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Fastweb: “Al cliente non importa qual è la tecnologia che gli garantisce un buon servizio”

L'AD di Fastweb Alberto Calcagno sdogana l'operazione TIM-Open Fiber perché a suo parere non ci sono rischi monopolio. Il futuro è nell'esperienza d'uso.

Finché ci sarà Fastweb, che è un avamposto di competizione e innovazione, non ci sarà monopolio“. È questa la benedizione dell’AD di Fastweb Alberto Calcagno all’affaire TIM-Open Fiber sulle pagine de La Repubblica di oggi. Non stupisce questa presa di posizione, poiché con la partecipazione in Flash Fiber e il recente accordo con Wind Tre, Fastweb può permettersi di guardare avanti non solo con fiducia ma anche con la certezza si aver già occupato le caselle giuste.

Prima di tutto i conti. Rispetto a un intero settore che vacilla, Calcagno può vantare un’ottima crescita dei ricavi nel triennio 2016-2018 (da 1,73 miliardi a 2,1 miliardi) e 23 trimestri consecutivi positivi. Una gestione che in 19 anni le ha consentito di investire 9 miliardi sull’infrastruttura e in futuro altri 3 miliardi per fisso e mobile in prospettiva 5G.

Altro punto a favore la convergenza tra fisso e mobile. L’abbinamento funziona e con Wind Tre potrà non solo ampliare la copertura 4G sul territorio e abbandonare la condizione di operatore virtuale, ma essere certa di potersi esprimere anche sulla 5G. Da non dimenticare infatti il suo progetto fixed wireless che vede il coinvolgimento anche di Samsung.

“Credo che chi opera solo nel fisso o solo nel mobile come Iliad, non possa più permetterselo. Pertanto la convergenza delle reti farà partire una nuova ondata di consolidamenti. Ma in questo processo, noi che abbiamo una forte presenza in entrambi i settori, sentiamo di avere la tranquillità di chi sta dal lato dei cacciatori, non delle prede”, ha confermato Calcagno. Tutto questo per compiere il grande salto che è nei programmi e nei desideri di molti operatori. “Dopo aver sempre fornito servizi retail, vogliamo proporci a 360 gradi come un operatore indipendente wholesale e l’accordo firmato un anno fa con Tiscali, e quello appena siglato con Wind3, ci pone in questa posizione”.

Alberto Calcagno, AD di Fastweb

Insomma, la prossima rivoluzione paradigmatica commerciale sarà quella di offrire ai clienti un servizio con una qualità definita e prestazioni chiare. “L’ambizione è quella di offrire ai nostri clienti un giga in modalità ‘wearable’, cioè un servizio su misura ma flessibile, per spostarsi dalla rete fissa al wifi al mobile, da casa, dall’ufficio, dalle vacanze. Al cliente non importa qual è la tecnologia che gli garantisce un buon servizio, e noi puntiamo a realizzare una rete potente che parli con tutte le tecnologie e che segua il cliente in ogni suo spostamento. E laddove la nostra infrastruttura non dovesse essere presente, ci appoggeremo su quella che è la migliore rete disponibile. L’obiettivo è quello di avere la leggerezza di un Over the top come Google e Netflix, ma con la solidità di un’infrastruttura proprietaria che ci garantisce un servizio eccellente”, ha concluso Calcagno.

Oggi i consumatori sono costretti ad approfondire aspetti tecnici che in molti altri settori non sono richiesti. Il motivo è legato al fatto che rispetto alle promesse del marketing lo scostamento con la realtà spesso è notevole. Compri un servizio “fibra” e poi diventa un terno al lotto in download e upload. Allora indaghi e scopri che esiste il fiber-to-the-cabinet e il fiber-to-the-home, cabinet, centrali, VDSL, etc. È inaccettabile. I servizi di connettività dovrebbero essere come qualsiasi altro servizio essenziale. Domandi elettricità perché vuoi usare luce ed elettrodomestici. Sigli un contratto con un provider perché vuoi navigare online con un’esperienza adeguata, guardare i film su Netflix alla massima risoluzione, etc. Se 100 Mbps è una soglia accettabile, voglio 100 Mbps e pagare di conseguenza tollerando che possa esserci un minimo scostamento legato a infrastrutture e apparecchiature. Facciamo 70/80 Mbps reali? Ok, ma basta perdite di tempo che costringono a studiare come funzionano le reti.