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Google favorirà il giornalismo autorevole nei risultati delle ricerche online

Google ha annunciato che favorirà nei risultati delle ricerche online i contenuti informativi originali e le testate autorevoli che fanno informazione.

Google d’ora in poi favorirà nei risultati delle ricerche online gli articoli originali; quelli che nella maggior parte dei casi sono basati su “fonti dirette”. Giusto per fare un esempio, per “fonte diretta” si intende il resoconto di un testimone di un evento, oppure una comunicazione ufficiale da parte di un’azienda ottenuta intervistando un impiegato. Ecco perché è importante citare sempre le fonti di un articolo. Ne va della credibilità di chi riporta la notizia, se opera come fonte indiretta.

Potrebbe essere considerata una novità di poco conto per chi cerca di informarsi su Internet, ma è una rivoluzione. Perché oggi la classificazione dei risultati avviene sulla base di parametri diversi: l’audience della testata, l’ora della pubblicazione, la qualità tecnica SEO (Search Engine Optimization) del sito, le peculiarità SEO del titolo e del testo, la visibilità sui social, etc.

“Alcune storie possono anche avere un’importanza cruciale sia nell’impatto che possono avere sul nostro mondo sia difficili da mettere insieme, richiedendo ai giornalisti di impegnarsi in ricerche investigative profonde per scavare fatti e fonti”, spiega Google sul suo blog ufficiale. “Questi sono tra i motivi per cui miriamo a sostenere questi sforzi del settore e ad aiutare le persone ad accedere ai resoconti più autorevoli“.

Google ha confermato di aver apportato aggiornamenti di classificazione e pubblicato modifiche alle linee guida per gli elenchi dei criteri di ricerca. E questo per “riconoscere meglio le cronache originali, metterle in evidenza in modo più evidente nella Ricerca e garantire che rimangano lì più a lungo”.

“Ciò significa che i lettori interessati alle ultime notizie possono trovare la storia che ha dato il via a tutto, e gli editori possono trarre vantaggio dall’avere le loro notizie originali diffusamente più in evidenza”.

Google ammette che non esiste una definizione assoluta di cronaca originale, né esiste uno standard assoluto per stabilire quanto sia originale un determinato articolo. “Può significare cose diverse per diverse redazioni ed editori in momenti diversi, quindi i nostri sforzi si evolveranno costantemente mentre lavoriamo per comprendere il ciclo di vita di una storia”, puntualizza l’azienda.

Insomma, gli algoritmi che vanno a caccia di contenuti sul Web e li organizzano saranno costantemente aggiornati negli elementi distintivi. Inoltre, gli attuali oltre 10.000 specialisti umani in tutto il mondo che si occupano delle valutazioni dei risultati saranno coinvolti per affinare il lavoro. “Il loro feedback non cambia la classifica dei risultati specifici che stanno esaminando” ma concorre nella valutazione degli algoritmi.

Ad esempio, potranno definire i contenuti “di altissima qualità” nel caso sia evidente un contenuto “che fornisce informazioni che altrimenti non sarebbero note se l’articolo non le avesse rivelate. I contenuti originali, approfonditi e investigativi richiedono un alto grado di competenza, tempo e impegno”. Non meno importante la reputazione generale dell’editore.

“Ad esempio, potresti scoprire che un giornale (con un sito web associato) ha vinto premi giornalistici. Premi prestigiosi, come il premio Pulitzer, o una storia di report originali di alta qualità sono una prova evidente della reputazione positiva”.