un incrociatore Covenant dirottato dai Flood apparve sulla Terra, costringendo l’Arbiter e Master Chief a contenere l’infezione. Dalla nave, tuttavia, continuò a ripetersi una richiesta di soccorso, rivelatosi poi un radiofaro con un messaggio danneggiato proveniente da Cortana stessa, rimasta su Alta Opera. Nel frattempo la flotta degli Elite separatisti giunse sulla Terra, vetrificando l’intera regione africana per contenere la minaccia dei Flood e facendo reincontrare due vecchi “amici”, 343 Guilty Spark e Master Chief.

343 Guilty Spark riuscì a riparare il messaggio di Cortana, che spiegava che Alta Opera stava per giungere sulla terra e l’unico modo per fermarla era di attraversare il portale e raggiungere l’Arca, un luogo dove era possibile eliminare i Flood, senza necessariamente attivare tutti gli Halo. A seguito della verità, Miranda prese la decisione di inseguire il Profeta della Verità attraverso il portale con la Forward Unto Dawn a e mettere fine al suo piano, cercando di trovare, al contempo, una soluzione di contenimento del Parassita. Insieme al piccolo gruppo umano, si unì tutta la flotta di  Rtas ‘Vadum e dell’Arbiter, decisi più che mai a mettere fine ai Covenant. L’ammiraglio Hood, invece, preoccupato delle condizioni di Cortana e della sua “affidabilità” decise per rimanere sulla Terra insieme alla flotta principale UNSC rimasta, non fidandosi nemmeno dell’alleanza con gli Elite.

L’Arca e la fine della Guerra

Arrivati nello spazio sopra l’Arca, la flotta di Rtas ‘Vadum affrontò a viso aperto le numerosi navi dei Brute, che in quel momento erano il doppio delle forze navali degli Elite. Una battaglia impari, che tuttavia vinsero gli incrociatori di Rtas ‘Vadum grazie soprattutto al maggior senso tattico degli Elite. Durante lo scontro, Chief e l’Arbiter atterrarono sull’Arca insieme a un piccolo manipolo di uomini, riuscendo a raggiungere la sala cartografica e trovare, così, il centro di controllo degli anelli.

Lo stesso era ormai controllato dal Profeta della Verità insieme all’esercito rimanente dei Covenant, che riuscirono a isolare la sala controllo grazie all’utilizzo di tre barriere cinetiche, che Elite e Umani riuscirono a disattivare dopo un’estenuante offensiva. Nonostante il successo, i Brute catturarono il Sergente Johnson, una situazione problematica visto che poteva essere una chiave d’attivazione importante per l’Arca. Nel frattempo la Mente Suprema riuscì a giungere sull’Arca con un salto nell’iperspazio, portando con se l’intera Alta Opera e di conseguenza, i Flood. Umani ed Elite, con una corsa contro il tempo, sfoderarono l’attacco finale alla sala controllo, eliminando i Covenant rimasti.

Vista la mancanza di tempo, Miranda decise di penetrare nella sala con un Pelican (nave da sbarco UNSC), per provare a rallentare il Profeta nell’attivazione degli anelli. Una volta giunta, il Sergente Johnson le suggerì di ucciderlo e poi suicidarsi, per impedire a Verità di sfruttare il tratto genetico degli Umani e attivare così gli Halo. Sfortunatamente non fece in tempo, Miranda venne uccisa dal Profeta e il Sergente Johnson, ormai rassegnato, attivò gli anelli sospinto dai Brute.

Chief e l’Arbiter dovettero farsi strada contro le ultime forze militari Covenant e per farlo vennero aiutati dalla Mente Suprema stessa e i Flood. Chief riuscì a interrompere l’attivazione, mentre l’Arbiter giustizio il Profeta della Verità mettendo fine, per sempre, all’Alleanza Covenant. Mentre il Sergente Johnson cercò di attivare il Pelican per la fuga, la Mente Suprema mise in atto il suo doppiogioco, cercando di eliminare i due eroi. Johnson riuscì a fuggire, mentre Chief e l’Arbiter si ritrovarono a correre per evitare di venire eliminati dai Flood. Durante la fuga finirono in una grande sala, dove scoprirono il reale scopo dell’Arca: creare gli anelli. L’Installazione 00 stava infatti dando origine a un altro anello (ancora non pronto) che avrebbe sostituito l’Installazione 04 distrutta da Chief durante gli avvenimenti di Halo: Combat Evolved. Fu allora che Master Chief ebbe un’idea: essendo l’Arca situata in un luogo ignoto e ben lontana dalla Terra, si sarebbe potuto attivare l’Halo riforgiato, così da eliminare i Flood di Alta Opera e salvare, così, la Terra e la Via Lattea. Per farlo, però, aveva bisogno dell’Indice d’attivazione, lo stesso che Cortana aveva ancora con se durante la scoperta del primo Halo.

Master Chief e Cortana. Dietro è possibile scorgere l'Arca

John 117 corse su Alta Opera e dopo essersi districato tra centinaia di Flood, riuscì a salvare Cortana e con lei l’Indice. Elite e Umani salirono a bordo delle navi rimaste e fuggirono dall’Arca,  mentre Chief e l’Arbiter corsero alla sala controllo dell’Halo per attivarlo. Nel frattempo Johnson spostò la Forward Unto Dawn in un luogo utile per fuggire dopo l’attivazione e raggiunse i due. Una volta all’interno del centro di controllo, 343 Guilty Spark spiegò che un’attivazione prematura dell’anello, prima che la costruzione possa essere conclusa, ne avrebbe comportato la distruzione, una decisione che Spark non avrebbe certamente accettato, visto i fatti passati. Il Guardiano, inferocito, uccise Johnson e rivelò a Chief la verità sulla sua specie: gli umani non erano altro che gli eredi dei Precursori, per questo potevano attivare tutte le loro installazioni (in realtà in Halo 4 il tutto diventerà più chiaro).

Dopo uno scontro, lo Spartan distrusse 343 Guilty Spark e insieme all’Arbiter, fuggì sulla Forward Unto Dawn prima che l’anello finisse distrutto. L’attivazione funzionò, i Flood vennero eliminati e le restanti specie riuscirono a salvarsi. Sfortunatamente, l’esplosione dell’anello causò una suddivisione del portale, che divise la Forward Unto Dawn in due pezzi: il primo pezzo riuscì a tornare sulla Terra (quello con l’Arbiter), il secondo, con a bordo Chief e Cortana, finì per vagare nello spazio profondo. Master Chief, intanto, decise di congelarsi, nella speranza di essere trovato, presto o tardi.

La guerra tra Umanità e Covenant si era ufficialmente conclusa.

Halo 4 | La scoperta di Requiem

La scoperta di Requiem e il risveglio del Didatta

2557

Erano passati quattro anni dalla fine della guerra tra Umanità e Covenant. Ciò che era rimasto della Forward Unto Dawn continuava a vagare nello spazio profondo. Improvvisamente, un improvviso abbordaggio risvegliò Cortana, ormai visibilmente invecchiata e arrivata ai limiti del suo ciclo vitale. L’I.A., si rese conto che un gruppo di separatisti dei Covenant, capitanati da un certo Elite chiamato Jul ‘Mdama, era intento a far esplodere la nave per qualche strano motivo. Chief venne risvegliato dal crio-sonno, nuovamente costretto a imbracciare le armi. Rapidamente scoprì che la nave stava fluttuando verso uno strano pianeta, che con l’avvicinarsi della Forward Unto Dawn, cominciò ad aprirsi. Era un pianeta scudo dei Precursori.

Il portale del pianeta cominciò ad attirare i diversi incrociatori Covenant all’interno del pianeta e anche lo stesso Master Chief ne subì le conseguenze. Rapidamente Cortana si rese conto che uno strano segnale UNSC stava per avvicinarsi al pianeta. Master Chief e l’I.A. furono costretti a trovare un ripetitore o qualcosa di simile, per contattare la nave e avvisarli del pericolo che circondava il pianeta.

Requiem, mentre la Forward Unto Dawn viene attratta dal campo gravitazionale

Con il passare delle ore, si scoprì che il pianeta non era altro che un “mondo scudo” costruito dai Precursori durante la realizzazione degli Halo. Il ripetitore che venne trovato non era effettivamente un ripetitore, ma un Cryptum, lo stesso dove venne imprigionato il Didatta. Lo stesso venne risvegliato, inavvertitamente dai due compagni, ritrovandosi da subito in uno scontro impari che portò alla sconfitta di Chief e al risveglio dei Prometeici, gli Antichi-Umani convertiti digitalmente durante la guerra contro i Flood. Il Didatta, infatti, nutriva ancora un forte odio nei confronti dell’umanità e il verificare che gli Umani stavano raggiungendo uno sviluppo tecnologico simile ai tempi che furono, lo fece preoccupare.

Nel frattempo, la nave umana rilevata non era altro che la UNSC Infinity, l’ammiraglia più potente mai realizzata dall’umanità, nonché vero e proprio simbolo come ultimo sforzo nella guerra contro i Covenant ribelli. Dopo una rocambolesca fuga dal Didatta, Chief incontrò le forze armate umane stazionate sul pianeta, venendo a conoscenza della Spartan-IV, Sarah Palmer, l’ammiraglio Andrew Del Rio e del suo sottoposto, Thomas Lasky.

Andrew Del Rio non fu molto d’accordo con il piano di Master Chief sul fermare il Didatta, preferendo trovare un modo per fuggire dal pianeta, tornando sulla Terra. Cortana, nel frattempo, cominciò a mostrare segni di squilibrio mentale. A seguito di ciò, per la prima volta nella sua vita, John decise di non seguire un ordine diretto, scegliendo di fermare il Didatta da solo, aiutato unicamente da Cortana e dal sostengo morale di Thomas Lasky.

Il sacrificio di Cortana

Nelle ore successive, Chief riuscì a incontrare la Bibliotecaria o comunque un eco di essa. La stessa, con un po’ di incertezza, cominciò a raccontare la verità sugli Antichi Umani e della guerra con i Precursori, spiegando che John e gli Spartan non erano altro che la massima evoluzione della specie umana (veri eredi del Manto della Responsabilità) e che il Didatta voleva fermarli con l’utilizzo del Compositore, il terribile meccanismo che lo stesso utilizzò per trasformare gli Antichi Umani in Prometeici durante la guerra con i Flood. Per questo motivo la Bibliotecaria accelerò l’evoluzione genetica di John, rendendolo immune al Compositore.

Master Chief in Halo 4

Dopo una serie di peripezie, John riuscì a inseguire e a raggiungere con successo il Didatta, ormai giunto sulla Terra. Nessuna delle navi, compresa l’Infinity, riuscì a evitare l’utilizzo del Compositore, molti umani perirono proprio durante lo scontro. Chief penetrò nella nave del Didatta con una testata nucleare, ma il temibile guerriero dei Precursori era troppo forte persino per il leggendario Spartan. Questo portò Cortana a sacrificarsi, proteggendo John durante lo scoppio della bomba, sconfiggendo così, il Didatta e distruggendo il Compositore.

Lo Spartan e Cortana si salutarono per l’ultima volta. Master Chief venne accolto come un eroe mentre Andrew Del Rio lasciò il comando a Thomas Lasky della UNSC Infinity. Nei sei mesi successivi, l’UNSC cercò in ogni modo di scacciare la resistenza Covenant ribelle sul pianeta, nell’intento la dottoressa Halsey venne rapita dalle forze di Jul ‘Mdama e il pianeta Requiem finì distrutto.

Un nuovo viaggio stava per cominciare.

Halo 5: Guardians | La fuga di Chief

Il messaggio di Cortana

2558

Nei mesi successivi, i Prometeici rimasti cominciarono ad attaccare diverse colonie, scontrandosi contro Umani e Covenant di  Jul ‘Mdama. Il Team di Spartan IV Osiris, capitanato da Jameson Lock e composto da Olympia Vale, Holly Tanaka e Edward Buck (un ex ODST presente in Halo 3 ODST), furono incaricati di salvare la dottoressa Halsey ed eliminare Jul ‘Mdama.

Una missione che riuscì facilmente, ma che generò sospetti nei confronti della Halsey, che nel corso degli ultimi anni continuò con il suo carattere piuttosto sfrontato e ai limiti dell’onestà. Un fattore che la portò a perdere persino un braccio.

Blue Team, il Team Osiris e il Protettore

Nello stesso momento, il Blue Team di Spartan II, capitanato da Master Chief e composto da Fred-104, Linda-058 e Kelly-087, venne incaricato di liberare una vecchia stazione ONI dalle forze Covenant ribelli. Proprio nella stessa stazione, Chief ricevette un messaggio da una vecchia subroutine di Cortana, che lo mise in allerta sull’inizio della Reclamazione e sul Pianeta Meridian. Confuso e poco lucido, Chief decise, ancora una volta, di non seguire gli ordini diretti e viaggiare per Meridian alla ricerca di Cortana. L’UNSC, impegnata a capire perché molte colonie non rispondevano più ai messaggi, fu costretta a chiedere al Team Osiris di recuperare Chief, ormai considerato un disertore.

Jameson Locke viaggiò su Meridian, incontrando una forte resistenza prometeica. Il pianeta era gestito da un’intelligenza artificiale (Ambasciatore Sloan), dapprima amica, ma che si dimostrò successivamente ostile nei confronti del Team Osiris e, in generale, dell’UNSC. A sorpresa, l’intero pianeta venne devastato da un enorme e incredibile mezzo dei Precursori simile a un angelo, chiamato Protettore.

I Protettori e il Pianeta Genesis

Locke e la sua squadra riuscirono a raggiungere Chief e il Blue Team, ma persero lo scontro. Decisamente troppo impari contro degli Spartan II attrezzati e potenziati. Chief riuscì ad accedere a un portale che portò su Genesis, un pianeta dei Precursori piuttosto isolato. L’Osiris Team, invece, fu costretto a fuggire sull’Infinity e capire come raggiungere Chief su quel pianeta, oltre che verificare chi fossero questi Protettori.

L’idea di Thomas Lasky lo portò a contattare l’Abiter, il nostro caro vecchio amico Thel ‘Vadamee. L’Elite stava disperatamente combattendo sul suo pianeta natale, Sanghelios, per liberarlo dall’ultima resistenza dei Covenant di Jul ‘Mdama.

Il Cryptum del Didatta

L’UNSC rivelò che su Sanghelios era presente un Protettore ancora inattivo, ma situato nella roccaforte di Sunaion, ancora controllata dagli ultimi ribelli Covenant. UNSC promise all’Arbiter di aiutarlo nella liberazione del pianeta, in cambio del Protettore.

Su Genesis, Master Chief e il Team Blue incontrarono Cortana, salvatasi grazie al Dominio dei Precursori. Il Dominio era l’archivio dei Precursori che comprendeva la storia di tutto l’universo conosciuto. Questo preoccupò molto, sia Chief che l’UNSC: il fatto che Cortana conoscesse qualunque cosa poteva essere un grosso pericolo per la galassia. Sin dal primo incontro, John 117 mostrò diversi dubbi nei confronti di Cortana, che continuava a manifestare pensieri dubbiosi e ideologie strane. Nel videogioco non viene spiegato, ma per diverso tempo si pensò che Cortana avesse contratto la Logic Plague durante gli eventi di Halo 3 (cosa poi smentita).

I Protettori erano enormi costrutti dei Precursori. Questi ultimi li utilizzavano per risolvere eventuali problemi sui pianeti dell’Ecumene. Questi potevano effettuare viaggi nell’Iperspazio ed erano enormi.

Intanto, su Sanghelios, Locke e il Team Osiris riuscirono a spazzare via le ultime forze Covenant e liberare Sunaion. Tuttavia, il Protettore si attivò, pronto a effettuare un salto nell’iperspazio e raggiungere Genesis. La Squadra Osiris riuscì ad accodarsi al Protettore e raggiungere Genesis.

Entrambe le squadre si ritrovarono sullo stesso pianeta, Locke disperatamente a caccia di Chief e quest’ultimo in cerca di Cortana, che stava comunicando unicamente con i processi neurali di Chief, gli stessi con cui lei gli parlava in passato.

Il Team Osiris venne aiutato dal monitor del Pianeta Genesis, 031 Exuberant Witness (un monitor come 343 Guilty Spark, impegnato nel mantenimento del pianeta), per cercare in tutti i modi di raggiungere Chief prima che quest’ultima possa vedere Cortana. Un piano che non funzionò, l’I.A. prima teletrasportò Chief e il Team Blue più vicino a lei in maniera tale da incontrarli prima e successivamente scaraventò il suo guerriero prometeico più potente, il Guardiano Eterno, contro Locke e il suo team.

Finalmente Master Chief riuscì a incontrare Cortana di persona. Ma la vide profondamente cambiata e mentalmente instabile. Cortana trovò nel Dominio dei Precursori delle informazioni piuttosto interessanti, tra le tante l’eredità del Manto della Responsabilità in mano agli Artificiali e soprattutto la scoperta del primo Halo (in Halo Combat Evolved), una scoperta da sempre pensata come “casuale”, rivelatasi invece come un Grande piano della Bibliotecaria, sin dal principio. Secondo l’ex “partner” di John, l’unico modo per garantire la pace nella galassia era quello di una pace armata grazie all’utilizzo delle I.A. e dei Protettori.

Cortana in Halo 5

Un piano che a Chief non piacque per nulla, definendo Cortana, in maniera velata, completamente pazza. Per questo motivo l’I.A. decise di rinchiudere Chief e il Team Blue in un Cryptum (come quello del Didatta), promettendogli di risvegliarli dopo 10.000 anni per verificare il successo del piano.

Cortana ereditò il Manto della Responsabile e con i Protettori e le I.A. di tutto l’universo conosciuto, cominciò a minacciare tutte le forme di vita della galassia. L’Infinity riuscì a fuggire per puro miracolo, continuando a effettuare salti casuali nell’iperspazio.

Locke e il Team Osiris riuscirono a liberare Chief e il Team Blue dal Cryptum, anche grazie all’aiuto di 031 Exuberant Witness. Le due squadre, riunite, decisero di radunarsi su Sanghelios, reincontrando l’Arbiter, Palmer e la Dottoressa Halsey.

Intanto, qualcosa di strano stava per accadere sull’Installazione 07, Zeta Halo. Non un anello qualsiasi, ma questo lo capirete meglio su Halo Infinite (e in parte avete già letto durante la guerra Precursori-Flood).

Atriox e gli Esiliati

La Spirit of Fire

2531

Durante i primi anni della guerra  tra Covenant Umanità, furono diverse le sconfitte di questi ultimi. Uno dei primi pianeti a cadere fu Harvest, una Colona Esterna del Sistema Epsilon Indi, L’UNSC ebbe il primo contatto con i Covenant proprio su Harvest, perdendo e rimanendo schiacciati dalla furia di un nemico che non si conosceva.

Diversi anni dopo, esattamente nel 2531, la nave coloniale classe Phoenix, Spirit of Fire capitanata da James Gregory Cutter (rinconvertita nel 2520 come nave da guerra), si preparò a un ‘offensiva per la riconquista del pianeta, una riconquista che passò in secondo piano una volta scoperto la presenza di un’Arbiter sul pianeta. Gli stessi cercarono un manufatto in grado di fornire delle coordinate per il ritrovamento di diverse navi da guerra dei Precursori. La Spirit of Fire inseguì l’Arbiter e le sue flotte fino all’interno di un vero e proprio Pianeta Scudo, riuscendo persino a incontrare i Flood (si scoprì, infatti, che l’equipaggio della Spirit of Fire, fu il primo a scoprire il Parassita per conto dell’umanità moderna).

Per fermare l’attivazione della flotta di navi, la Spirit of Fire decise di utilizzare il proprio modulo per l’iperspazio per distruggere il pianeta dall’interno. Il piano funzionò, i membri dell’equipaggio, tra cui la dottoressa Ellen Anders, gli Spartan Alice-130, Jerome-092 e Douglas-042 riuscirono a sopravvivere, con il solo Sergente Forge a perdere la vita, sacrificatosi per salvare la Spirit of Fire. L’Arbiter venne sconfitto, morendo, mentre la Spirit of Fire, impossibilitata a effettuare iper salti, decise di navigare a vuoto nello spazio, mettendo l’intero equipaggio in crio sonno.

La liberazione dell’Arca e l’incontro con Atriox e gli Esiliati

2559

A distanza di più di vent’anni, la Spirit of Fire riattivò tutte le contromisure, risvegliando tutti dal crio sonno. Un momento piuttosto improvviso che portò James Cutter e sperare di essere riuscito a tornare nello spazio terrestre. La nave UNSC scomparsa si era persa tutta la guerra Umani-Covenant e non seppe minimamente nulla degli Halo o dei Prometeici.

A risvegliare la nave fu, clamorosamente, un segnale UNSC proveniente dalla superficie di uno strano mondo, sconosciuto per l’equipaggio, ma chiaro per qualunque tipo di appassionato della saga: l’Arca.

Per diversi anni gli umani studiarono l’Arca e i suoi segreti, stazionando una serie di strutture di ricerca per comprendere meglio le tecnologie dei Precursori. Sfortunatamente, però, il segnale UNSC si rivelò una trappola: gli umani e le forze di difesa erano state tutte annientate da un nuovo pericoloso nemico: Gli Esiliati, capitanati dal capoguerra Atriox.

Atriox era una brute possente e fortissimo, capace di annientare qualunque Spartan in poco tempo. Ribellatosi ai Profeti e ai Covenant, durante la guerra contro l’Umanità, Atriox decise di dare vita a una nuova fazione guerrafondaia e con ideologie profonde diverse dai Covenant e per questo motivo, decisamente più pericolosa.

Gli Esiliati si erano sistemati sull’Arca per ingrandirsi e diventare sempre più potenti. L’impossibilità di lasciare l’Arca (il portale era stato disattivato), però, creò diversi problemi per l’esercito di Atriox, destinato a rimanere isolato sulla superficie del mondo.

Atriox contro i soldati della Spirit of Fire

Nel frattempo Cutter incontrò Isabel, un’intelligenza artificiale che era rimasta sul mondo e che decise di aiutare la Spirit of Fire nel piano suicida di fermare Atriox, cercando al contempo di ripristinare le comunicazioni con l’esercito umano. Questo piano portò l’equipaggio della nave a costruire un anello Halo dalla fucina dell’Arca, rimpiazzando la storica Installazione 04, distrutta da Master Chief ben due volte nel corso della storia (Combat Evolved e Halo 3). La costruzione dell’anello fu pensata per via della possibilità di effettuare viaggi nell’iperspazio e poter raggiungere una posizione per riuscire a mandare un segnale di soccorso all’UNSC.

Il piano riuscì a metà: l’anello effettuò il viaggio nell’iperspazio grazie alla dottoressa Anders, ma uscì dal percorso molto prima di quando fu preventivato. Ellen Anders si ritrovò faccia a faccia con un Protettore di Cortana. Nello stesso tempo, le forze UNSC della Spirit of Fire provarono disperatamente a resistere contro Atriox, cercando di evitare di farlo fuggire dall’Arca insieme al suo, enorme, esercito. Inizialmente Cutter non ebbe grossi problemi, ma con una mossa a sorpresa, piccoli gruppi esterni, capitanati da Escharum, riuscirono ad aprire un portale di collegamento (dal pianeta Reach), facendo fuggire Atriox e le sue forze dall’Arca.

Questo provocò enormi problemi all’UNSC, ritrovandosi a fronteggiare Cortana da una parte e Atriox dall’altra. Master Chief, insieme al Blue Team, si diresse verso Reach (ormai ricostruito) per cercare di recuperare alcuni asset richiesti dalla Dottoressa Halsey, presenti nel suo laboratorio segreto. Questa missione avvennì proprio nello stesso esatto momento in cui gli Esiliati riuscirono ad aprire il portale per salvare Atriox, situazione che provocò il risveglio di un Protettore e l’arrivo di Cortana, intenta a devastare, ancora una volta, il pianeta.

Chief e il Blue Team riuscirono a recuperare i contenitori richiesti dalla Halsey, tornarono sull’Infinity e fuggirono da Reach, lasciando indietro milioni di persone, tra soldati e civili. Nei contenitori era presente l’unica vera speranza per la sopravvivenza dell’umanità. Probabilmente “The Weapon“, l’I.A. che vedremo in Halo Infinite.

La galassia venne nuovamente sconvolta da una guerra intergalattica.

2560 – Halo Infinite