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Spazio e Scienze

C’è acqua salata su Marte, la NASA conferma

Su Marte scorre acqua salata che periodicamente riaffiora in superficie.

Su Marte scorre acqua salata allo stato liquido. La scoperta è stata fatta dalla sonda MRO (Mars Reconnaissance Orbiter) , che oltre a individuare i possibili siti di atterraggio per le future missioni, ha incassato la scoperta che tutti aspettavano: ci sono ruscelli in cui scorre acqua salata, che periodicamente riaffiora in superficie. Una notizia che aumenta le probabilità che possa esistere la vita sul Pianeta Rosso.

mars water rsl mro

Qualcuno ricorderà le striature che si erano viste tempo fa nelle immagini scattate dalla fotocamera HiRISE (Experiment High Resolution Imaging Science) dell'MRO: delle strisce scure che lasciavano aperte molte ipotesi ma nessuna certezza.

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Erano state battezzate RSL (Recurring Slope Lineae) e a inizio 2014 gli scienziati avevano parlato di "tracce di flussi transitori", che scorrono come linee scure lungo le pendici di alcune montagne marziane, lasciando tracce simili a quelle scavate dall'acqua.

Già ai tempi alcuni scienziati – fra cui Lujendra Ojha oggi presente alla conferenza stampa della NASA – avevano ipotizzato che questi flussi fossero causati da acqua salata. Lujendra Ojha del Georgia Institute of Technology di Atlanta ha spiegato a Space.com che "la presenza di acqua allo stato liquido sulla superficie attuale di Marte indica che è un ambiente più abitabile di quanto si pensasse".

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Gli RSL si verificano in molti luoghi diversi su Marte, dalle regioni equatoriali fino alle medie latitudini del Pianeta Rosso. Queste strisce hanno una larghezza che varia da 0,5 a 5 metri, e possono estendersi per una lunghezza di centinaia di metri.

Come ipotizzato in origine compaiono durante la stagione calda, per poi svanire quando le temperature scendono. Il nuovo studio, che è stato pubblicato online sulla rivista Nature Geoscience, supporta questa tesi.

Ojha e i suoi colleghi hanno esaminato i dati raccolti in quattro diversi luoghi dallo strumento CRISM (Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars) con cui si può dedurre la composizione mineralogica di materiali sulla superficie di Marte. "Quello che abbiamo scoperto è che nei momenti e nei luoghi in cui si vede un RSL sulla superficie di Marte ci sono le prove spettrali della presenza di sali idrati sui pendii in cui si è formato".

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I sali associati agli RSL sembrano essere perclorati, una classe di sostanze contenenti cloro che sono diffuse su Marte. Questi sali abbassano il punto di congelamento dell'acqua da 0 gradi Celsius a meno 70 C.

Miliardi di anni fa Marte era una pianeta relativamente caldo e umido che avrebbe potuto sostenere la vita microbica, almeno in alcune regioni. Oggi è estremamente freddo e asciutto, ed è per questo che la scoperta degli RSL ha generato così tanto entusiasmo.

Enrico Flamini, coordinatore scientifico dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ha salutato la notizia spiegando a La Repubblica che "è la prima prova che dimostra l'esistenza di un ciclo dell'acqua sulla superficie di Marte", ma si tratta comunque di una prova indiretta: "bisogna specificare che i dati mostrano la presenza di questi minerali, non di acqua. Tuttavia la presenza stagionale dei sali indica il depositarsi di acqua".

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Anzi, lo stesso Lujendra Ojha precisa che "non stiamo dicendo che abbiamo trovato tracce di acqua. Abbiamo trovato sali idrati" e gli fa eco  Alfred McEwen, dicendo che "la scoperta conferma che l'acqua ha un ruolo nella comparsa di queste tracce ma non sappiamo se questa arrivi da sotto la superficie del pianeta. Potrebbe arrivare dall'atmosfera".

Insomma i misteri sono ancora molti, e questa notizia non significa che la vita prosperi su Marte. Però apre all'ipotesi che Marte potrebbe ospitare la vita, anche se c'è ancora molto da capire al riguardo.

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