Se c’è un messaggio chiaro emerso dall’ultimo palco dei The Game Awards, è che Crystal Dynamics non ha intenzione di procedere con cautela. Lo studio ha scelto l’evento di fine anno per svelare una strategia aggressiva e ambiziosa: due titoli distinti per rilanciare il brand di Tomb Raider.
Da una parte Legacy of Atlantis, un tributo modernizzato alle origini; dall'altra Catalyst, il prossimo grande passo nell'evoluzione della saga. Abbiamo approfondito i dettagli di questa duplice rivelazione parlando direttamente con i vertici dello studio, Scot Amos e Will Kerslake, per capire come intendono gestire questa nuova "età dell'oro" dell'archeologa più famosa del mondo.
Un unico motore per due anime
Il cuore pulsante di questa operazione è tecnologico. Entrambi i progetti sono sviluppati su Unreal Engine 5, una decisione che segna un taglio netto con il passato delle tecnologie proprietarie. Secondo Amos, questo passaggio è fondamentale non solo per la resa visiva, ma per la gestione delle risorse umane: «Passare a UE5 ci apre le porte a talenti da tutto il mondo e ci offre strumenti incredibili per creare paesaggi fotorealistici».
L’illuminazione globale e il rendering avanzato del motore di Epic Games permetteranno di dare vita a tombe e ambienti con un dettaglio mai visto prima. Inoltre, la condivisione del motore facilita la sinergia tra il team interno di Crystal Dynamics e i partner polacchi di Flying Wild Hog, che collaborano allo sviluppo del remake.
Legacy of Atlantis: molto più di un remake
Previsto per il 2026, in perfetta concomitanza con il trentesimo anniversario della serie, Legacy of Atlantis non vuole essere una semplice operazione nostalgia. Amos lo definisce una «rivisitazione ragionata». L’obiettivo è replicare le sensazioni del 1996 – l’isolamento, la scoperta, il pericolo – ma rimuovendo le spigolosità di un game design vecchio di tre decenni.
Via i Quick Time Event punitivi, dentro un sistema di combattimento fluido e moderno. I puristi possono stare tranquilli: il T-Rex ci sarà, così come i lupi e le iconiche location di Perù ed Egitto, ma il tutto sarà reinterpretato per il pubblico odierno. Sarà un’esperienza rigorosamente single-player, un omaggio al DNA di Core Design curato da un mix di veterani e nuove leve.
Catalyst: Lara all’apice della sua leggenda
Se Legacy guarda al passato, Tomb Raider Catalyst (in arrivo nel 2027) punta dritto al futuro. Ambientato nell’India settentrionale, tra vette himalayane e rovine dimenticate, questo capitolo ci presenterà una Lara Croft nel pieno della sua maturità professionale. «È il punto più alto della sua carriera, una Lara esperta, sicura e carismatica», assicurano gli sviluppatori.
Nonostante sia un sequel spirituale, il gioco è progettato per essere un punto d'ingresso perfetto anche per i neofiti, senza l'obbligo di aver giocato i titoli precedenti. Il teaser ha già mostrato nuovi gadget, come il rampino, suggerendo meccaniche di esplorazione verticale molto spinte. È stato descritto come «il più grande Tomb Raider mai realizzato», una promessa che, supportata dalla potenza di UE5, lascia ben sperare sulla vastità del mondo di gioco.
Il nuovo volto di un'icona
A incarnare questa doppia anima di Lara sarà Alex Wilton Reagan. La sua performance ai The Game Awards ha già convinto critica e pubblico. «Alex possiede l'arguzia e la profondità emotiva che cercavamo», spiega Kerslake. La scelta di un'unica attrice per progetti diversi suggerisce la volontà di mantenere una coerenza narrativa e stilistica forte, unificando le diverse timeline del personaggio sotto un'unica, carismatica interpretazione.
Dietro questa rinascita c'è anche la mano di Amazon Game Studios, definita da Amos come il partner ideale per supportare una visione che va oltre il videogioco, includendo la futura serie TV live action. Nonostante non siano emersi dettagli sullo show, è chiaro che l'obiettivo è creare un ecosistema multimediale interconnesso.
E i fan? La risposta al Peacock Theater è stata inequivocabile. Amos ricorda l'elettricità nell'aria quando il pubblico ha compreso la natura del doppio annuncio: «Riconoscevano gli easter egg in tempo reale». Un entusiasmo che ha contagiato anche gli sviluppatori (con festeggiamenti notturni negli uffici di Flying Wild Hog) e che conferma come, a quasi trent'anni dal debutto, la voglia di avventura di Lara Croft sia ancora intatta.