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Facebook, il TAR del Lazio conferma la multa dell’Antitrust

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio non ha accolto il ricorso presentato da Facebook nei confronti dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Marcato, che a dicembre scorso aveva comminato al social network una multa da 10 milioni di euro per violazioni al codice del consumo.

L’AGCM infatti aveva accertato come l’azienda di Meno Park non forniva ai propri utenti informazioni corrette e complete, in fase di registrazione al servizio, in merito all’attività di raccolta, per fini commerciali, dei loro dati personali, enfatizzando soltanto la componente di gratuità del servizio stesso.

Una condotta che l’Antitrust aveva definito aggressiva, e che prevedeva la cessione dei dati a terzi e a fini commerciali dei dati senza espresso e preventivo consenso da parte degli iscritti. In corso di udienza comunque Facebook ha dichiarato di voler modificare le proprie condizioni d’uso, chiarendo le modalità di utilizzo dei dati dei consumatori ed impegnandosi a effettuare modifiche secondo le richieste pervenute dalla Commissione europea e dalle Autorità nazionali di tutela dei consumatori.

Per questo il TAR ha rinviato l’udienza al prossimo 18 dicembre e ha dato 60 giorni al colosso statunitense per produrre tutti i documenti e fornire tutti i chiarimenti circa “il tenore delle informazioni relative all’utilizzo dei dati che saranno rilasciate ai consumatori; la tipologia di misure che saranno adottate da Facebook per porre in essere le modifiche richieste; il contenuto dell’impegno assunto con la commissione europea in ordine all’implementazione di tali modifiche, ivi compresa l’eventuale previsione di un termine entro il quale completarle”, come si legge nell’ordinanza.

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Se tutto andrà come previsto infatti Facebook potrebbe in questo modo vedere la multa significativamente ridotta o addirittura azzerata. Per Facebook comunque i guai non finirebbero qui, perché in Italia Altroconsumo ha già raccolto oltre 80mila adesioni per la class action che prevede una richiesta di risarcimento, pari a ben 285 euro per ciascun utente, per ogni anno di iscrizione al social. Questo senza contare che in Europa molte altre associazioni di consumatori stanno facendo lo stesso, ad esempio Test-Achats in Belgio, OCU in Spagna e DECOProTeste in Portogallo.