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Google pagherà 965 milioni di euro al Fisco francese

L'Alta Corte di Parigi ieri ha convalidato l'accordo giudiziario di interesse pubblico (CJIP) che consentirà a Google di chiudere ogni querelle fiscale.

Google si è arresa al Fisco francese mettendo fine a una lunga disputa iniziata nel 2016 con una perquisizione nei suoi uffici di Parigi: pagherà quasi 1 miliardo di euro per chiudere ogni contenzioso.  Ieri un portavoce dell’azienda, come ha riportato Reuters, ha confermato che è stato trovato un accordo che prevede 500 milioni di euro di sanzione e 465 milioni di euro di saldo per tasse precedentemente non pagate.

Il quotidiano Les Echos ha spiegato che, come avviene spesso negli Stati Uniti, è stato possibile trovare un compromesso estinguendo sia i procedimenti giudiziari che quelli tributari. L’Alta Corte di Parigi ieri pomeriggio ha convalidato di fatto l’accordo giudiziario di interesse pubblico (CJIP) negoziato tra il procuratore finanziario nazionale (PNF) e Google.

L’aspetto bizzarro della vicenda è che in un precedente contenzioso – sempre con la giustizia francese, risalente al 2017 e legato al periodo fiscale 2005-2010, i giudici diedero ragione a Google. Adesso invece per il periodo 2005-2018 le hanno dato torto. Il motivo è strettamente legato alla nuova legge sulla frode del 2018, che ha consentito di mettere in gioco proprio il PNF. Al centro della questione il cosiddetto “raddoppio irlandese“, una sorta di escamotage fiscale che oggi non viene più tollerato. In pratica vengono sfruttati i pagamenti fra entità diverse di una stessa struttura per trasferire i redditi da un paese con imposte più alte a uno con imposte più basse. Un classico giochino che è stato adottato nel tempo anche da Apple, Facebook, Microsoft e Oracle.

Tutto questo meccanismo consente fondamentalmente di pagare poche tasse nel paese europeo dove si opera rendendo fumoso il confine tra elusione ed evasione. Adesso però con questa sentenza si è creato un precedente che potrebbe cambiare i destini fiscali anche di altri colossi statunitensi, che operano in Francia. Dal 2020 poi entrerà in vigore la nuova web tax (GAFA tax) che prevede un 3% di prelievo sulla pubblicità digitale e altre attività online delle aziende tecnologiche che generano un fatturato annuale globale superiore ai 750 milioni di euro e nazionale (in Francia) superiore ai 25 milioni di euro.

Ad ogni modo com’è risaputo per una norma comunitaria i tempi sono lunghi e per quella a livello OCSE si parla di 2020. “Rimaniamo convinti che una riforma coordinata dei sistemi fiscali internazionali è il miglior modo per avere un impianto regolamentare chiaro per le aziende che operano a livello globale”, ha commentato Google.