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Bagarini 2.0 tremate, il Blockchain vi spazzerà via

Una soluzione al problema del bagarinaggio online esiste: si chiama Blockchain.Il termine identifica una tecnologia molto conosciuta nel mondo bitcoin – la moneta elettronica che viaggia fra i nodi della Rete.

Lava
Lava

In pratica questo sistema si basa su una rete distribuita, come se si trattasse di un peer-to-peer, che consente a ogni nodo di verificare le informazioni e inviarle a quello successivo. Le catene (di blocchi) che si vengono a comporre si chiamano appunto "blockchain". Tutto questo permette di registrare ogni transazione e stabilire delle regole che tutti sono obbligati a rispettare.

La startup statunitense Lava ha sviluppato il primo sistema Blockchain per il ticketing e in futuro potrebbe essere impiegato dagli organizzatori di concerti. 

lava blockchain
I vantaggi di Lava

L'idea infatti è di consentire l'acquisto online dei ticket, come avviene normalmente, e volendo anche permettere agli acquirenti la rivendita degli stessi ma senza rincari (il prezzo sarebbe bloccato) e nello stesso circuito. La differenza rispetto a oggi è che sarebbero impossibili frodi – tutti avrebbero certezza dell'autenticità dei biglietti – e soprattutto il Blockchain assicurerebbe il controllo di ogni transazione. Ogni "blocco" infatti di informazioni sarebbe legato agli altri in modalità cifrata. La trasparenza sarebbe totale.

Inoltre si parla della possibilità di realizzare smart ticket per portafogli elettronici. Insomma, un metodo che metterebbe fuori dai giochi i bagarini 2.0.

Nel frattempo prima che il progetto Lava diventi realtà sarà interessante scoprire come andrà a finire la battaglia legale avviata dalla SIAE nei confronti dei principali portali di secondary ticketing (Viagogo, Ticketbis, Seatwave) e del promoter Live Nation, che da una parte organizza mega concerti e dall'altra è proprietaria del regno dei bagarini 2.0 – ovvero Ticketmaster. SIAE punta all'oscuramento e al blocco delle vendite dei biglietti.

Ieri mattina si è tenuta la prima udienza al tribunale civile di Roma. "Vogliamo mettere fine a questo cancro del settore", ha dichiarato Gaetano Blandini, direttore generale della Siae.

"Per anni abbiamo provato a combattere gli acquisti di massa da soli, ma non abbiamo gli strumenti perché la legge sulla privacy, per risalire ai nomi di chi acquista, chiede l'intervento dell'Agenzia delle Entrate. Ora contiamo che il giudice seguendo la procedura d'urgenza intervenga. Il fatto che alcuni grandi organizzatori di concerti (come Live Nation) abbiano acquisito la proprietà di siti di secondary ticketing è una commistione di interessi che è nostro dovere segnalare alla magistratura".

lava
Lava

Dalla sua parte artisti e tutti gli addetti ai lavori. "Siamo schierati in modo compatto per combattere questo sciacallaggio. Noi vendiamo emozioni a certe regole, quelli fanno affari sfruttando la passione della gente", ha aggiunto Ferdinando Salzano, amministratore di F&P Group.

E dire che il promoter Barley Arts sostiene di aver sollevato il problema 10 anni fa e il suo ultimo esposto in Procura risale al 4 aprile, con lo scandalo dei biglietti di Bruce Springsteen. "Attendo l'esito a giorni, ma la mia battaglia parte da lontano. Ho denunciato questo fenomeno in sede internazionale già 10 anni fa: molte di queste società sono multinazionali con sedi in paradisi fiscali", ha commentato il fondatore Claudio Trotta.

"Serve un intervento legislativo per chiuderli: i biglietti nominali in Italia non si potrebbero fare per via della legge sulla privacy e comunque l'esperimento fatto all'estero dal management di Adele non ha assicurato la tracciabilità delle compravendite. È necessaria una volontà politica che riconosca che non è etico speculare sulle passioni della gente".

La risposta potrebbe essere BlockChain?