Spazio e Scienze

La NASA progetta mini satelliti per l’esplorazione spaziale

Per esplorare lo Spazio non serve l'Enterprise, o almeno non necessariamente. Abbiamo parlato di astronavi rivoluzionarie, sottomarini capaci di muoversi nei laghi di idrocarburi di Titano, elicotteri drone su Marte, ma potrebbe essere il "mezzo" più semplice a rivelarci informazioni preziose sui pianeti del nostro Sistema Solare. Un CubeSat, un mini satellite dalla forma cubica di 10 centimetri per lato.

cubesat nasa

L'idea è sbocciata al Goddard Space Flight Center dove gli scienziati stanno sviluppando un concept chiamato CubeSat Application for Planetary Entry Missions (CAPE), che è composto da due moduli del peso complessivo di 4,9 chili.

Il motivo per cui CAPE è arrivato alla ribalta delle cronache è che finora i CubeSat sono stati coinvolti in progetti interessanti ma limitati all'orbita terrestre perché sono privi si sistemi di propulsione. La novità è che la NASA vuole spedirli fuori orbita e mandarli su altri pianeti.

Come è abbastanza chiaro: usare coppie di mini satelliti di cui uno servirà come modulo di servizio preposto alla propulsione al veicolo, e l'altro come una sonda destinata a entrare nell'atmosfera del pianeta extraterrestre. Entrambi dovrebbero alloggiare all'interno di una Micro-Reentry Capsule (MIRCA) da cui verranno espulsi una volta fuori dall'atmosfera.  

cubesat in space
CubeSat

A quel punto il piccolo veicolo spaziale dovrebbe dispiegare i suoi pannelli solari miniaturizzati o usare l'alimentazione a batteria interna per alimentare il suo viaggio verso un altro pianeta. Una volta giunto a destinazione, la sonda si separerà dal modulo di servizio e inizierà la sua discesa attraverso l'atmosfera del pianeta bersaglio. A questo punto potrà rilevare la pressione atmosferica, la temperatura e altri dati alla MIRCA, che a sua volta li trasmetterà sulla Terra.

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Il progetto è interessante prima di tutto perché è basso costo, poi perché i CubeSat sono già in prova nella nostra atmosfera con risultati soddisfacenti e in terzo luogo perché se ne potrebbero lanciare diversi per ottenere un campionamento in più punti dell'atmosfera extraterreste. Un vantaggio di cui al momento non beneficiamo nemmeno con le sonde planetarie più costose.

Il primo test MIRCA si terrà quest'estate con l'obiettivo di testare la stabilità aerodinamica e l'operatività del prototipo.