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Spazio e Scienze

Encelado: oceano e vita su una luna di Saturno?

All'interno della luna di Saturno, Encelado, c'è un oceano di acqua che potrebbe ospitare forme di vita. Fra i ricercatori che hanno fatto la scoperta spiccano gli italiani.

Su Encelado, una delle lune più piccole di Saturno, c'è un oceano con fondale roccioso in cui potrebbero esserci anche forme di vita. Il dato arriva da uno studio pubblicato sulla rivista Science dal ricercatore italiano Luciano Iess del dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale dell'Università La Sapienza di Roma insieme al Californa Institute of Technology (Caltech) e al Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA, su finanziamento dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI).

I dati che hanno permesso di comprendere la struttura interna di Encelado sono stati ricavati dalle variazioni di velocità della sonda Cassini mentre volava vicino alla luna. Quando passava vicino alle parti più dense della luna, la sonda accelerava la sua velocità da pochi millesimi a più di un metro al secondo. Un comportamento illogico, dato che ''nel Polo Sud c'è una depressione profonda un chilometro, quindi ci aspettavamo una minore attrazione della gravità, invece abbiamo visto che non era così".

La ricostruzione della struttura di Encelado

Filtrati gli altri elementi che avrebbero potuto falsare i risultati dello studio, fra cui la pressione esercitata dal vento solare, la spinta dovuta al calore irradiato dal propulsione nucleare della sonda stessa e altre informazioni, Iess e i suoi colleghi sono giunti alla conclusione che "in profondità esiste una massa più densa del ghiaccio, una massa d'acqua'' e da qui hanno creato un modello della struttura interna di Encelado.

Questa luna finora era celebre perché genera geyser che si sprigionano dalle fratture sulla sua superficie ghiacciata. Adesso l'attenzione su di lei si alza vertiginosamente. Come spiega Iess all'agenzia ANSA "dalla ricerca emerge che alla profondità di 30-40 chilometri sotto il polo Sud di Encelado esiste una massa d'acqua pari a quella del secondo lago più grande della Terra, il Lago Superiore, profonda otto chilometri e si estende dal Polo Sud almeno fino alla latitudine di 50 gradi, ma non si può escludere che si estenda lungo l'intera sottosuperficie della luna".

Una luna celebre per i geyser

E non finisce qui, perché, prosegue Iess, ''c'è una ragionevole certezza che in quell'oceano nascosto possa esistere un ambiente potenzialmente favorevole alla vita''. Il ricercatore non fa molto affidamento su questa probabilità ma non si sente di escluderla, perché ''anche una piccolissima probabilità sarebbe un risultato straordinario''. Dalla ricostruzione risulta infatti che l'oceano di Eceldado ha un fondale roccioso, quindi l'acqua sarebbe a contatto con silicati e ci sarebbe l'ambiente ideale per il verificarsi di reazioni chimiche.

La possibile presenza di forme di vita – si parlerebbe ovviamente di microbi o di organismi primitivi – è confermata anche dai dati raccolti dalla sonda Cassini, che analizzando i geyser aveva rilevato la presenza di materiale organico.

Questa scoperta cambia molte cose, perché la missione di Cassini a questo punto diventa una priorità nell'obiettivo di rintracciare acqua e forme di vita nell'Universo. Per questo motivo lo studio della piccola luna (ha un diametro di 505 chilometri, equivalente a un settimo di quello della luna) diventa prioritario rispetto all'esplorazione più generale di Saturno. Il problema è che il tempo stringe: nel 2017 Cassini finirà il carburante e quindi la sua missione dovrà essere interrotta.