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Impressioni d’uso

Pagina 2: Impressioni d’uso
Test Canon PowerShot SX710 HS, Nikon Coolpix S9900, Olympus Stylus SH-2, Panasonic DMC-TZ70. Ideali da portare sempre con sé in vacanza e nei viaggi, le compatte super-zoom di ultima generazione offrono prestazioni di tutto rispetto, versatilità e semplicità d'utilizzo. Per chi non si accontenta degli smartphone, ma ritiene troppo impegnativa e costosa una fotocamera ad obiettivi intercambiabili, mirrorless o reflex che sia.

Impressioni d'uso

Le impressioni d'uso relative a queste macchine sono fortemente influenzate dal tipo di esperienza di chi le andrà ad utilizzare. Il neofita, che magari finora ha scattato solo con lo smartphone, si troverà probabilmente subito a suo agio per via delle dimensioni e del peso ridotto, a vantaggio della portabilità e della relativa semplicità d'utilizzo. La scelta dell'inquadratura mediante monitor posteriore e il fatto di non dover pensare ad altro se non a premere il pulsante di scatto, sono aspetti che dovrebbero rendere il passaggio da uno strumento multiuso tecnologicamente avanzato come gli smartphone di ultima generazione ad una macchina fotografica vera e propria, piuttosto naturale. Sin dai primi istanti in cui si maneggiano tali apparecchi, ci si rende anzi conto che in realtà sono molto più comodi da usare: innanzitutto si può scattare con la sola mano destra, il grip è tutta un'altra cosa, l'escursione dello zoom ottico ben superiore (i cellulari hanno lo zoom elettronico) e di conseguenza la qualità delle immagini.

Diverso, ovviamente, il discorso dal punto di vista dell'appassionato, abituato a riprendere con le reflex o le mirrorless. La prima cosa di cui si sente la mancanza è un mirino, ottico o elettronico che sia, che permette d'inquadrare con maggior precisione, di tenere più salda la macchina, di non dover diventar pazzi quando non si riesce a vedere quasi nulla quando il sole cade a picco sul display. L'unica macchina del lotto a possederne uno è la Panasonic, tuttavia si tratta di un EVF di dimensioni microscopiche (0,2" per 1,166 Mpixel di risoluzione), con una velocità di refresh bassa, effetto scia… Un ausilio solo in condizioni particolari, ma comunque meglio di niente.

La seconda cosa un po' frustrante è quella di dover ricorrere spesso ai menu per impostare determinate funzioni, a discapito della velocità d'azione. Corpi macchina così piccoli non possono alloggiare decine di tasti, e anche potessero non avrebbe senso poiché rientrano nella filosofia "point & shot", quindi massima semplificazione per l'immediatezza dei risultati. Malgrado l'evidente sforzo dei costruttori per riportare quelli, a logica, di uso più frequente, resta il fatto che si deve entrare giocoforza nei menu per cambiare determinati parametri. Che, pur se implementati in modo diverso, sono comunque piuttosto intuitivi.

Menu (in senso orario Canon, Nikon, Olympus e Panasonic)

Da questo punto di vista, Nikon e Panasonic offrono due ghiere in più, rispettivamente posteriore e sull'obiettivo, per modificare ad esempio tempo, diaframma ecc. Inoltre, Panasonic ha due utili tasti funzione programmabili.

Terzo: inquadrare un soggetto con lo zoom sulla massima potenza del teleobiettivo non è cosa semplice: gli stabilizzatori sono efficaci, ma l'immagine è visivamente sempre "tremolante" ed una volta che lo zoom è settato su queste lunghezze focali è difficile andare a ricomporre l'inquadratura su un altro soggetto. Solo Canon offre l'utile funzione che permette di rimpicciolire temporaneamente l'immagine per facilitare in seguito la ricomposizione. 

Anche variare la lunghezza focale dello zoom in modo progressivo è un po' difficoltoso: la levetta coassiale al pulsante di scatto è, in genere, imprecisa, nel senso che non si riesce a posizionare l'obiettivo esattamente dove si vuole. Solo Panasonic ha l'anello alla base dell'obiettivo preposto allo scopo, ma il suo funzionamento è a step discreti e non continui.

Tutte e quattro le fotocamere sono ovviamente dotate di flash, che può essere attivato all'occorrenza semplicemente sollevandolo mediante il classico meccanismo a molla con relativa levetta (eccetto che per la Lumix). Le foto seguenti sono state scattate con le impostazioni di default e il programma P. Soggetto alla medesima distanza.

Nikon restituisce una tonalità più calda, ma tende a sovraesporre leggermente. Per il resto, risultati sostanzialmente confrontabili.

Esposizione flash
Canon Nikon Olympus Panasonic
       

Da ultimo, una considerazione sulla durata delle batterie: partite tutte a piena carica e scattando più o meno lo stesso numero di foto con ognuna delle macchine, la prima ad esaurirsi è stata la Panasonic (molto prima delle altre, con 300 scatti dichiarati a norme CIPA, meno nella realtà), poi la Canon (315 scatti in modalità ECO), l'Olympus ed infine la Nikon (300 scatti dichiarati).

Durata batterie
Canon Nikon Olympus Panasonic