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Hai un problema con il PC al lavoro? Chiedi ad Alexa

Amazon's Alexa for Business Blueprints consente ai dipendenti delle aziende di creare comandi e funzioni personalizzati da usare al lavoro, durante la routine quotidiana.

“Alexa, mi si è imballato il PC, chiama l’assistenza tecnica”, “Alexa, qual è il numero della pratica XXXX?” o ancora “Alexa, mi ricordi il codice di accesso alla cartella documenti condivisi?”. No, non è fantascienza, ma quello che potrà succedere a breve nelle aziende grazie all’introduzione di Amazon’s Alexa for Business Blueprints, una raccolta di decine di modelli preconfigurati per l’assistente digitale di Amazon, che permette di creare e pubblicare skill specifiche senza dover scrivere codice.

Come spiegato dal product marketing manager di Amazon, Ben Grossman, queste skill potranno essere utilizzate esclusivamente su dispositivi in dotazione alle aziende e non potranno quindi essere sfruttate a casa. Tramite questa soluzione gli impiegati potranno richiedere specifiche app vocali semplicemente effettuando il log-in col proprio account Amazon, compilando il modulo e fornendo il numero identificativo Alexa for Business, o ARN, una sorta di codice di riconoscimento. Spetterà poi agli amministratori IT valutare le richieste e decidere quali servizi abilitare e dove, in determinate stanze o per l’intera azienda.

In questo modo non sarà più indispensabile ricordarsi la password WiFi per gli ospiti o la procedura per settare la mail di lavoro sullo smartphone, basterà chiedere ad Alexa, che diventerà così una sorta di segretaria personale di ciascun impiegato.

Annunciata per la prima volta due anni fa durante la Amazon Web Serrvices Re:Invent Conference, ‎Business Blueprints consente anche agli utenti enterprise di pianificare i turni per le sale riunioni tramite servizi di terze parti come Cisco, Polycom o Zoom, condividere informazioni sull’itinerari (attraverso Concur), controllare i messaggi in segreteria e controllare le impostazioni degli utenti e le funzionalità attraverso un pannello di controllo web. Attualmente è disponibile unicamente negli Stati Uniti, ma Amazon sicuramente provvederà a renderle disponibili anche in altri Paesi nei prossimi mesi.

Ma l’introduzione di un servizio non è tutto. Ad Amazon pensano ovviamente sempre al futuro e Rohit Prasad, uno degli scienziati del team che si occupa dello sviluppo dell’IA, si è interrogato sui limiti attuali di Alexa, giungendo alla conclusione che, per superarli l’assistente digitale di Amazon necessiti di… un corpo, seppur robotico.

“Il linguaggio è complesso e ambiguo per definizione”, ha infatti spiegato Prasad “contesto e ragione devono quindi venire ogni volta in soccorso”. Le parole infatti hanno spesso più significati e per comprendere il senso di una frase c’è bisogno di mettere in gioco tantissimi fattori. Sebbene, rispetto a un cervello analogico, Alexa abbia il vantaggio di poter consultare ampi database web per riuscire a comprendere meglio certe parole, tale soluzione rappresenta più un sotterfugio che non un reale avanzamento nelle capacità di comprensione dell’IA. Affinché però molte informazioni contestuali possano essere correttamente interpretate ci sarebbe bisogno di una comprensione più profonda del mondo, quello che normalmente chiamiamo “senso comune”. ‎

Per ottenere ciò, secondo un crescente numero di ricercatori, è però necessario poter fare esperienza del mondo, insomma vivere, magari anche solo in senso artificiale. Prima o poi dunque Alexa potrebbe aver bisogno di un corpo robotico con occhi, orecchie, arti, per andarsene in giro da sola, fare esperienza del mondo e comprendere più a fondo le cose. “L’unico modo per rendere più intelligenti gli assistenti intelligenti è di fornirli di occhi e lasciare che esplorino il mondo”, ha detto infatti Prasad. Magari non avverrà quest’anno o il prossimo, ma non significa che Amazon non ci stia già riflettendo, o qualcosa di più.

Per provare Amazon Echo e Alexa si può cominciare con il piccolo ed economico Amazon Echo Dot.