Il mondo di The Elder Scrolls 6 avrebbe potuto prendere una piega decisamente più oscura e coraggiosa, se le idee originali di Kurt Kuhlmann avessero trovato spazio nel progetto. Il veterano Bethesda Game Studios, che ha trascorso due decenni a plasmare quasi ogni capitolo della serie e ha co-diretto lo sviluppo di Skyrim, aveva in mente un'esperienza narrativa rivoluzionaria per gli standard della saga: un finale amaro in stile L'Impero Colpisce Ancora, dove i Thalmor avrebbero temporaneamente trionfato lasciando i giocatori con un cliffhanger da risolvere in The Elder Scrolls 7. Un'idea che avrebbe scardinato la formula del "prescelto" su cui la serie si appoggia da sempre, ma che probabilmente non vedremo mai realizzata.
Kuhlmann, considerato uno dei principali custodi del lore di The Elder Scrolls, ha rivelato a PCGamer la sua visione per TES6: i Thalmor, gli estremisti elfici antagonisti della saga, avrebbero dovuto vincere. Il giocatore avrebbe "segretamente salvato la situazione" compiendo azioni cruciali come proteggere un erede al trono, preservando una speranza per il futuro, ma il quadro generale avrebbe mostrato l'avanzata inesorabile dei suprematisti elfici. Una struttura narrativa che avrebbe rappresentato una rottura netta con la tradizione della serie, abituata a consacrare il giocatore come salvatore definitivo del mondo.
La storia dietro questa idea mancata si intreccia con le complesse dinamiche interne a Bethesda Game Studios. Secondo quanto dichiarato da Kuhlmann, Todd Howard gli avrebbe verbalmente offerto il ruolo di lead designer per TES6 al termine dello sviluppo di Skyrim nel 2011. Il piano dello studio prevedeva di completare Fallout 4 e poi tornare immediatamente alla celebre serie fantasy. "Non era solo una mia aspettativa, mi era stato detto che sarebbe successo", ha spiegato Kuhlmann, sottolineando come fosse logico aspettarsi quella promozione dopo il successo di Skyrim, di cui era stato co-lead designer insieme a Bruce Nesmith.
Ma la realtà si è rivelata ben diversa dalle promesse. Fallout 76 e poi l'ambizioso Starfield hanno dirottato l'attenzione dello studio per oltre un decennio, e quando finalmente è arrivato il momento di concentrarsi su The Elder Scrolls 6, Kuhlmann si è visto offrire un ruolo diverso da quello concordato anni prima. "Un ruolo importante", secondo le parole di Howard, ma non quello di lead designer. Nessun riferimento venne mai fatto alla presunta promessa verbale del 2011, e questa situazione, combinata con i profondi cambiamenti organizzativi che Bethesda ha attraversato durante lo sviluppo di Starfield (con l'espansione su più studi), ha portato Kuhlmann a lasciare la compagnia nel 2023.
Il veterano designer riconosce comunque che dirigere un progetto delle dimensioni di The Elder Scrolls oggi sia un'impresa radicalmente diversa rispetto al 2011. La scala produttiva, le aspettative del pubblico e la complessità organizzativa sono aumentate esponenzialmente. Inoltre, Kuhlmann stesso ammette che la sua idea in stile L'Impero Colpisce Ancora probabilmente non sarebbe mai stata approvata dal team: "Non è un buon modo per concludere un gioco e dire 'ci vediamo tra 10-15 anni'", ha osservato con realismo.
The Elder Scrolls 6 è stato annunciato in modo notoriamente prematuro all'E3 2018, quando Starfield era ancora lontano dal completamento. Todd Howard ha dichiarato a novembre scorso che il gioco è "ancora molto lontano", ma almeno la lunga fase di pre-produzione sembra conclusa e la maggior parte dello studio sta ora lavorando attivamente al progetto.
Resta da vedere quale direzione narrativa prenderà effettivamente il sesto capitolo della saga, se manterrà la formula tradizionale del prescelto o se opterà per soluzioni più audaci. Una cosa è certa: senza Kuhlmann e la sua visione, probabilmente vedremo un finale più rassicurante per i giocatori, anche se meno innovativo dal punto di vista narrativo.