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Chiude IsoHunt, addio all’amato motore di ricerca Torrent

IsoHunt chiude. Dopo anni di scontri legali con la MPAA (Movie Picture Association of America) il popolare motore di ricerca torrent ha deciso di gettare la spugna. I produttori di film avevano che citato gli amministratori per ora possono dichiarare vittoria, Ma IsoHunt può ancora sperare nella Corte Suprema.

Il processo si è chiuso con un accordo secondo il quale Gary Fung, fondatore di IsoHunt, oltre a chiudere il sito dovrà la bellezza di 110 milioni di dollari. "È triste vedere la mia creatura che se ne va. Ma ho lottato fino all'ultimo, sono andato fino in fondo e sono rimasto fiducioso. Dieci anni e mezzo di IsoHunt sono un lungo viaggio per qualsiasi impresa, e un'eternità per una startup su Internet", ha dichiarato Funk sul suo blog, ripubblicando il post sulla pagina Facebook di IsoHunt.

"Credo di voler rassicurare su una preoccupazione, ed è che in nessun momento ho messo a rischio la privacy di alcun utente di IsoHunt, quanto a indirizzo IP o email", ha aggiunto, intervistato dalla rivista specializzata TorrentFreak.

Al momento in cui scriviamo IsoHunt è offline da poco, ma probabilmente per gli utenti italiani si tratta di un dettaglio. Il sito è infatti bloccato nel nostro paese dallo scorso agosto; il che significa che è perfettamente raggiungibile, ma solo da chi sa come fare. Alcuni utenti più scaltri avranno presto una risorsa in meno su cui fare affidamento, ma siamo certi che non sarà un grosso problema per i pirati più convinti.  La notizia si aggiunge tra l'altro a quella di un ulteriore blocco italiano di cui abbiamo appreso ieri, e che in effetti rende la vita un po' più difficile a chi vuole scaricare file illeciti tramite il circuito torrent.

I produttori di film e musica sono più che soddisfatti: "l'accordo di oggi è una grande passo avanti nella realizzazione di Internet come piattaforma per il commercio legale e l'innovazione", ha infatti commentato Chris Dodd, dirigente della MPAA. Anche gli utenti in effetti non vedono l'ora di avere contenuti legali, facilmente accessibili e convenienti. Se c'è accordo sui principi però, difficilmente ci sarà anche sui dettagli.

"Manda anche un messaggio forte, affermando che chi fa affari sull'incoraggiare, sul permettere e sull'aiutare gli altri a infrangere il copyright è a propria volta in violazione, e sarà ritenuto responsabile delle proprie azioni", ha aggiunto Dodd, colorendo poi le proprie dichiarazioni con le solite affermazioni sui posti di lavoro salvati e sulla protezione di un settore economico – che tuttavia non sembra particolarmente in crisi. D'altra parte non si può certo difendere chi fa un business della pirateria.

"I termini completi dell'accordo non sono stati rivelati, ma sembra che ci sia qualcos'altro dietro. IsoHunt andrebbe in bancarotta per quei 110 milioni, quindi non c'è ragione di arrendersi due settimane prima che inizi il processo, a meno che non abbiano avuto qualcosa in cambio", aggiunge però Ernesto di TorrentFreak – gettando una pesante ombra sullo stesso IsoHunt.

E in effetti qualcosa di strano c'è in questo caso. Nonostante avessero chiesto 110 milioni di dollari, infatti, i produttori cinematografici hanno anche dichiarato che i danni provocati dalla pirateria non si possono misurare. E hanno quindi chiesto al giudice di escludere dal processo conteggi esatti, e di considerare la richiesta "statuaria", pregnante per il suo valore simbolico.

Pochi giorni dopo, ecco arrivare l'accordo. Curioso, anche perché Isohunt avrebbe potuto chiamare in propria difesa nientemeno che la London School of Economics and Political Science, dove proprio recentemente si è dimostrato che la pirateria non crea danni economici.

Ora è tutto materiale da speculazione, perché la chiusura di IsoHunt è ormai imminente – a meno che in appello le cose cambino. Chi ama scaricare torrent dovrà trovarsi un'alternativa, ma per quanto ne sappiamo questo tipo di notizia non ha mai fermano i pirati né in Italia né altrove. Quello che funziona di solito è un'offerta legale convincente; qualche piccolo passo avanti c'è stato di recente, ma sempre troppo poco.