Editoriale

Online gratis su console: è arrivato il momento di garantirlo a tutti

Con il passare del tempo le nostre amate console da salotto stanno assomigliando sempre di più a dei PC compressi, tanto nell’architettura, quanto addirittura nell’estetica – pensate a Xbox Series X. In tutto questo, in questo provare ad avvicinarsi e trovare un punto di connessione tra le due realtà, c’è un nodo ancora da sciogliere, l’online a pagamento.

Nei primi anni 2000, tutto questo poteva essere giustificato per la realizzazione di nuovi server e la manutenzione degli stessi, con la possibilità di innovare con alcune funzionalità inedite e uniche per la community delle piattaforme da salotto. La giustificazione intorno al servizio a pagamento, tuttavia, è andata a scemare, tanto da costringere le aziende a inventarsi scontistiche, vantaggi e giochi gratuiti all’interno dell’offerta.

È chiaro che tutto questo porta una serie di introiti incredibili alle aziende come Microsoft e Sony, soprattutto per quest’ultima che fattura milioni di dollari solo di PlayStation Plus e relativi abbonati. Ma più passa il tempo, più il mercato dei videogiochi cambia, più tutto questo comincia a diventare superfluo e, a dire il vero, quasi offensivo per i giocatori console.

La prima a dover applicare questo concetto è chiaramente Microsoft quasi obbligata visto la sua presa di posizione, ormai divenuta realtà, di unire il mercato PC e console in un unico grande ecosistema. Nel 2016, infatti, Xbox lancia “Xbox Play Anywhere”, la prima pietra dell’unione di due piattaforme che permette di giocare in cross-play e poter condividere salvataggi e licenza di gioco. Tutto questo ha inevitabilmente creato un paradosso, dove i giocatori PC possono giocare con quelli Xbox, con la differenza che una parte di loro paga per poter giocare, mentre l’altra no. A creare ancora più bizzarria è il fatto che ormai i PC gamer riescono ad ottenere decine di videogiochi gratuiti al mese, molti dei quali di alto spessore e sicuramente superiori ai titoli ormai regalati da Xbox Live e PS Plus.

Se quindi vogliamo il passo in avanti, è necessario rendere gratuita la possibilità di giocare online e rendere equo il gaming su tutte le piattaforme. Con il lancio dei servizi aggiuntivi come PlayStation NOW e Xbox Game Pass, tra cui quest’ultimo che sta diventando sempre più imprescindibile per qualsiasi tipo di giocatore, il tutto potrebbe essere decisamente più ammissibile.

Un’eventuale Xbox Game Pass Ultimate a 15 euro al mese che garantisce il catalogo Game Pass per console, PC e xCloud ed eventualmente le scontistiche del gold e un paio di titoli gratuiti, potrebbe da una parte dare una spinta al servizio in abbonamento aggiuntivo e dall’altra vitalizzare il nome del brand.

Pagare 60 euro all’anno per un servizio che ormai dovrebbe essere gratuito sta perdendo sempre più senso, anche in vista degli innumerevoli videogiochi free to play in uscita e soprattutto un’incoerenza, da parte del team Xbox, che promette di unire le community creando però diseguaglianza tra le stesse. Chiariamoci, con Xbox Game Pass Ultimate, l’online non è più un peso economico importante lato Microsoft, ma rimane di principio una scelta poco sensata e anche poco scagionabile in vista di un peso massimo come il multiplayer gratuito di Halo Infinite.

Con l’avvicinarsi di Xbox Series X e PlayStation 5, due console destinate all’always online e con elementi multiplayer praticamente costanti, è arrivato il momento per Sony e Microsoft di evolversi e cominciare mettersi in pari con il mondo PC. Basta pagare per parlare con gli amici e giocare, piuttosto che si cominci ad evolvere servizi che portino realmente un valore aggiunto come PS NOW e Xbox Game Pass, che possano dare agli utenti qualcosa di reale e tangibile e soprattutto coerente con i soldi che si spendono.

Nintendo è un caso a parte, il suo servizio in abbonamento ha un costo irrisorio e necessita di migliorie importanti lato stabilità e soprattutto contenuti, oltre a garantire ben pochi cross-play con le altre piattaforme. Il suo percorso è, quindi, ancora lungo e tortuoso, ben lontano dalla stabilità e dalla qualità del Live e del Plus, che al contrario sono ormai a braccetto con il modello online del PC, adottando le MOD, server privati e tanto altro; il loro percorso di crescita è quindi concluso.

Se Microsoft vuole realizzare ciò che ha promesso è necessario che dia il buon esempio e conceda l’online gratuito ai propri utenti, in maniera tale da far comprendere ancor di più il vantaggio economico di un abbonamento come l’Xbox Game Pass, magari spingendo sui suoi vantaggi e su quello che potrebbe garantire all’utenza, magari convincendo anche i più restii a sottoscrivere un servizio.

Per concludere, siamo arrivati a un giro di boa importante, dove le console sono ormai a tutti gli effetti dei PC, raccogliendo le caratteristiche e il modus di funzionamento. La futura monetizzazione sarà in mano ai servizi facoltativi ma convenienti e, brutto da dire, anche e soprattutto alle microtransazioni estetiche, destinate a divenire sempre di più una costante nel mercato dei videogiochi e che garantiscono un giro d’affare di centinaia di milioni di dollari. Tutto questo, però, dovrà garantire ai giocatori di poter divertirsi, a propria scelta, a costo zero dopo aver speso quasi 80 euro per un videogioco. Come sarà il futuro? Microsoft e Sony adotteranno l’online gratuito oppure continueranno con questa strada intrapresa ormai più di 18 anni fa? Vorrei conoscere la vostra opinione e cosa ne pensate a riguardo.