Il settore console è in fermento: nonostante le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane su un possibile slittamento al 2029, PlayStation 6 sembra destinata a rispettare la finestra di lancio originariamente prevista tra il 2027 e i primi mesi del 2028. A fare chiarezza è stato l'insider Moore's Law Is Dead, figura di riferimento nel panorama delle anticipazioni hardware, attraverso un'analisi approfondita pubblicata sul suo canale YouTube. La questione centrale ruota attorno ai costi crescenti della memoria RAM — un fenomeno che la community tech ha soprannominato "RAMmageddon" — e alle implicazioni contrattuali che Sony ha già stretto con TSMC per la produzione del processore di nuova generazione.
Il punto cruciale dell'analisi riguarda la produzione dell'APU Orion, il chip su cui è basata l'intera architettura di PS6: Sony avrebbe già garantito la propria quota di produzione sul processo a 3nm di TSMC per il secondo trimestre del 2027. Abbandonare ora questi accordi non significherebbe semplicemente posticipare il lancio di qualche mese, ma comporterebbe la perdita del diritto di priorità all'interno della catena produttiva di TSMC, con il rischio concreto di essere scalzata da altri clienti per anni. Un danno industriale di proporzioni ben più gravi rispetto all'aumento del prezzo della memoria GDDR7.
«Pagare di più per la RAM non vale la pena di ritardare il prodotto», ha dichiarato Moore's Law Is Dead, sottolineando come Sony abbia già investito decine di milioni di dollari e anni di sviluppo ingegneristico nell'APU proprietaria. Rimandare l'intera produzione significherebbe mettere a rischio un ciclo industriale da miliardi di dollari per risparmiare sui componenti di memoria, una scelta che sul piano finanziario risulterebbe semplicemente irrazionale.
Non è la prima volta che Sony si trova ad affrontare pressioni sui costi dei componenti in fase di lancio. Quando PlayStation 5 debuttò nel novembre 2020, il prezzo della memoria GDDR6 aveva già subito un'impennata significativa, eppure Sony non rinviò il lancio. Anzi, in piena pandemia globale, la casa giapponese scelse di sostenere i costosi trasporti aerei pur di massimizzare le unità disponibili nei punti vendita al day one — scelta che dimostra quanto Sony sia disposta a sopportare costi extra pur di non alterare la propria roadmap.
Un ritardo minore rimane comunque sul tavolo come scenario plausibile. Secondo l'insider, un lancio nei primi mesi del 2028 non comporterebbe conseguenze particolarmente gravi: la produzione potrebbe comunque partire nel Q2 2027, permettendo a Sony di accumulare scorte e negoziare condizioni migliori sulla RAM prima del montaggio finale dei sistemi. Una tattica di ottimizzazione della supply chain, non un cambio di strategia.
La decisione definitiva sulla finestra di lancio non arriverà comunque prima dell'inizio del 2027, proprio a ridosso dell'avvio della produzione. Sul fronte della concorrenza, anche Xbox Project Helix — la prossima console Microsoft, attesa in una fascia temporale simile — e la cosiddetta Steam Machine di Valve, che punta a essere il principale rivale di Sony nel segmento hardware, non hanno ancora confermato date precise, con quest'ultima che accusa anch'essa piccoli ritardi secondo le ultime informazioni disponibili.