Giochi PC

Recensione Assassin’s Creed Origins – Curse of the Pharaohs

Pagina 1: Recensione Assassin’s Creed Origins – Curse of the Pharaohs

Assassin's Creed Origins – Curse of the Pharaohs

 

La Maledizione dei Faraoni conclude l'esperienza di Assassin's Creed Origins. L'ultima espansione ci porta a Tebe, dove i faraoni delle passate dinastie tornano in vita per seminare panico e terrore. Sarà compito di Bayek porre fine alla maledizione caduta su queste terre.

Assassin's Creed Origins - Cursed


Curse of the Pharaohs, o La Maledizione dei Faraoni in italiano, è il secondo e ultimo DLC per Assassin's Creed Origins. Come intuibile dal titolo, la nuova regione dell'espansione è il luogo perfetto per dare spazio a eventi più soprannaturali.

L'incipit narrativo è la ricerca di un altro manufatto della Prima Civilizzazione, quattro anni dopo il termine dell'avventura principale. Esattamente come l'espansione The Hidden Ones, il salto temporale non ha alcun peso sulle meccaniche di gioco. In ogni momento si può tornare indietro e continuare le quest lasciate in sospeso con l'equipaggiamento e l'esperienza guadagnati.

Per l'occasione il level cap è stato aumentato di 10 livelli, quindi chi è in possesso di entrambi i DLC può arrivare fino al livello 55 – grazie all'aggiornamento gratuito è inoltre possibile bilanciare la forza di tutti i nemici con quella di Bayek.

Assassin's Creed® Origins 20180313152854

Questo incremento si è dimostrato molto utile per poter sbloccare ulteriori abilità che abbiamo ampiamente sfruttato durante le battaglie con i boss. I movimenti degli avversari non sono molti e si può sempre abusare dell'Arco da Guerra per ricaricare velocemente l'attacco Ultra, però alla difficoltà massima sono tosti da eliminare e basta una schivata sbagliata per morire e dover ripetere tutto da capo.

Anche la nuova regione Valle dei Re denota una grande cura da parte di Ubisoft. Oltre a essere più vasta di quella del DLC precedente, la città di Tebe, a differenza di Alessandria d'Egitto, offre un'architettura molto più egizia e con meno influenze greche.

A partire dagli enormi templi, fino alle case in fango dei più poveri, è un piacere girare per le strade e osservare persone in adorazione davanti a una statua o coreografate processioni in onore di qualche dinività. Sono elementi estetici, ma aiutano il giocatore a immergersi nella vita di quei tempi antichi.

Assassin's Creed® Origins 20180313213031

Vi dobbiamo svelare che il DLC non ci porta solo nei dintorni di Tebe, ma anche oltre i confini raggiungibili dai mortali. Abbiamo infatti quattro ulteriori aree che scoprirete per caso o seguendo la trama, in cui Ubisoft si è sbizzarita. Barche navigano in mezzo a sterminati campi? Ci sono. Scorpioni giganti da combattere? Presenti anche quelli.

Si capisce che con la scusa del sovrannaturale gli sviluppatori hanno tentato di stravolgere, senza esagerare, ciò a cui il giocatore era abituato. Qualche critica va però mossa alla continua sensazione di déjà vu, dovuta soprattutto a un generale riciclo dei modelli tridimensionali dal gioco base. In ogni caso, Assassin's Creed Origins continua a confermarsi uno dei titoli graficamente più impressionanti giocati su PS4.

Assassin's Creed® Origins 20180313221146

A parte l'effetto pop-up delle texture e le definizione minore degli elementi 3D più distanti, nel complesso la nuova regione è un'ottima aggiunta alla già vasta mappa, ricca di segreti e attività da svolgere.

L'esplorazione e il completamento delle missioni principali e secondarie è ricompensato da nuovo equipaggiamento di alto profilo, tra cui armature e cavalcature esteticamente interessanti. Lo stesso vale per le varie tipologie di armi. Gli strumenti di morte non solo belli da vedere ma anche molto efficaci sul campo di battaglia grazie ai potenziamenti associati.

Assassin's Creed Origins - PS4 Assassin's Creed Origins - PS4
Assassin's Creed Origins - Xbox One Assassin's Creed Origins - Xbox One