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Microsoft Kahawai, cloud gaming con poco lag e meno dati consumati

I ricercatori di Microsoft e della Duke University hanno sviluppato Kahawai, uno strumento che riduce la banda necessaria per lo streaming di videogiochi tramite cloud. Non è un caso che la curiosa parola sia l'equivalente hawaiano di "Stream".

doom3

Come ben saprete lo streaming di giochi permette di divertirsi con titoli impegnativi dal punto di vista grafico tramite internet. In questo modo, teoricamente, chiunque potrebbe godersi un titolo ad alto profilo come The Witcher 3 anche su dispositivi poco potenti, lasciando che siano i server ad occuparsi della maggior parte delle operazioni di calcolo.

Il problema del cloud gaming è legato principalmente al ritardo fra gli input del giocatore e ciò che avviene sullo schermo, un inconveniente che a seconda della sua gravità può di fatto rendere ingiocabili anche i titoli più semplici.

Anche la velocità della connessione ed eventuali limiti al bandwidth mensile possono essere un problema, e Microsoft ne è a conoscenza. Per questo motivo i ricercatori hanno pensato di usare questa nuova tecnica, soprannominata anche "rendering collaborativo".

Grazie a questo sistema le operazioni di elaborazione sono suddivise fra i server cloud e il dispositivo hardware, in modo da alleggerire il carico dei server, limitare la banda usata e attenuare i problemi di lag.

"Il compito di generare rapidamente dettagli e particolari – come lievi cambiamenti alle texture e allo shading con un framerate di 60 FPS – è ancora affidato al server remoto. Ma il rendering collaborativo lascia che sia il dispositivo mobile a generare una bozza poco definita di ogni frame, o alcuni dettagli ad alta qualità di frame specifici, mentre il server remoto riempie i buchi", spiegano i ricercatori.

Usando Doom 3 come esempio (nel video qui sopra) con Kahawai la banda necessaria per giocare è diminuita dell'80%. Tutto questo su una linea internet da 1 MB e senza perdite della qualità visiva. Un risultato notevole e che potrebbe dare manforte al cloud gaming, finora snobbato dalla maggior parte dei videogiocatori.