Ubisoft ha annunciato la chiusura dello studio canadese di Halifax, una decisione che mette a rischio circa 70 posti di lavoro e che si inserisce in un più ampio piano di ristrutturazione aziendale. La notizia arriva in un momento particolarmente delicato per il publisher francese, che sta attraversando una fase di profonda trasformazione organizzativa dopo anni di risultati altalenanti. Lo studio di Halifax era principalmente noto per lo sviluppo di Assassin's Creed Rebellion, titolo mobile free-to-play che negli ultimi anni ha visto un costante calo di introiti, portando alla decisione di interrompere le operazioni live e la produzione di nuovi contenuti.
Secondo quanto riportato in una mail interna inviata ai dipendenti mercoledì e visionata da VGC, la chiusura rientra nelle misure di riduzione dei costi che Ubisoft sta implementando da oltre due anni. Il publisher ha confermato che 71 posizioni saranno interessate dalla chiusura, promettendo però pacchetti di liquidazione completi e assistenza per il reinserimento professionale dei dipendenti coinvolti. Si tratta dell'ennesimo taglio in un'industria che negli ultimi anni ha visto migliaia di licenziamenti tra le major del settore.
La chiusura assume contorni ancora più controversi considerando che appena un mese fa circa 60 dipendenti dello studio di Halifax avevano aderito al Game & Media Workers Guild of Canada, formando un sindacato. Ubisoft ha dichiarato che la decisione di chiudere lo studio era stata presa "ben prima" della sindacalizzazione e ha ribadito di rispettare pienamente il diritto dei lavoratori a organizzarsi. Tuttavia, la tempistica solleva inevitabilmente interrogativi nella community, in un'industria dove le battaglie per i diritti dei lavoratori stanno diventando sempre più frequenti.
Assassin's Creed Rebellion, lanciato nel 2018, è uno strategico RPG free-to-play ambientato nell'universo della celebre saga Ubisoft. Il titolo mobile ha vissuto anni discreti dopo il lancio, ma i ricavi in continuo declino hanno reso insostenibile la prosecuzione del supporto live, spingendo il publisher a concentrare le risorse altrove. La decisione riflette una tendenza più ampia nel mercato mobile, dove solo i titoli con monetizzazione molto aggressiva riescono a mantenersi redditizi nel lungo periodo.
La ristrutturazione di Ubisoft prosegue quindi su più fronti, bilanciando tagli di personale con nuove partnership strategiche. Resta da vedere se questo approccio permetterà al publisher francese di tornare a livelli di performance soddisfacenti, in un mercato sempre più competitivo dove anche colossi storici faticano a mantenere la rotta.