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Spazio e Scienze

I dischi volanti non sono obbligatori

Pagina 3: I dischi volanti non sono obbligatori

 

E poi, chi ha detto che fantascienza equivale a dischi volanti, viaggi su Marte o invenzioni futuribili? Esistono diversi sottogeneri interessanti e praticabili anche da uno scrittore del passato, che non prevedono tali elementi. Mi è sempre piaciuta, a questo proposito, la definizione di John Campbell, prima scrittore e poi direttore della celebre rivista Astounding Magazine: "Storie di fantascienza sono tutte quelle che il direttore di una rivista di fantascienza acquista per pubblicare." Ottima risposta, molto aperta, che oltre tutto ci viene proprio a fagiolo, anche se rimanda a sua volta ad una domanda: e cosa acquista un direttore? Nel nostro caso, avrebbe pubblicato la Divina Commedia? 

Lo scrittore francese Claude Yelnick, dal canto suo, parlava di "narrativa del condizionale", insomma il buon vecchio "What if?", traducibile con "cosa succederebbe se…?" E anche qui ci potremmo stare.

divina con UFO

Ma allora come si distingue la fantascienza dalla fantasy o dalla fiaba? Un ippogrifo potrebbe esistere, su qualche pianeta lontano: dopo tutto, anche sulla Terra ce ne sono tante di creature bizzarre. In un libro di fantascienza però devo spiegare, o almeno lasciar capire, come sia possibile che un bestione del genere riesca a sollevarsi in aria. Se creo un vampiro, devo immaginarmi come funziona il metabolismo di un essere che vive di sangue e come si spiega la sua longevità, o la sua avversione a crocifissi e aglio.

Obiezione: se pretendiamo la plausibilità totale e assoluta, una bella fetta di letteratura fantascientifica dovrebbe quantomeno essere derubricata a fantasy puro e semplice, perché nei racconti e nelle saghe più conosciute e di maggior successo (anche nei film e serie, ovviamente) ci sono spesso incongruenze ed errori che, se corretti su una base scientifica, imporrebbero un azzeramento totale dell'opera, rendendo impossibile lo svolgimento dell'azione dei nostri eroi.

Ma Dante, si dice, non aveva nessuna intenzione di scrivere un romanzo d'avventura, né di tipo genericamente fantastico come le storie di Re Artù e di Mago Merlino, per intenderci, né tanto meno fantascientifico. Per lui la Commedia era un'opera eminentemente morale. Non può, per tale motivo, essere compresa nella letteratura del viaggio, inteso in senso avventuroso o addirittura fantascientifico.