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Braccialetto elettronico a Livorno, è tecnologia superata

C'è davvero bisogno di un braccialetto elettronico al polso degli operatori ecologici per verificare che i cestini per i rifiuti siano stati svuotati? In realtà, come racconteremo nel dettaglio, da molti anni sono sul mercato tecnologie più efficaci, sicure e non invasive della privacy dei lavoratori. La polemica si è accesa a Livorno, dove – scrive Il Tirreno –  "pochi giorni fa, di punto in bianco, gli addetti della ditta appaltatrice del servizio di pulizia delle strade di Livorno si sono visti consegnare un braccialetto che, se passato vicino al cestino da svuotare, riceve il bip di conferma per segnalare che effettivamente il lavoratore è passato di lì, e dunque quel cestino è stato svuotato".

I sindacalisti dicono che si tratta di un'iniziativa simile a quella brevettata da Amazon a proposito del braccialetto dotato di GPS, che a febbraio ha fatto discutere a lungo in Italia e nel mondo. Il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, dichiara al Tirreno che il lettore elettronico fornito ai lavoratori non c'entra nulla con quello di Amazon, e che "non è dotato di GPS e nemmeno misura la produttività. Serve soltanto a verificare che i nuovi 2500 cestini installati in città vengano svuotati regolarmente. L'azienda – aggiunge Nogarin – poteva fornire agli operatori un lettore manuale come quello che si usa per fare la spesa in alcuni supermercati, ma è stato ritenuto che uno strumento da polso fosse più comodo".

cestino rifiuti livorno
I cestini livornesi della polemica

La polemica non ci interessa, la tecnologia sì. Il "progetto cestini" adottato il 27 febbraio scorso a Livorno, qui descritto dall'azienda cittadina per i servizi ambientali, necessita del "bip di conferma" tramite il lettore al polso dell'operatore. In numerose altre città del mondo, ormai da qualche anno, si installano cestini molto più smart, dotati di un compattatore il cui motore elettrico è azionato dall'energia fotovoltaica ed è in grado di comprimere i rifiuti per ottimizzarne il riempimento.

Il leader mondiale è l'azienda statunitense Bigbelly, specializzata in soluzioni per smart city, che opera in 50 paesi. I cestini porta rifiuti Bigbelly solar sono ovunque, soprattutto nel Nord Europa. Negli ultimi 12 mesi hanno raccolto 3.530.791 tonnellate di rifiuti (dato rilevato il 14 aprile 2018).

bigbelly solar a New York
Bigbelly solar a New York

Ogni cestino/cassonetto – ci sono Bigbelly solar da 190 e 570 litri di capienza totale – è georeferenziato con GPS e dotato di modulo di trasmissione wireless GPRS. Un sensore ad ultrasuoni raccoglie dati in tempo reale sulla percentuale di riempimento e quando il cassonetto è colmo parte automaticamente il segnale alla centrale operativa, che può così pianificare l'invio della squadra per svuotarlo. Il sistema si basa su una piattaforma cloud, con notifiche costanti tramite SMS, mail e app per dispositivi mobili. Non c'è dunque bisogno di alcun braccialetto o lettore di smartcode/tag RFid, né di operatori umani che confermino lo svuotamento.

BigBelly solar piattaforma cloud
Piattaforma cloud Bigbelly solar

La soluzione fin qui descritta permette di ridurre considerevolmente i costi di servizio e di svuotamento periodico e non mette in discussione la normativa su lavoro e privacy. In Italia i Bigbelly solar sono stati adottati nel 2016, in via sperimentale dal Comune di Bologna. L'azienda produttrice sostiene che persino il pannello fotovoltaico che li ricopre sia a prova di vandali e che non si rompa neppure colpendolo con una mazza da baseball.  

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