Sony ha messo nero su bianco una delle idee più bizzarre e potenzialmente invasive mai viste nel gaming moderno: podcast generati dall'intelligenza artificiale che parlano con la voce dei personaggi dei videogiochi che stiamo giocando. Il brevetto, depositato a luglio 2024 e ufficialmente approvato a fine gennaio 2026, si intitola "LLM-Based Generative Podcasts for Gamers" e delinea un futuro in cui la nostra console ci accoglierà ogni giorno con contenuti audio personalizzati, narrati magari da Nathan Drake o Kratos in persona. L'intento dichiarato è risolvere quella che Sony definisce una lacuna tecnologica: l'assenza di strumenti capaci di fornire ai giocatori aggiornamenti mirati su ciò che accade nella piattaforma in modo dinamico e coinvolgente.
Il documento tecnico descrive uno scenario preciso: accendiamo la PlayStation e sulla home compare un messaggio che recita "Il tuo podcast personalizzato di oggi è disponibile". Non si tratta di un contenuto pre-registrato uguale per tutti, ma di un episodio generato al momento, costruito su misura analizzando le nostre sessioni di gioco recenti, la lista amici e gli eventi a livello di sistema. Il tutto narrato da personaggi virtuali estratti dai titoli che abbiamo nel backlog o che stiamo completando in quel momento.
La parte più peculiare del brevetto riguarda la possibilità di creare veri e propri crossover audio. Sony ipotizza dialoghi tra personaggi di giochi completamente diversi: immaginate Aloy di Horizon che commenta i progressi di un altro eroe di una IP Sony, o addirittura personaggi di terze parti coinvolti in queste chiacchierate virtuali. Il sistema utilizzerebbe modelli linguistici avanzati per sintetizzare conversazioni naturali, attingendo a database di informazioni sulla nostra attività ludica.
Gli esempi concreti forniti nel documento mostrano situazioni abbastanza surreali. In uno scenario tipo, due host virtuali conducono il podcast: il primo annuncia "Jack Brown ha appena sbloccato il trofeo 532 in Space Explorers, dovresti provare anche tu quel gioco", mentre il secondo risponde con tono canzonatorio "Se pensi di averne le capacità!". In un altro esempio, gli host ricordano al giocatore di aggiornare il firmware di un titolo chiamato Gen X, suggerendo poi di "provare una mossa rotante contro il boss la prossima volta".
Sul fronte della personalizzazione, Sony prevede opzioni per filtrare i contenuti del podcast: notizie sui giochi posseduti, raccomandazioni per titoli non ancora acquistati, achievement degli amici, suggerimenti di mosse e combo da sperimentare, aggiornamenti software e firmware. Il sistema potrebbe insomma trasformarsi in una sorta di assistente virtuale mascherato da intrattenimento, che ci ricorda cosa fare, cosa comprare e come migliorare le nostre performance.
La questione solleva inevitabili interrogativi sulla privacy e sull'utilizzo dei dati. Per generare contenuti così specifici, la piattaforma dovrebbe monitorare costantemente le abitudini di gioco, i progressi, le interazioni sociali e persino i momenti in cui falliamo o eccelliamo in determinati titoli. Il brevetto non chiarisce come Sony intenda gestire il consenso degli utenti né se questo tipo di funzionalità sarà opt-in o attiva di default.
Dal punto di vista tecnologico, l'implementazione richiederebbe l'integrazione di Large Language Models direttamente nell'infrastruttura della console o del servizio cloud, con conseguente aumento del traffico dati e potenziali implicazioni sui costi di gestione. Non è chiaro se questa feature sarà riservata agli abbonati PlayStation Plus di livello superiore o distribuita gratuitamente a tutti gli utenti della piattaforma.
Va ricordato che non tutti i brevetti depositati dalle aziende tech si traducono poi in funzionalità reali. Sony, come Microsoft e altre major del settore, registra centinaia di brevetti ogni anno, molti dei quali rimangono cassetti o vengono utilizzati solo per proteggere proprietà intellettuale senza mai vedere la luce. Resta da vedere se questa particolare applicazione dell'AI generativa troverà effettivamente spazio in PlayStation 6 o in futuri aggiornamenti di PS5, e soprattutto se i giocatori accoglieranno positivamente l'idea di farsi raccontare le novità da personaggi virtuali che conoscono fin troppo bene le loro abitudini videoludiche.