Il mondo dei videogiochi perde una delle sue figure più iconiche e controverse. Tomonobu Itagaki, il leggendario creatore di Dead or Alive e della versione tridimensionale di Ninja Gaiden (il quarto capitolo è in arrivo tra pochi giorni), si è spento lasciando un'eredità indelebile nell'industria videoludica giapponese. La notizia è stata diffusa attraverso un ultimo, toccante messaggio pubblicato sul suo profilo Facebook, successivamente confermata da James Mielke, amico di lunga data del game designer, tramite un post su Bluesky in cui esprimeva il proprio cordoglio.
Nel suo testamento digitale, Itagaki ha scelto parole che riflettono perfettamente il suo carattere combattivo e intransigente. "La fiamma della mia vita sta per spegnersi", inizia il messaggio affidato a una persona di fiducia per la pubblicazione postuma. Il creatore di alcuni dei franchise più amati degli ultimi decenni ha voluto sottolineare come la sua esistenza sia stata "una battaglia continua che ho continuato a vincere", ammettendo candidamente di aver causato problemi ad altri lungo il cammino.
La carriera di Itagaki rappresenta un capitolo fondamentale nella storia dei videogiochi d'azione giapponesi. Sul finire degli anni Novanta fondò il Team Ninja, inizialmente battezzato Tecmo Creative #3, dando vita a titoli che avrebbero ridefinito i canoni del genere. Dead or Alive Xtreme Beach Volleyball, insieme alle serie principali di combattimento e azione, portarono un'impronta stilistica inconfondibile caratterizzata da ritmi frenetici e una cura maniacale per i dettagli tecnici.
Il percorso professionale del designer non fu privo di turbolenze. Nel 2006 una ex collega lo accusò di molestie sessuali, accuse che Itagaki respinse fermamente ma che gli costarono comunque la posizione di dirigente esecutivo. I tribunali giapponesi lo dichiararono poi innocente l'anno successivo, ma l'episodio segnò profondamente quel periodo della sua vita. Quattro anni più tardi, nel 2010, un'altra battaglia legale lo vide contrapposto a Koei Tecmo, l'azienda che secondo lui tratteneva indebitamente i bonus spettanti per il successo di Dead or Alive 4.
Dopo la risoluzione della controversia con Koei Tecmo, Itagaki intraprese un nuovo capitolo fondando Valhalla Game Studios, dove diresse lo sviluppo di Devil's Third. La chiusura dello studio non spezzò tuttavia la sua determinazione creativa: nel tardo 2021 diede vita a Itagaki Games, una nuova realtà che da allora stava lavorando a un progetto ancora avvolto nel mistero e che purtroppo non vedrà mai la luce sotto la sua guida.
Nel suo messaggio d'addio, il designer ha espresso profondo rammarico per non essere riuscito a consegnare nuove opere ai suoi fan, scusandosi con un semplice "Mi dispiace. Va così". Parole che suonano particolarmente amare considerando la passione che ha sempre caratterizzato il suo approccio al game design. Celebre per il suo amore per gli occhiali da sole scuri e per un'attitudine da rockstar che lo distingueva nel panorama spesso riservato degli sviluppatori giapponesi, Itagaki lascia una figlia e milioni di giocatori che hanno vissuto esperienze indimenticabili grazie alle sue creazioni.