Introduzione
Powermat si presenta al mercato con un prodotto di cui, già da tempo, si vociferava: il caricabatteria senza fili. Più precisamente presenta due prodotti, l'Home and Office Mat e il Portable Mat, il primo studiato per un uso stazionario, e il secondo, pieghevole, per essere facilmente trasportato.

Il funzionamento del Powermat è abbastanza facile da capire: una base collegata alla presa elettrica abiliterà la ricarica dei vari dispositivi semplicemente poggiandoceli sopra.
Cerchiamo di capire meglio come funziona il dispositivo Powermat e diamo un'occhiata alla Home e Office Mat. Poi approfondiremo lo stato di questa tecnologia, e guarderemo agli sviluppi futuri con un'intervista a Stefano Godio, referente PowerMat.
Home and Office Mat
La base dell'Home and Office Mat è larga circa 30 cm, spessa 1,5 cm, e permette di ricaricare contemporaneamente fino a tre dispositivi. Nella parte posteriore è presente il connettore per l'alimentatore, una presa USB (per ricaricare un quarto dispositivo tramite connessione con filo) e due pulsanti, che permettono di gestire gli avvisi sonori e ottici della base.


Nella confezione, assieme alla base, viene ovviamente fornito l'alimentatore da presa elettrica.

Commenti dei lettori (40)
questa trovata mi sembra degna di partecipare alla fiera delle invenzioni piu inutili del secolo, anzi dannose viste le onde che circoleranno...
non è per un filo, è per poter far fuori tutti gli innumerevoli caricabatterie uno diverso dall'altro che ho in casa.
Mi accontenterei già del caricabatterie unico, ma se questo powermat si evolverà permettendo di buttarci sopra qualsiasi cosa e caricarla allora ancora meglio..
se non fanno uno standard per quelli col filo perché dovrebbero farlo con questi caricatori wireless?
secondo me non sanno piu che inventarsi per vendere, ma la tecnologia dovrebbe essere funzionale all'uomo, non viceversa...
Un filo non dà molto fastidio, ma se provi a pensare ad una ciabatta a cui colleghi, in casa, almeno 3 caricabatteria per i cellulari, poi quello per l'ipod, la fotocamera, la console portatile ecc. ecc. Ecco che si fa presto a passare dal filo al gomitolo.
Un'altra prospettiva di applicazione interessante potrebbe essere quella di dotare il PowerCube di un alloggiamento dedicato alla ricarica delle batterie stilo o similari. Se non, ancora meglio, produrre le stesse batterie stilo con già integrato l'RFID, in modo da poterle ricaricare sempllicemente appoggiando sulla superficie l'oggetto che le contiene, se non troppo grosso, oppure appoggiando direttamente le batterie stesse.
Chi ha figli piccoli credo possa comprendere cosa vuol dire ritrovarsi nella situazione di avere una miriade di giocattoli a batterie.
Per quanto riguarda la pericolosità delle onde credo che in questo caso sia piuttosto irrilevante visto il cortissimo raggio di azione per una tecnologia ad induzione magnetica, e questo, tornando al tipo di applicazione che ho menzionato sopra, può essere un vantaggio perchè magari è il bambino stesso che in tutta autonomia appoggia il giocattolo sulla superficie per ricaricarlo non dovendo maneggiare con fili, cacciaviti e trasformatori.
Diverso invece il discorso per le altre tecnologie, accennate nell'intervista, che fanno uso di micro-onde o onde radio che hanno un raggio di azione ben più ampio.
allora ragazzi.
Un RFID serve, normalmente per identificare qualcosa (un badge, un telefono, un pc, ...)
In questo caso, loro usano una vera e propria spirale che, alimentata dal campo magnetico variabile emesso dal powermat, genera, per induzione, una corrente parassita che alimenta il vostro cell o quello che volete.
Questo significa che hanno inventato l'acqua calda...quello che non vi dicono è che una tale trasmissione di potenza ha rendimenti più bassi del "semplice" trasformatorino a filo. Quindi consumate più energia. Emettete onde elettromagnetiche a go-go. Buttate via un sacco di soldi...
Va bene che non sappiamo più cosa regalare a natale, ma tanto vale donare i soldi ad una associazione benefica, pro trans-bruciati vivi...
a tutti
Giovanni