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La romana INNAAS lavora dal 2015 per portare a un nuovo e più utile livello il concetto di assistente digitale che abbiamo imparato a conoscere con prodotti come Siri di Apple, Microsoft Cortana, Amazon Alexa o Google Assistant.  INNAAS cerca questo passo ulteriore già dalla terminologia, e infatti sul sito l'azienda parla di "lavoratore digitale", e "consulente robotico", oltre che di "automazione del processo robotizzato". Più in concreto, questa società offre – con una versione di base gratuita – la possibilità di creare uno o più lavoratori digitali.

Il potenziale cliente, un'azienda, si rivolge a INNAAS come fa con le agenzie di lavoro per "selezionare" il personale. Solo che sceglie un agente virtuale già preformato – l'addestramento finale degli algoritmi poi avviene durante l'attività vera e propria.

Agenti virtuali a cui affidare azioni ripetitive ma non ovvie, dotati di un'AI abbastanza evoluta da comprendere come funzionano le cose, imparare dall'esperienza e migliorare costantemente i risultati. Hanno già cinque modelli disponibili, nonché l'approvazione di alcuni importanti clienti come BNL, TIM e il Gruppo24 ore.

Che cosa fa un "lavoratore virtuale"? Ci ha fatto un esempio il fondatore e AD Simone Di Somma, a proposito di un ristorante: un software che risponde al telefono, comprende il cliente grazie alla NLU, registra la prenotazione e fissa il tavolo. Tutto senza che una persona del ristorante debba farlo personalmente.

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Elemento chiave anche per INNAAS è il costo, e da questo punto di vista Di Somma ci ha svelato una realtà sconvolgente. Secondo lui, infatti, assistenti virtuali come quello dell'esempio potrebbero arrivare sul mercato entro sei mesi. Con un costo limitato a 30 euro al mese. Un prezzo sfacciatamente ridotto, che farebbe gola a moltissime società. Di Somma crede che INNAAS potrebbe essere pronta con sei di questi agenti economici entro i prossimi sei mesi.

Prodotti più complessi costano di più, ma il punto è proprio automatizzare le attività basilari e che al momento costano molto di più – tornando all'esempio del ristorante, il costo del lavoro per rispondere al telefono e segnare le prenotazioni è molto più alto. Aumentando la complessità, INNAAS arriva fino al ruolo di analista dati, anche se in questo caso l'agente virtuale difficilmente potrà fare tutto da solo – ma non è impossibile. Oppure si può avere un assistente al Social Media Manager, e molto altro.

Similmente a NAMU, anche INNAAS punta alle piccole e medie imprese, area in cui la società ha già raggiunto risultati ammirevoli, con un fatturato 2017 che dovrebbe sfiorare 1,5 milioni di euro – quasi tutto realizzato in Italia – e buone previsioni di crescita per il 2018.