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Ubisoft: non si placa la polemica in seguito alla risposta contro le molestie

Negli ultimi giorni i dirigenti di Ubisoft si sono visti recapitare una lettera aperta da ex sviluppatori e dipendenti dell’azienda, in merito ai casi di molestie che si sono verificati in passato nella sede del publisher e sviluppatore franco canadese. La risposta di Yves Guillemot a quella missiva, che chiedeva di rimuovere tutti i molestatori e chiunque abbia avuto dei comportamenti inappropriati nei confronti dello staff è però risultata decisamente debole, stando almeno ai firmatari della suddetta lettera.

Ubisoft

Yves Guillemot, fondatore e capo di Ubisoft, ha risposto alla open letter lanciata appunto da coloro che erano coinvolti in prima linea nei casi di molestie sul lavoro con toni ritenuti insufficienti. Nel testo della mail spedita dal CEO della società sono contenute alcune risposte che potremmo definire “da pubbliche relazioni” e che secondo i firmatari della missiva non rispondono adeguatamente ai problemi che si sono presentati da un anno a questa parte. Una situazione sicuramente abbastanza grave, considerato anche i fatti accaduti in Activision Blizzard nelle ultime settimane e per certi versi le risposte di Guillemot ricordano abbastanza bene la linea di Bobby Kotic e di alcuni manager del publisher di Call of Duty.

“Siamo al corrente che la società è riuscita ad avere qualche miglioramenti e siamo contenti di sapere che Yves e il leadership team concordano che c’è ancora molto da fare. Nonostante ciò Ubisoft continuare a proteggere e promuovere molestatori conosciuti e i loro alleati”, ha dichiarato il gruppo a GamesIndustry.biz. “Chiediamo a Ubisoft di non continuare su questa strada”, si legge ancora nella risposta fornita ai colleghi britannici.

Il momento non è dei migliori nell’industria dei videogiochi. Se da un lato abbiamo un ottimo stato di salute, i casi in Ubisoft e Activision Blizzard sono sicuramente moniti che anche in un settore abbastanza giovane esistono comportamenti reiterati e criminali nei confronti di minoranze e non solo. L’augurio, ovviamente, è che certi comportamenti vengano estirpati alla loro radice, trasformando passo dopo passo queste aziende in isole più sicure. Per tutti.