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Nintendo Switch

Nintendo Switch, nuovo modello vs vecchio modello: ecco i risultati della nostra analisi

Abbiamo testato la nuova Nintendo Switch per scoprire le migliorie apportate, in questa prima revisione della console ibrida, da parte di Nintendo.

Nelle precedenti settimane si è parlato molto della nuova Nintendo Switch, revisione annunciata, in sordina, da Nintendo lo scorso Luglio. Scoperta grazie alle modifiche apportate dal colosso di Kyoto alla scheda tecnica della console ibrida, sul sito ufficiale della compagnia, questa nuova versione di Switch è diventata rapidamente un argomento molto caldo di questa fine estate, proprio in merito alle importanti migliorie che porta in dote.

Le motivazioni dietro a questa mancanza di promozione della nuova Nintendo Switch, però, non sono da ritrovarsi nel timore di cannibalizzare le vendite del nuovo modello lite, come in molti hanno supposto in queste settimane, ma ruotano tutte attorno a una necessità di unificare il processo di produzione delle due versioni di Switch che, a partire dal terzo trimestre di quest’anno, saranno dotate di un rinnovato processore Tegra X1, ripensato per garantire performance migliori, e adotteranno i nuovi schermi prodotti da SHARP a seguito del recente accordo con Nintendo.

Queste semplici migliorie, che seguono canonicamente il ciclo vitale di ogni prodotto tecnologico, vanno però a modificare sensibilmente alcuni degli aspetti di Nintendo Switch. Cominciando da una durata della batteria esponenzialmente maggiore, rispetto al modello uscito nel 2017, fino a uno schermo maggiormente luminoso, e con una resa cromatica più fedele, questa revisione della console ibrida è divenuta presto il punto fisso di una serie infinita di discussioni ricche di teorie a proposito di frame rate maggiormente stabili, tempi di caricamento ridotti e performance maggiori.

Seppur la data di uscita italiana sia, al momento, ancora fissa al prossimo 9 Settembre, grazie all’inizio della distribuzione in alcune nazioni europee siamo riusciti a entrare in possesso di questa nuova versione di Nintendo Switch. Con l’intento di spiegarvi nel dettaglio le reali migliorie di questa revisione, speriamo di riuscirvi a offrire un punto di vista chiarificatore, in grado di farvi comprendere se sia necessario, rispetto al vostro utilizzo quotidiano, cambiare, o meno, la vostra console.

Unboxing e differenze estetiche

Escludendo la nuova veste grafica donata alla scatola esterna, il contenuto e l’estetica di questa revisione di Nintendo Switch rimane invariato rispetto al passato. La disposizione delle componenti all’interno della confezione rimane invariata,  così come restano immutati i materiali costruttivi, ad eccezione dei Joy-Con di cui vi offriremo un’analisi più approfondita in seguito. Le dimensioni restano anch’esse le medesime del precedente modello, così come il peso della console, non offrendo alcuna variazione estetica rispetto alla precedente versione della console.

L’unico tratto distintivo, che permette di riconoscere la nuova Nintendo Switch dalla precedente, è il codice di produzione posto sul dorso della console che passa dal precedente HAC-001 al nuovo HAC-001 (-01). Questo piccolo dettaglio può rivelarsi un utile strumento in futuro per evitare acquisti errati nel mercato dell’usato. Nessuna modifica è stata attuata, invece, al Dock di Switch che rimane invariato nei materiali e nella composizione non offrendo protezioni aggiuntive atte ad evitare spiacevoli graffi dati dal normale utilizzo odierno della console. Resta quindi consigliato fornirsi di una protezione addizionale, come le eleganti Active Patch, per proteggere lo schermo di Nintendo Switch.

I Joy-Con

Le numerose, e recenti, casistiche di “drifting” dei Joy-Con hanno mosso numerose critiche verso Nintendo nelle scorse settimane. Divenne logico, quindi, pensare che questa nuova versione di Nintendo Switch andasse a sistemare questo problema attraverso una revisione della componentistica interna dei peculiari controller del colosso di Kyoto. Purtroppo, però, non possiamo assicurarvi che il problema sia stato risolto in quanto non è stata rilasciata nessuna comunicazione ufficiale da parte di Nintendo. Quello che possiamo dirvi è che le componenti dei Joystick presenti nei controller mostrano alcune differenze da quelle della produzione precedente, così come le basette metalliche su cui poggiano.

Questo dettaglio, però, non sta a indicare concretezza di ritrovarsi di fronte a una revisione dei Joy-Con in quanto potrebbe trattarsi semplicemente di microscopiche modifiche apportate dalla nuova catena di produzione. Quello che possiamo notare immediatamente, invece, è la differente plastica utilizzata per le scocche dei controller della nuova Nintendo Switch. Al tatto si rivelano maggiormente coriacei e con una satinatura della superficie più accentuata, così come la brillantezza dei colori neon appare lievemente meno vibrante, proprio in virtù di una maggiore opacità della plastica. Sicuramente non si tratta di una modifica sostanziale ma la maggior sensazione di solidità che vanno a restituire in mano risulta senza dubbio piacevole, specialmente considerandone le piccole dimensioni.

Il nuovo schermo

Una volta accesa questa rinnovata versione di Nintendo Switch, il nuovo schermo prodotto da SHARP ci dà il benvenuto straniandoci, nei primi minuti di utilizzo, grazie alla sua resa cromatica più calda, e tendente al giallo, e di una luminosità visibilmente maggiore rispetto al precedente modello. Il nuovo monitor, infatti, offre un valore di accuratezza dei colori pari a 6700 Kelvin (il valore ideale si aggira attorno ai 6500), contro i precedenti 7200 della versione di Nintendo Switch uscita nel 2017. Questa valenza numerica, all’atto pratico, si traduce in colori dalle tinte più calde e uno schermo che offre una resa finale dell’immagine maggiormente più convincente che in passato.

Per quanto riguarda la “luminanza” del monitor prodotto da SHARP sulla nuova Nintendo Switch, il valore si attesta sui 310 Nits rispetto ai 290 del precedente modello. Se questa discrepanza, leggendo dei meri numeri, vi sembra poco incisiva, vi possiamo tranquillamente confermare che la visibilità dello schermo alla luce solare diretta è notevolmente migliorata rendendo più piacevole il fattore portabilità della console, oltre a offrire, banalmente, uno schermo maggiormente luminoso.

Batteria e autonomia

Sicuramente la modifica che ha catturato di più l’attenzione di questa nuova versione di Nintendo Switch è l’aumento sostanziale dell’autonomia della console in mobilità dichiarato dal colosso di Kyoto. Con una durata massima di nove ore, utilizzando i giochi che sono meno esosi in termini di risorse e con la luminosità automatica attivata, indubbiamente si tratta di un notevole passo avanti rispetto al precedente modello. Il merito di questo risultato, però, non è da conferire a una batteria più performante, in quanto rimane immutata rispetto al passato, ma alla revisione effettuata da Nvidia al suo processore Tegra X1 che ora è in grado di gestire meglio i consumi dell’hardware di Nintendo.

Pur tenendo in considerazione che l’unità utilizzata durante questa prova necessiti di ulteriori cicli di carica per stabilizzarsi in maniera ottimale, e che la vecchia Nintendo Switch in nostro possesso ci accompagna dal Marzo di due anni fa, i primi risultati riscontrati sono davvero convincenti. Utilizzando Fire Emblem: Three Houses, che sul precedente modello ci permetteva di giocare in mobilità per circa due ore e mezza, abbiamo ottenuto un risultato davvero sorprendente, ritrovandoci con il 40% di batteria rimanente sulla nuova Nintendo Switch, nel mentre che la versione del 2017 restava con un’autonomia pari al 7%. Risulta quindi realistica la stima dichiarata da Nintendo che, grazie a questa revisione, offre una console in grado di garantire le ore di gioco richieste in mobilità.

Prestazioni

Appurate le migliorie nell’ambito della resa visiva e dell’autonomia, è giunto il momento di comprendere se la revisione del Tegra X1 apporti qualche modifica sostanziale alle prestazioni di questa nuova Nintendo Switch. Sfatando, celermente, la maggioranza delle teorie affiorate in queste settimane vi possiamo dire che non ci sono variazioni considerevoli di sorta in questo ambito. La console offre prestazioni identiche al precedente modello confermando, a tutti gli effetti, di trovarci di fronte a una semplice revisione in termini di produzione, che non va, quindi, a inficiare in alcuna maniera le performance della versione del 2017.

I tempi di caricamento rimangono invariati sia collegando la nuova Nintendo Switch al Dock, che utilizzandola in mobilità. Titoli quali Dragon Quest Builders 2, o Xenoblade Chronicles 2, mantengono pressoché invariate le frazioni in cui sono presenti dei cali di frame rate, lasciando intravvedere una stabilità impercettibilmente più convincente ma che non ci permette di affermare se sia merito, o meno, della nuova versione del Tegra X1. In termini di surriscaldamento della console, invece, questa nuova versione di Switch si mantiene notevolmente più fredda, rispetto al passato, anche con quei giochi che normalmente spingono al massimo l’hardware dell’ibrida di Nintendo.

Conviene acquistare la nuova Nintendo Switch?

Alla fine di questa breve analisi la risposta a questa domanda verte tutta nell’utilizzo che fate della vostra Nintendo Switch. Se siete parte di quell’utenza che non ama particolarmente giocare in mobilità, e quindi tenete la vostra console costantemente collegata al Dock, questa revisione non vi offrirà alcuna miglioria rispetto al modello precedentemente rilasciato da Nintendo. Se, invece, utilizzate frequentemente la Switch in modalità “handheld”, indubbiamente l’autonomia maggiorata e lo schermo migliore presente in questa revisione, vi offriranno un paio di valide motivazione per passare a questo nuovo modello.

In caso di passaggio dal modello precedente a questa nuova Nintendo Switch tenete, però, in considerazione che alcuni giochi come Pokémon Let’s Go e Splatoon 2 non permettono la copia dei salvataggi su micro SD, o il trasferimento sul Cloud di Nintendo. Se avete completato il Pokédex di Kanto, o semplicemente amate la competizione offerta dai calamari fluorescenti di Nintendo, l’unica soluzione per non perdere i vostri progressi sarà quella di avere a disposizione entrambe le console per effettuare un trasferimento dei vostri dati prima di, eventualmente, rivendere il vecchio modello. Un dettaglio che, considerando la fama dei due titoli sopracitati, va comunque tenuto in considerazione.

Per chi di voi non avesse ancora una Nintendo Switch, vi ricordiamo che è possibile prenotare la versione Lite, perfetta se desiderate giocare in mobilità.