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Facebook aggiorna l’aggiornamento di stato

Con le nuove API Facebook permette alle applicazioni di accedere direttamente allo status, ai link e alle note pubblicate degli utenti, tramite le chiamate FQL. Le applicazioni, quindi, potranno accedere e modificare questi elementi; altre novità riguardano il caricamento dei video.

Le novità più interessanti riguardano senza dubbio l'aggiornamento di stato, vero cuore del Social Network, che potrà essere modificato anche tramite le applicazioni esterne. Fino ad ora questo era possibile con strumenti semplici, come la barra degli strumenti di Firefox.

Le nuove API, infatti, permettono ad applicazioni  di terze parti di accedere a Status, Note e Link in maniera semplice ed immediata. Non è chiaro quanta liberta Facebook concederà agli sviluppatori, ma è evidente che questa novità rende l'aggiornamento di stato molto più simile al microblogging di Twitter, compagnia che Facebook tentò di acquistare qualche mese fa, invano.

Ancora una volta, si parla di scontro a sangue tra Facebook e Twitter, che però noi vediamo come servizi segnati da differenze importanti. Chi usa Twitter difficilmente troverà in Facebook un'alternativa interessante, e viceversa. Almeno per ora. Ma non è detto che le cosa non possano cambiare.

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Le reti sociali sono la rete del futuro?

Nei prossimi mesi vedremo certamente fiorire applicazioni per modificare il proprio profilo direttamente dal desktop, o da un sito web, per rendere istantanea la condivisione d'immagini e collegamenti, e per usare l'aggiornamento di stato per condividere le nostre attività online in pochi click.

Per offrire ai propri utenti più completi, e per costruire pubblicità mirate più efficaci, Facebook sta anche considerando la possibilità di aggiungere l'opzione "Stato d'animo" allo status, magari con la domanda "Come stai?". Un piccolo divertimento per gli utenti, una potenziale miniera d'oro per gli inserzionisti?

Ricordiamo che Facebook, recentemente, ha sperimentato a Davos l'uso di ricerche di mercato istantanee. Uno strumento che ha già raccolto l'approvazione di molti dirigenti e responsabili di marketing, ma che ha sollevato dubbi e proteste tra gli utenti.